A ROMA “RUN FOR AUTISM”: LO SPORT È DI TUTTI

Correranno ragazzi autistici insieme ad amatori e operatori. Perché abbracciarsi al traguardo è bello per tutti

di Giorgio Marota

Adesso Progetto Filippide non ha più paura e finalmente può correre verso il futuro. Un anno fa la ragioneria generale del Campidoglio bloccò i finanziamenti all’associazione che permette ai ragazzi autistici di fare sport e dopo appelli, proteste e sit-in, da circa un mese sembra tutto rientrato.

Progetto Filippide - Run for Autism
La corsa si svolge da via dei Campi Sportivi al Villaggio Olimpico

Accompagnata da questo sospiro di sollievo, domenica 27 novembre alle 8.30 si terrà la 5° edizione della Run for autism, una corsa di 10 km che partirà da via dei Campi Sportivi, a Roma, e proseguirà tra il Lungotevere e le strade del Villaggio Olimpico (in alternativa c’è anche il percorso da 2,5 km). Al via atleti disabili e amatori, tra i quali diversi operatori specializzati del Progetto: in totale sono attesi nella Capitale oltre 400 ragazzi e ragazze disabili da otto regioni d’Italia. Per molti di loro il grande evento coinciderà con la realizzazione di un sogno: per la prima volta saranno protagonisti di una vera maratona, a testimonianza di come lo sport possa essere uno straordinario mezzo di riabilitazione fisica, mentale e sociale. L’evento, i cui proventi saranno destinati alla ricerca sull’autismo, è riconosciuto come campionato regionale FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) ed è attesa anche la presenza del presidente del CONI, Giovanni Malagò.

«Filippide è diventata grande», ha ammesso il suo fondatore e attuale presidente, Nicola Pintus, «siamo una realtà affermata in tutta Italia, con più di 2500 volontari, 70 impiegati, istruttori, figure professionali e centinaia di ragazzi coinvolti direttamente sul campo nelle attività di nuoto, nuoto sincronizzato e atletica».

Progetto Filippide e la politica impreparata

Progetto Filippide propone durante l’anno sportivo attività che allenano i ragazzi alla perseveranza e alla disciplina, al sacrificio e al lavoro in gruppo. Per questo motivo, quando la giunta Marino decise per lo stop agli affidi diretti senza bando di gara, (lasciando di fatto senza soldi il Progetto), al presidente Nicola Pintus è crollato il mondo addosso. La causa? Il troppo rumore dovuto a “Mafia Capitale” ha portato ad un clima da caccia alle streghe: «Nel nostro caso le istituzioni non conoscevano ciò che facevamo. Quando non c’è fiducia si cerca lo scandalo anche dove lo scandalo non c’è. Noi ogni mese consegnavamo al Comune una rendicontazione delle spese. È stato un duro colpo, in ambito sportivo il nostro progetto è molto conosciuto e siamo rimasti sconvolti quando abbiamo scoperto che per qualcuno eravamo ancora invisibili».

Progetto Filippide- Run for Autism
Ci sono state difficoltà con le Amministrazioni, ma l’esperienza prosegue

Troppo spesso, negli ultimi anni, la politica si è dimenticata del sociale: «Forse sarebbe più corretto dire che è impreparata ai problemi sociali», precisa Pintus, «una società che non si preoccupa dei disabili non ha futuro, perché lasciando indietro i più deboli non progredisce nessuno».

Da un mese però tutto è tornato alla normalità. Il comune ha stanziato 170mila euro fino a giugno per sostenere le spese quotidiane, dalla benzina dei pullmini al pranzo. È innegabile, il timore che il problema potrà ripresentarsi c’è e bisogna farsi trovare pronti: «Sì, ma Filippide lotterà ancora, anche se stavolta siamo più fiduciosi», commenta il presidente. Con nuovo entusiasmo è ripartita così una storia che Nicola Pintus ha scritto per la prima volta nel 1999: «Sono salito fino al campo base dell’Everest a 6000 metri, insieme ad Alberto Rubino, un ragazzo autistico. Da quel giorno ho capito che quella esperienza poteva aprire una strada. Oggi sull’Everest della vita ci salgono ogni giorno centinaia di ragazzi dalla Sicilia al Piemonte, superando le loro difficoltà con il nome di Filippide sul petto» ha commentato orgoglioso il presidente.

I volontari e l’autonomia

Ma Pintus ha anche tenuto a precisare l’importanza assoluta dei volontari, rinominati “gli angeli custodi” e del rapporto 1:1, marchio di fabbrica dell’associazione. Ce lo ha confermato Valentina Giordano, operatrice volontaria, 24enne laureata in Scienze Motorie proprio con una tesi sul Progetto Filippide: «Ogni persona è seguita per tre mesi da un operatore che lo affianca nell’allenamento, lo aiuta in doccia e poi a pranzo. Ogni ragazzo autistico può così procedere coi propri tempi, ma in relazione con gli altri. Dopo tre mesi le coppie cambiano, anche per dimostrare ai ragazzi l’importanza del farsi aiutare senza però diventare dipendenti da una sola figura».

Progetto Filippide- Run for Autism
I ragazzi sono seguiti personalmente, ma l’obiettivo è che arrivino a correre da soli

Dalle sue parole filtra un entusiasmo contagioso: «Da questi ragazzi ho imparato davvero tanto», ha spiegato Valentina. «Nell’ultimo allenamento della scorsa stagione abbiamo fatto un esperimento: far correre tutti i ragazzi del “Progetto Filippide” da soli, senza operatori al loro fianco. Il risultato è stato strabiliante: hanno corso insieme, ognuno con il proprio passo, ma sempre vicini. Nessuna voglia di superarsi, nessun desiderio di dimostrare a noi che li guardavamo di essere bravi. I più veloci hanno aiutato i più lenti che a loro volta incitavano il gruppo a dare il meglio. Vederli tutti insieme al traguardo abbracciarsi è stata un’esperienza che non dimenticherò mai».

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