RIACE CANDIDATA AL NOBEL PER LA PACE, PERCHÈ NON C’È PACE SENZA DIRITTI

L'iniziativa è di un gruppo di organizzazioni della società civile. Ecco come sostenerla.

di Redazione

Riace candidata al Nobel per la Pace 2019. L’idea è di un gruppo di organizzazioni della società civile, Ong e Comuni (ne fanno parte Rete dei Comuni Solidali; Municipio VIII Roma; Comunità di base San Paolo; Left; ARCI Roma, Comuni Virtuosi; CISDA, Noi siamo Chiesa, ISDE, Festival “Roma incontra il mondo” 2019) ed è stata lanciata dalla rivista “Left”.

 

IL MODELLO. Riace è il piccolo Comune calabrese che, sotto la guida del sindaco Mimmo Lucano, è diventato un modello di accoglienza e integrazione dei migranti, che tra l’altro, si legge nelle motivazioni della proposta, «ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti». Un modello innovativo che ha saputo rispondere ad esigenze diverse e per questo è conosciuto in tutta Europa.

 

Riace candidata al Nobel per la paceLA STORIA. Ai primi di ottobre, Mimmo Lucano è stato messo agli arresti domiciliari con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”, ed è stato poi sottoposto a divieto di dimora. Molte associazioni ed organizzazioni, allora e nelle settimane successive, hanno espresso solidarietà e appoggio al sindaco, che tra l’altro il primo dicembre ha ricevuto il Premio “Firenze per le Culture di Pace”, organizzato dall’associazione Un Tempio per la Pace, con la motivazione che il suo progetto «ha trasformato un piccolo paese in stato di abbandono in un luogo esemplare di accoglienza, dove gli extracomunitari trovano una abitazione, riaprono attività commerciali e produttive ormai abbandonate e la scuola può restare aperta con la presenza di nuovi bambini. Sembra che si sia creato un civile rapporto di collaborazione con gli abitanti di Riace».

 

LA SCELTA. La campagna per Riace candidata al Nobel per la pace nasce anche da altre considerazioni. L’arresto di Mimmo Lucano era stato preceduto, nel 2016  dal blocco dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che aveva lasciato Riace in condizioni precarie. Per questo, scrivono su “Left”, i promotori della campagna «gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato – non di rado – opera impunemente».

Per sostenere la pace occorre rispettare i diritti di tutti, non solo dei più forti.

Per chi volesse sostenere l’iniziativa:

Link al Modulo online per le aderire come organizzazione

Link al Modulo online per aderire come privato cittadino

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

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