LA RETE DEI CSV: PIÙ SERVIZI E PIÙ PARTECIPAZIONE SUL TERRITORIO

I numeri dimostrano la vitalità della Rete dei CSV, diffusi in tutta Italia. 240mila servizi erogati a quasi 50mila associazioni

di Redazione

La nuova organizzazione territoriale della rete dei CSV (Centri di Servizio per il Volontariato) ha finalmente preso forma: l’Organismo nazionale di controllo (Onc) ha infatti concluso in questi giorni la fase preliminare dell’accreditamento dei Centri , che nel 2021 diventeranno 49 (solo quest’anno 9 accorpamenti hanno coinvolto 22 Csv) da 63 che erano.
Solo due istanze di accreditamento non sono state accolte dall’Onc: quella del Csv Sardegna Solidale e quella del futuro Csv della Romagna. La prima è stata dichiarata inammissibile “per assenza dei requisiti di legge” (ne abbiamo parlato qui); la seconda per carenza di documentazione non essendosi realizzata la prevista unificazione dei Csv di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. In entrambi i casi l’accreditamento avverrà entro il 2021 attraverso un bando pubblico. Le procedure per giungere all’accreditamento definitivo degli altri 46 Csv – compreso quello del Lazio – si concluderanno entro alcune settimane.

La rete dei CSV è in salute

«Si chiude intanto questo anno del tutto particolare», dice il presidente di CSVnet Stefano Tabò, «Come già raccontato nel report “Il volontariato e la pandemia pubblicato a settembre, i Csv hanno saputo rispondere con flessibilità ai nuovi bisogni del volontariato indotti dall’emergenza sanitaria e nel contempo hanno consolidato quella pratica di apertura a tutto il Terzo settore e alla cittadinanza in generale che la recente riforma ha voluto».
È dunque «una rete in salute», continua Tabò, «quella che – con tante nuove lezioni imparate nella pandemia – si presenta all’anno entrante con la sua nuova mappatura territoriale».

I dati del 2019

Lo testimoniano i numeri sulle attività svolte dai Csv nel 2019 e contenuti nel Report Csv appena pubblicato. Un anno ancora “normale”, in cui gli allora 63 Centri di servizio hanno incrementato sia i servizi che i destinatari, ampliando anche in modo sensibile la propria base sociale. Ecco alcuni dei dati principali.

 

Rete dei CSV
La Rete dei CSV come sarà nel 2021 (elaborazione di CSVnet)

I servizi hanno nuovamente superato quota 240 mila, erogati ad oltre 49 mila e 500 organizzazioni non profit e a circa 2 mila tra enti pubblici e imprese profit (triplicate): tra le prime si segnala una crescita del 67% di Aps (associazioni di promozione sociale) arrivate quasi a 10 mila. È invece aumentato di quasi due volte e mezza il numero dei cittadini (142 mila) raggiunti durante le iniziative pubbliche di promozione del volontariato. Mentre sono stati oltre 100 mila i volontari interessati direttamente dai servizi, 88 mila dei quali già operanti in Enti del terzo settore (Ets); 133 mila invece gli studenti coinvolti nei progetti dei Csv nelle scuole, come già spiegato nel rapporto “A lezione di volontariato”.

A indicare questa rilevante presenza nella comunità sono poi da segnalare i quasi 40 mila servizi di orientamento al volontariato, numero più che raddoppiato rispetto al 2018, e le 7.700 iniziative di animazione territoriale volte spesso a creare reti e connessioni tra Terzo settore e gli altri soggetti del territorio.
Tra le altre tipologie di servizio sono da citare i circa 1.800 percorsi di formazione per quasi 15 mila ore di lezione a più di 39 mila partecipanti; le 110 mila consulenze erogate (+ 15 mila rispetto al 2018); i 31 mila servizi di supporto alla comunicazione; i 46 mila riguardanti aspetti logistici. Con i loro siti web che hanno totalizzato 7,3 milioni accessi, le loro 2.692 newsletter periodiche spedite a 190 mila indirizzi e con i loro 282 mila “mi piace” complessivi su Facebook e i migliaia in altri social, i Csv confermano infine quel grande impatto comunicativo che nel citato report sulla pandemia si è rivelato vitale per la circolazione di notizie e opportunità di volontariato in tutta Italia.

Di chi sono i Csv

Nel 2019 erano quasi 10 mila in totale le organizzazioni – per l’81% di volontariato – che davano vita agli organi di gestione dei Centri di servizio, con una crescita di 1.200 unità rispetto all’anno precedente. «Sarà interessante verificare il dato a riorganizzazione conclusa», commenta il presidente, «ma si conferma intanto la costante tendenza verso l’allargamento della base sociale». Una partecipazione espressa anche dalle 544 reti associative presenti nelle assemblee, a loro volta rappresentanti di altri 18 mila enti del terzo settore.

Dal punto di vista del personale, si attesta a 832 la quota di lavoratori retribuiti (708 con contratto da dipendente). Nel 2019 i CSV hanno tra l’altro sviluppato progetti che hanno coinvolto 303 giovani operatori in servizio civile.
La sintesi del Report 2019 sui CSV si trova a questo link.

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