RUN ROME THE MARATHON 2026. UNA CITTÀ IN CORSA O UNA CORSA PER LA CITTÀ?

Verso la Run Rome The Marathon 2026, che continua a scalare la classifica delle prime maratone al mondo, ma resta festa di prossimità, occasione di relazione e scoperta, anche del mondo del volontariato. E opportunità capace di generare valore sportivo e sociale oltre che economico, per tutta la città

di Francesca Amadori

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Una città in corsa o una corsa per la città? Questa la domanda alla base dell’incontro che si è tenuto il 18 novembre scorso presso la sala Congressi di Via Salaria dell’Università Sapienza. Un appuntamento che è parte della lunga rincorsa che porterà alla Run Rome The Marathon del 2026. Un evento che non smette di rinnovarsi e crescere, sia nei numeri che nella qualità. Sì, perché già i numeri basterebbero a raccontare una manifestazione sportiva che non punta solo a consolidare: +63,4% degli iscritti dal 2018 al 2024, ma che continua a scalare la classifica delle prime Maratone al mondo, come anche dimostra il dato dell’incremento dei partecipanti internazionali +63,6% (Maratona ha già raggiunto il 90% della capienza, per cui a breve sarà dichiarato il sold out e chiuse le iscrizioni).

Certo Roma aiuta, non c’è dubbio. E che la corsa romana abbia pochi competitori sul piano del fascino e del prestigio storico l’Assessore capitolino ai grandi eventi, Alessandro Onorato, lo dice senza troppa enfasi, tanto è certo della forza del “brand”. Ma «l’hardware, ovvero la città, da sola non basterebbe a determinare uno sviluppo tanto evidente. Quello che è stato fatto in questi 5 anni è stato lavorare anche sul software, ovvero su un progetto a tutto tondo che, tra gli altri indicatori, ha allungato i tempi di permanenza dei runner – turisti da 2 a 4 giorni», continua Onorato.

Run Rome The Marathon 2026
Per l’edizione 2026 l’Expo si sposta al Circo Massimo. Lì arriveranno i runners e i curiosi a ritirare kit e pettorali; lì il punto di arrivo della Fun Run e il traguardo della Maratona. Lì il Volontari Fun Village, che CSV Lazio allestisce per il decimo anno in collaborazione con la Maratona di Roma

La Maratona di Roma come fatto sociale totale: la ricerca della Sapienza

È questo, in breve, il senso della ricerca consegnata al Dipartimento CoRIS dell’Università Sapienza di Roma: raccogliere informazioni e dati con criteri scientifici per trasformare l’evento in un’opportunità capace di generare valore; valore economico, ma anche sportivo e simbolico e non solo per i runner, ma per la città tutta. L’obiettivo resta dunque la crescita; parola d’ordine di tutte le imprese che si rispettino. E la Maratona di Roma, con i suoi 50 milioni di euro di indotto per il solo 2024, dimostra di saperlo fare. Ma, appunto, la crescita a cui guardano gli organizzatori non è solo quella misurata dai tanti zeri: sostenibilità, inclusione, sviluppo territoriale, sono le altre dimensioni considerate, perché l’evento vuole continuare ad essere una “festa” e il più possibile una “festa di prossimità”, come da sempre persegue e ci ricorda, Lorenzo Benfenati, project manager Run Rome the Marathon di Infront Italia. Per questo la survey del Comitato scientifico della Sapienza oltre ad indagare i runners, i loro accompagnatori e i turisti ha voluto rivolgere la propria attenzione anche ai cittadini romani, andando ad ascoltarli fin nella periferia dell’area metropolitana. I punti deboli sono quelli più o meno noti o immaginabili: la viabilità complicata dalla chiusura delle strade; la difficoltà di spettacolarizzare uno sport difficilmente seguibile, come la corsa su lunghe distanze; l’assenza di eventi di richiamo intorno a quello principale.

Interessanti quindi alcune proposte che sembrano andare proprio nella direzione delle strategie degli organizzatori come l’idea di creare eventi collaterali per pubblici diversi o istituire una “settimana della Maratona” o, ancora, allestire un villaggio permanente, come luogo dove intrattenere, aggregare e divertire, all’insegna del running ma non solo. La direzione imboccata allora è quella giusta, dal momento che ciò che accadrà nel 2026 ha molti di questi ingredienti.

Run Rome the Marathon: le novità per il 2026 e la decima candelina del Volontari Fun Village

L’Expo infatti si sposta al Circo Massimo che per 4 giorni diventa il centro di tutta la manifestazione: lì arriveranno i runners e i curiosi a ritirare i kit e i pettorali necessari alla corsa; lì il punto di arrivo della Fun Run, la Stracittadina di 5 km e, soprattutto, l’agognato traguardo per quanti correranno la Maratona. Lì sarà anche il villaggio dei volontari, il Volontari Fun Village, che CSV Lazio allestisce per il decimo anno in collaborazione con la Maratona di Roma.

Un’attività già ampiamente rodata, ma con la non piccola differenza che per il 2026, la presenza delle associazioni sarà prevista su 4 giorni e non più su uno (due giorni sono stati sperimentati per la prima volta con l’ultima edizione del 2025). «Una bella scommessa, per i volontari delle oltre 100 associazioni che stanno aderendo», dice Mario German De Luca, presidente del Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, «e che sentono tutta la responsabilità di una manifestazione che ha deciso di spostare il proprio epicentro in un luogo prestigiosissimo, come quello del Circo Massimo, ma fino ad ora preposto ad un evento corollario, la 5km. Eppure», continua il presidente di CSV Lazio, «abbiamo scelto di proseguire sulla strada di questa collaborazione, nella quale troviamo moltissimi punti di contatto. Innanzitutto perché si tratta di una formidabile occasione per far incontrare e conoscere decine di migliaia di partecipanti con le tante associazioni presenti che si impegneranno a realizzare laboratori, animazione per bambini, visite di prevenzione gratuite e tante attività per informare e sensibilizzare. In secondo luogo perché costituisce un’occasione di raccolta fondi per decine di associazioni, che noi accompagniamo in tutte le fasi. Poi perché gran parte dello sport amatoriale si svolge grazie al contributo fondamentale di una grande quantità di volontari, che agiscono all’interno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Un numero impressionante di realtà al quale come CSV Lazio guardiamo con interesse pensando al compito assolto a livello locale, nella crescita dei ragazzi e nel lavoro di coesione sociale che ci riguarda e ci investe nel nostro ruolo di agenti di sviluppo territoriale. Infine, constatiamo che la corsa – e ce lo riporta anche la ricerca della Sapienza – ben si coniuga con il mondo dei volontari, dal momento che la competizione e la performance prestazionale, tipiche dello sport, in questa pratica sanno lasciare il passo anche all’incontro, alla relazione e allo scambio, perché spesso si corre insieme, proprio come nel volontariato; e il superamento del limite, è innanzitutto comprensione dei propri limiti, prima che superamento di quelli dell’altro». Parole che riecheggiano quanto già detto da Daniele Quinzi, direttore Marketing Corriere dello Sport, quando nell’invito rivolto idealmente a tutti a venire ad assistere all’arrivo dei maratoneti, ha parlato di spettacolo emozionante, ma non solo legato allo stupefacente gesto atletico dei top runner, quanto a quello commovente di chi riesce a coprire la distanza, da persona “normale”. Sono i maratoneti che non ti aspetti, quelli che, per età o caratteristiche fisiche, non penseresti mai di veder tagliare il traguardo ma che lo fanno dando fondo a tutte le loro forze, con tenacia e spesso grande autoironia.

Run Rome The Marathon 2026
Quest’anno per la prima volta le associazioni e i volontari animeranno il Volontari Fun Village al Circo Massimo per 4 giorni

Un’anima sociale

Che la Maratona abbia un’anima fortemente sociale ce lo ricordano anche Antonio Daood e Giancarlo Attili. Il primo, presidente del Banco Alimentare Roma ODV, ha raccontato come la collaborazione consenta ogni anno di recuperare grandi quantità di materiali – acqua, cibo, magliette, sacchetti – che da rifiuti diventano un aiuto concreto per oltre 100.000 senza fissa dimora della città di Roma e nel Lazio; una fetta notevole delle 350mila persone assistite dall’associazione. Un contributo importante grazie al quale un’esternalità negativa, dovuta allo spreco, ma anche all’inquinamento, si trasforma in una positiva, grazie al riuso e alla redistribuzione mirata.
A questo risultato acquisito, si aggiungono sempre nuovi progetti come quello che vedrà persone a rischio di marginalità, impegnate nel ridare nuova vita agli indumenti non riutilizzabili riadattati in coperte per i senza fissa dimora; questo dopo un periodo di formazione in taglio e cucito che potrà aprir loro anche possibili sbocchi futuri. Ma ai ponti percorribili sembra non esserci limite e da Roma passiamo addirittura al Congo con l’Associazione AGAPE e la Congo River Marathon, con cui la Maratona ha aperto ad un partenariato dal grande respiro internazionale e solidale. A Giancarlo Attili il compito di illustrare in breve la Runner Youth Academy, un progetto educativo e sportivo con sede a Kinshasa pensato per rendere la corsa accessibile a bambini e giovani adulti.
L’Academy intende offrire un luogo sicuro e inclusivo, in cui lo sport possa diventare strumento di salute, disciplina, aggregazione e crescita personale; il primo atto di un percorso più ampio di scambio culturale e promozione sociale attraverso il running. Un obiettivo che sembra non andare al cuore dei profondi problemi che attraversano la maggior parte della popolazione del Congo e in particolare della capitale, Kinshasa. Più di 20 milioni di persone costrette a vivere in immense bidonville ai margini di tutto, ma alle quali, proprio per questo, si punta ad offrire un senso di “umana normalità”; soprattutto ai giovani che deprivati delle cose più semplici, possono trovare almeno nello sport l’opportunità di una leva di riscatto e dignità. Allora appuntamento a marzo 2026, nella speranza di incontrare i primi giovani dell’Academy come ospiti e partecipanti speciali dell’edizione che ci attende.

 

RUN ROME THE MARATHON 2026. UNA CITTÀ IN CORSA O UNA CORSA PER LA CITTÀ?

RUN ROME THE MARATHON 2026. UNA CITTÀ IN CORSA O UNA CORSA PER LA CITTÀ?