ROMA. TUTTI CONTANO, IL CENSIMENTO ISTAT-FIO.PSD DELLE PERSONE SENZA DIMORA A CENTOCELLE-ALESSANDRINO. GRAMMATICO: «SORPRESO DA TANTA MOBILITAZIONE»

A fine gennaio oltre 6mila volontari hanno censito le persone senza dimora in 14 città italiane per conto di Istat e fio.PSD. A Roma erano mille, e una sessantina nel quartiere di Centocelle-Alessandrino. Il coordinatore Grammatico: «L’eredità non è solo il dato statistico, ma la riscoperta del territorio»

di Antonella Patete

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Hanno battuto il quartiere di Centocelle-Alessandrino metro a metro, senza trascurare un angolo, un porticato, le panchine di una piazza. Lo scorso 26 gennaio una sessantina di volontarie e volontari si sono dati appuntamento nei locali del Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino di Via delle Ciliegie 45 per scattare una fotografia notturna delle persone che dormono in spazi pubblici aperti, ripari di fortuna o strutture di prima accoglienza o emergenziali. Ma non erano i soli. Contemporaneamente nel resto di Roma e in altre 13 città metropolitane italiane oltre 6mila persone (mille nella sola capitale) scendevano in strada per partecipare alla campagna Tutti contano: l’iniziativa promossa da Istat in collaborazione con la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora-fio.PSD, realizzata a undici anni dall’ultima rilevazione dell’Istituto nazionale di statistica per fare luce sul fenomeno della grave marginalità adulta attraverso un’istantanea delle persone che non hanno un tetto sotto cui dormire. Grazie al tam tam dei mesi scorsi tra gli enti del privato sociale e la cassa di risonanza offerta da testimonial come Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini e Carlo Lucarelli all’iniziativa hanno aderito decine di organizzazioni, tra cui Sant’Egidio, la Caritas, la Croce Rossa e lo stesso CSV Lazio, ma anche tanti cittadini e cittadine senza un impegno costante nelle attività di volontariato. La conta si è svolta in due riprese: il 26 gennaio, gruppi formati da due o tre volontari, hanno percorso le città tra le 21 e le 23.30 alla ricerca di persone che dormivano o si apprestavano a trascorrere la notte in giacigli di fortuna, tra cui automobili e tende, mentre nella serata del 28 il censimento è stato effettuato nelle strutture di accoglienza notturna. Il 29 gennaio, invece, hanno avuto luogo le interviste effettuate su un campione di persone, per ricostruire i percorsi personali che hanno condotto alla condizione di senza dimora.

tutti contano
Grammatico: «Il censimento ha cambiato qualcosa anche dentro di me: ho riscoperto le associazioni di questo territorio dove vivo, ed è da qui che voglio ricominciare: dal volontariato di prossimità»

Grammatico: «Sorpreso da tanta mobilitazione»

Ci vorrà del tempo prima che l’Istat restituisca i dati e l’analisi qualitativa del fenomeno della homelessness nelle 14 città metropolitane, «ma un primo risultato è già stato raggiunto», commenta Girolamo Grammatico, coordinatore del cluster Centocelle-Alessandrino. «Mi ha colpito la mobilitazione della cittadinanza», sottolinea. «Hanno partecipato persone tra i 20 e i 65 anni, che si sono coordinate con grande naturalezza. È stato bello assistere a questa collaborazione intergenerazionale». Nei giorni della conta la sorpresa per l’entusiasmo dei volontari e delle volontarie è rimbalzata tra le varie chat dei coordinatori romani, stupiti dal grado di collaborazione e spirito di iniziativa dei volontari scesi in strada per il censimento. «Nella maggior parte dei casi non si conoscevano tra loro eppure, nonostante i tempi ridotti della formazione, sono riusciti a fare squadra come se si trattasse di unità specializzate», prosegue Grammatico. «Si trattava di persone con storie e competenze diverse. Alcune provenivano da organizzazioni come Sant’Egidio o la Croce Rossa, ma altre non avevano alcuna esperienza specifica sul tema delle marginalità gravi». Così Serena, psicoterapeuta infantile, che ha deciso di partecipare dopo aver letto un appello per la ricerca dei volontari sulla chat della squadra di calcetto. O Denise, cronista di nera con un passato come volontaria nei City Angel, che è venuta a conoscenza dell’iniziativa tramite i social dell’attore e drammaturgo Ascanio Celestini.

La rilevazione nel quartiere Centocelle-Alessandrino

Dopo una settimana di pioggia, la sera del 26 gennaio è stata addolcita da un clima mite e soprattutto asciutto. I volontari si sono dati appuntamento al Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino, dove hanno ripassato i principi fondamentali del censimento: considerare esclusivamente i giacigli abitati da qualcuno, non tenere conto di eventuali minori, non attaccare bottone con le persone senza dimora, ma spiegare chiaramente il senso dell’iniziativa se espressamente interrogati, non interagire con gruppi potenzialmente pericolosi, avvertire il coordinatore o la Sala operativa sociale in caso di situazioni di emergenza. Poi, dopo aver indossato l’apposita pettorina, si sono riversati nel quartiere. Quella sera, però, nelle strade di Centocelle non c’era quasi nessuno, fatta eccezione per qualche gruppo di giovani fermi davanti ai locali aperti da poco in un quartiere periferico, ma ormai in pieno processo di gentrificazione. «Non abbiamo trovato nessuno, meglio così», ha detto qualcuno. «Non dormono qui, stanno tutti in centro», ha aggiunto qualcun altro. Due giorni dopo una squadra di volontari è andata a intervistare due donne peruviane che hanno trovato riparo nella chiesa pentecostale del quartiere. Maria (nome di fantasia) è arrivata da poco in Italia e prima di incontrare il pastore, che le ha offerto ospitalità, ha vissuto per alcuni giorni in strada, nei pressi della stazione Termini. Sono stati i giorni più brutti della sua vita – ha raccontato –: trascorreva le notti seduta, cercando di non dormire per paura di essere aggredita. Carmen (anche questo è un nome di fantasia), invece, non riusciva più a pagare l’affitto del posto letto nella casa dove abitava, troppo costoso in proporzione al suo stipendio di donna delle pulizie a ore. Il pastore della chiesa pentecostale ha aperto loro la porta della chiesa, ma la comunità peruviana si è stretta intorno alle due donne, accogliendole e sostenendole. La loro storia ha colpito molto i volontari, che si sono offerti per attivare una rete informale per la ricerca di un lavoro e di un’abitazione autonoma.

Ricominciare dal volontariato di prossimità. L’eredità del censimento

«Questi tre giorni ci lasciano una doppia eredità: non solo il dato scientifico sul fenomeno in 14 città metropolitane, che verrà elaborato dall’Istat, ma anche la scoperta da parte dei cittadini del proprio territorio», osserva Grammatico che ha lavorato per 17 anni come operatore sociale con le persone senza dimora e nel 2023 ha raccontato la sua esperienza in un bel volume intitolato I sopravviventi (Einaudi). «Pur abitando nel quartiere, nessuno di noi era al corrente dell’esistenza della chiesa pentecostale, ma ora che l’abbiamo scoperta sono certo che ci torneremo. Io, per esempio, voglio portarci la mia famiglia, voglio farla conoscere ai miei figli». Oggi Girolamo Grammatico lavora come formatore, collaborando soprattutto con grandi imprese e multinazionali. Ma l’impegno come coordinatore del censimento lo ha riportato per qualche giorno alla sua passione originaria. A quando, cioè, dopo aver svolto il servizio civile nell’ostello della Caritas di Via Marsala, ha deciso di fare dell’aiuto alle persone senza dimora la sua missione, oltre che il suo lavoro. «Sono sempre stato convinto che sarei invecchiato con loro», conclude. «Ma quando sono diventato padre, ho dovuto scegliere. Era un lavoro senza orari, senza sabati e domeniche libere, che non mi permetteva di vivere la paternità come io volevo viverla. Ho cercato un altro lavoro non perché mi fossi disamorato, ma perché volevo trascorrere più tempo con i miei figli. Oggi sono ancora amministratore di sostegno di una persona senza dimora, che vive in una comunità, ma il censimento ha cambiato qualcosa anche dentro di me: ho riscoperto le associazioni di questo territorio dove vivo, ed è da qui che voglio ricominciare: dal volontariato di prossimità».

ROMA. TUTTI CONTANO, IL CENSIMENTO ISTAT-FIO.PSD DELLE PERSONE SENZA DIMORA A CENTOCELLE-ALESSANDRINO. GRAMMATICO: «SORPRESO DA TANTA MOBILITAZIONE»

ROMA. TUTTI CONTANO, IL CENSIMENTO ISTAT-FIO.PSD DELLE PERSONE SENZA DIMORA A CENTOCELLE-ALESSANDRINO. GRAMMATICO: «SORPRESO DA TANTA MOBILITAZIONE»