2017: UN ANNO DI LEGGI SOCIALI. MA MOLTO RESTA DA FARE

Riforma del Terzo Settore, servizio civile, azzardo, biotestamento, disabilità, povertà, migranti. Si è chiuso un anno intenso.

di Elpidio Ercolanese

Sono state molte le leggi del 2017 che riguardano il sociale: è stata portata a compimento la riforma del Terzo settore e sono state approvate leggi che venivano chieste da anni, come quella sul biotestamento. Per la prima volta, inoltre, in tema di povertà è stata introdotta una misura strutturale come il Reddito di Inclusione (REI). In questo articolo abbiamo deciso di ripercorrere le più importanti leggi  del 2017 in tema di sociale.

 

TERZO SETTORE: La riforma del Terzo settore riordina il non profit italiano attarverso  legge106/2016 “Delega al Governo per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale” e i successivi decreti attuativi, che riguardano il Codice Unico del Terzo Settore, il 5Xmille, il registro unico nazionale, il servizio civile universale, l’impresa sociale e i Centri di Servizio per il Volontariato.

Oltre a questa riforma strutturale, tra i fatti del 2017 ci sono altre leggi che interessano il volontariato.

 

SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE.  Fa parte della riforma il Servizio Civile Universale, introdotta con il decreto legislativo n.40 del 6 marzo 2017. Il decreto stabilisce una serie di novità rilevanti: apertura definitiva ai giovani stranieri, maggiore flessibilità dei progetti in termini di durata, possibilità di impegno fino a 3 mesi in sedi europee o in attività di tutoraggio finalizzato all’accesso al lavoro, un’attenzione specifica ai giovani con minori opportunità. A ostacolare la piena attuazione della riforma due ricorsi delle Regioni Veneto e Lombardia alla Corte Costituzionale, che contestano il mancato coinvolgimento delle Regioni, cosa che porterebbe a ledere secondo i ricorrenti, le prerogative e l’autonomia di spesa delle Regioni stesse.

 

BIOTESTAMENTO. Tra le leggi del 2017 quella sul biotestamento, fortemente voluta da alcune associazioni che ne chiedevano l’approvazione da anni, è passata al Senato lo scorso 14 dicembre con 180 voti a favore (71 no e 6 astenuti). L’articolo 1 della legge prevede che nessun trattamento e diagnosi possano essere iniziate o proseguite senza il consenso libero e informato espresso in forma scritta o con dispositivi informatici, o dai genitori in caso di minorenni. In ogni momento il malato può rivedere le sue decisioni. All’articolo 3 la legge afferma che ogni persona maggiorenne capace di intendere e di volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi, può attraverso disposizioni anticipare convinzioni o preferenze rispetto a scelte terapeutiche e trattamenti sanitari, compresi nutrizione e idratazione artificiali.

 

DISABILITÀ. Quella sul biotestamento, oltre a prevedere norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, in qualche modo riguarda anche il tema della disabilità, limitatamente ai casi più gravi: a volte, rifiutare le terapie, diventa un diritto ed è vietato l’accanimento terapeutico. Ma in tema di disabilità c’è ancora molto da fare, come dimostra l’appello di Elena e Maria Chiara Paolini, due sorelle ventenni costrette in carrozzina, che chiedono l’aumento del Fondo per la non autosufficienza. Un loro post su Facebook, rivolto al premier Paolo Gentiloni e ai ministri, ha ricevuto oltre 20mila like e da lì è nata una mobilitazione in più di 20 piazze d’Italia.

In tema di disabilità il 2017 poteva essere l’anno per l’approvazione della legge sui caregiver e di quella sulle barriere architettoniche: niente da fare, se ne riparlerà nella prossima legislatura. Forse.

 

leggi del 2017
Foto Maria Topputo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POVERTÀ. Altro tema è quello della povertà. Per la prima volta il nostro Paese si è dotato di una misura strutturale, di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, come il Reddito di Inclusione, destinato alle famiglie più bisognose. Il sussidio consiste in un beneficio economico attraverso una Carta di pagamento elettronica e in un progetto personalizzato in ambito lavorativo, volto all’uscita del soggetto dalla condizione di povertà.

Secondo i dati Istat del 2016 si stima che in Italia ci siano un milione e 619 mila famiglie residenti in condizione di povertà assoluta. La condizione dei minori e dei giovani è peggiorata, con un’incidenza della povertà triplicata rispetto al 2005, mentre risulta in diminuzione quella degli anziani rispetto allo stesso anno.

A dimostrare la drammaticità della situazione le domande per il Reddito di Inclusione: nel periodo compreso tra l’1 dicembre 2017 e il 2 gennaio 2018 sono state oltre 75mila, con picchi in Campania (22%), Sicilia (21,4%) e Calabria (14%).  Superiori a 5mila le domande trasmesse da Lombardia (7%) e Lazio (6,9%).

Il Reddito di Inclusione, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe servire a portare fuori le persone dalla condizione di povertà. Ma la vera sfida, come spiega il “Rapporto di valutazione dal Sia al Rei” dell’Alleanza contro la povertà, un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nel nostro Paese, si vince sui territori. Come evidenziato dal rapporto c’è, infatti, un ritardo dei territori rispetto all’attivazione di sinergie tra i vari servizi che dovrebbero affiancare il REI.

 

L’AZZARDO. Altra importante novità del 2017 riguarda il tema del gioco d’azzardo. Nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) c’è anche la cura del gioco d’azzardo patologico. Lo Stato, in questo modo, si fa carico dei danni causati dal gioco alla salute di una fetta della popolazione. Inoltre, il Governo ha cercato di regolamentare il settore delle slot machine, con un decreto in cui è prevista la riduzione non solo delle slot, ma anche dei punti di offerta del gioco.

 

MIGRANTI. Se  finora abbiamo parlato di cose che sono giudicate sicuramente positive dal mondo del Terzo Settore, non si può dire la stessa cosa delle politiche in tema di immigrazione: il 2017, infatti, verrà ricordato come l’anno delle politiche restrittive e della mancata approvazione dello ius soli.

 

2017: UN ANNO DI LEGGI SOCIALI. MA MOLTO RESTA DA FARE

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