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RIFIUTI, TRASPORTI, CASA, LAVORO: IL PROGRAMMA PER ROMA DEGLI UNDER 30
programma per Roma

RIFIUTI, TRASPORTI, CASA, LAVORO: IL PROGRAMMA PER ROMA DEGLI UNDER 30

RIFIUTI, TRASPORTI, CASA, LAVORO: IL PROGRAMMA PER ROMA DEGLI UNDER 30

Interpellati dalle Acli all'interno del progetto Cantiere Roma, indicano priorità concrete per dare un futuro alla città

Pulita, sicura e con più occasioni di lavoro e investimenti nei trasporti. È il programma per Roma che chiedono i bambini e i giovani del territorio, intervistati dalla sezione locale delle Acli all’interno del progetto Cantiere Roma, in vista delle prossime elezioni amministrative. Dopo aver ascoltato anche stranieri, donne, anziani e famiglie su difficoltà e proposte per migliorare la città, l’Associazione Cristiana dei Lavoratori presenterà ai candidati sindaco un documento di sintesi circa quanto espresso dalla società civile.

I bambini e i rifiuti

A circa 250 tra bambine e bambini di età compresa tra i 7 e i 16 anni, scelti in rappresentanza di diversi quartieri, è stato sottoposto un questionario anonimo online, attraverso il quale hanno descritto il loro punto di vista sulla capitale. Nonostante le differenze tra centro e periferia, i temi più sentiti dai minori sono la presenza di rifiuti nelle strade (77%) e l’alta velocità a cui transitano i veicoli (45,8%). Argomenti che toccano direttamente la loro adolescenza, trascorsa per la maggior parte del tempo nel cortile del palazzo (42,7%) e nei giardini pubblici (58,6%), sebbene come luogo privilegiato di svago siano stati indicati palestre e campi sportivi. Apprezzati anche i beni culturali, che potrebbero però essere maggiormente valorizzati.

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Lidia Borzì, presidente delle Acli provinciali di Roma

«Promuovere un percorso di ascolto a partire dal basso è un modello che dovrebbe essere assunto anche dalla politica, affinché si possano dare risposte adeguate ai bisogni emergenti e calate nei territori specifici dove questi nascono», commenta Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia. «Abbiamo scelto di partire dai bambini perché progettare una capitale all’altezza della sua storia e del suo ruolo ci porta a dover dare risposte nell’immediato, ma anche a gettare le basi per il futuro e nessuno meglio di loro può aiutarci in questo compito».

Gli under 30 a un passo dalla fuga

Più allarmante il quadro che emerge dalle risposte degli oltre mille residenti interpellati della fascia dai 17 ai 30 anni e provenienti da tutti i municipi: il 46% di loro è pronto a fare le valige per altri centri italiani ed europei. Le cause sono molteplici. Il 41% indica l’assenza di opportunità di lavoro dignitose, il 30% la scarsa qualità della vita. A fare da contraltare lo svago e il divertimento (67%) e la cultura (63%). Altra nota dolente il costo elevato degli affitti nelle zone centrali e le criticità di abitare in posizioni decentrate rispetto a uffici, scuole, università e luoghi della movida.

E poi pesa sul programma per Roma il problema dei mezzi pubblici: il 59% del campione ne usufruisce quotidianamente, ma sono stati valutati con solo 4,66 su una scala da uno a dieci. Ad abbassare il voto la presenza costante di ritardi (41%), tempi di attesa incerti (31%) e la scarsa pulizia (22%). «I giovani non riescono più a sentire Roma come una città che possa garantire loro un futuro», continua Borzì. «È necessario sostenere l’autoimprenditorialità e il superamento della differenza tra domanda e offerta di lavoro, pensare a benefit sociali per promuovere l’impegno civico e un nuovo piano casa con canoni e tariffe a prezzi calmierati».

Co-progettare il programma per Roma

A risentire di un eventuale allontanamento degli under 30 sarebbero soprattutto le tante associazioni di volontariato di cui si compone il Terzo settore del capoluogo. Il 20% degli intervenuti ha dichiarato di volersi impegnare in senso civico, ma non trova punti di riferimento adeguati. Attraverso la progettazione tra pubblico e privato invece si avrebbero ricadute importanti sul Bene comune, in modo particolare sul rapporto tra centro e periferie, sul quale pesa uno sviluppo urbano incompiuto e stratificato, senza una vera e propria progettualità di lunga visione.

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Mirko Giustini

Laureato con lode in Lettere moderne ed Editoria e scrittura, si è sudato il tesserino da giornalista scrivendo per varie testate locali di Roma e dei Castelli romani. Lavora come analista televisivo presso la Geca Italia e scrive per Lazio sette (Avvenire).

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