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A Itri la Milizia dei Folli organizza iniziative e manifestazioni culturali per promuovere il sorriso. Una vera e propria filosofia dello stare insieme contro l’aggressività e l’indifferenza

di Loretta Barile

Se “il mondo non si può cambiare, almeno rendiamolo migliore”. Questo è uno dei motti che ispira la Milizia dei Folli. Sì, si chiama proprio così il gruppo di volontari di Itri, nel Sudpontino, che si dichiara un esercito di clown che vuole conquistare il mondo con un sorriso. La Milizia dei Folli, quindi, sotto la bandiera del sorriso, promuove non solo attività, ma una filosofia di vita: se è vero che ogni giorno senza un sorriso è un giorno perso, la presenza di un maggiore numero di clown sicuramente renderà il mondo migliore.
E con questo spirito, «si fa tutto con il sorriso sulle labbra», ci dice Giorgio Sinapi, il presidente dell’associazione, che promuove lo stare insieme, prima di tutto per accrescere il benessere personale. «La Milizia dei Folli», ci racconta Giorgio, «si è costituita ufficialmente nel 2010, ma già dal 2003 era attiva come gruppo informale; negli anni è cresciuta e si è distinta nell’organizzazione di eventi in ambito comunale, regionale e nazionale».
«Ma la storia della Milizia viene da più lontano», racconta Roberto, attivista dell’associazione, «perchè nasce come un progetto a livello europeo per l’Expo del ‘94 a Barcellona ideato dai clown di professione Peter Ercolano e Jango Edwards. I due, attraverso il loro lavoro sull’arte del clown, volevano creare un “esercito” quanto più numeroso possibile per combattere la violenza, l’arroganza, l’aggressività e l’indifferenza con l’arma della comicità, dell’amore e del sorriso. Terminata questa esperienza, che ha portato alla realizzazione di un laboratorio teatrale composto da oltre trenta artisti provenienti da tutta Europa, ognuno è tornato nel proprio Paese ed alcuni hanno fondato una delegazione della Milizia dei Folli a casa loro».
L’unità creata ad Itri, quindi, ha esperienze simili dislocate in Francia, Spagna e Austria. «Noi», continua Roberto, «abbiamo avuto la fortuna che Peter Ercolano si sia trasferito ad Itri».

Il sorriso come una terapia


«L’amministrazione comunale», spiega Roberto, «ha creduto da subito nel progetto di Peter e, nello specifico, nella proposta laboratoriale dal titolo “Cuore di clown – Alla riscoperta del clown che è in te”, dove la parola clown era intesa, non come pagliaccio, ma come riscoperta dello spirito bambino che c’è in noi stessi. Quello proposto attraverso il laboratorio era un nuovo approccio alla quotidianità, un’esperienza di arricchimento personale, a suo modo terapeutica e di miglioramento sociale. Punto di partenza è che la riscoperta di noi stessi e lo stare insieme agli altri sono le migliori armi per combattere qualsiasi forma di disagio sociale. È stato un percorso di grande successo, e quella del 2014 e stata la settima edizione del laboratorio a cui, in questi anni hanno partecipato oltre 400 persone».
Tutta questa esperienza ha portato dal laboratorio al palcoscenico, continua Roberto, «così da qualche anno ci cimentiamo in uno spettacolo teatrale che di volta in volta coinvolge anziani, bambini, disabili, chiunque voglia può partecipare: la Milizia è aperta a tutti, il nostro impegno è – ancora di più per chi si trova in situazioni di difficoltà – quello di farli sorridere per un giorno».
La Milizia dei Folli, tra le altre cose ha ridato vita al Museo del Brigantaggio di Itri dove si svolgono le riunioni e gran parte delle attività, «la struttura fino al nostro arrivo», spiega Giorgio, «era completamente inutilizzata e il museo non era riconosciuto come spazio di ritrovo culturale. Con la nostra presenza si sono attivate molte realtà e sono cresciute le occasioni di socializzazione anche ad opera di altre associazioni del territorio. Per partecipare alle attività laboratoriali ed essere soci dell’associazione non c’è bisogno di competenze particolari, l’importante è avere voglia di stare insieme per stare bene e poi acquisire un po’ lo spirito clown, ritornare un po’ bambini, e dare importanza ad aspetti della vita che sottovalutiamo come il sorriso, l’entusiasmo, il divertimento, la voglia di condividere. Molte persone si sono avvicinate a noi proprio perché avevamo un momento particolare della loro vita, noi siamo aperti e cerchiamo di coinvolgere tutti nel gruppo».

Spiritri. Il festival delle arti di strada di Itri

Ma la manifestazione per cui la Milizia continua a crescere in notorietà è “SpirItri”, il Festival delle arti di strada di Itri. Per una sera lungo i viali di parco Ialongo, la villa comunale cittadina, o all’interno del Castello Medievale, si snoda un percorso magico all’insegna del divertimento con giocolieri, funamboli, musica, animazioni, mangiafuoco, contorsionisti, acrobati, trampolieri, pittori e artisti di ogni genere ed età. «Quest’anno, il primo Agosto si è svolta la sesta edizione, un grande successo che è il risultato dell’impegno di tutti i membri dell’associazione che ormai sono 68». Ma, continua Giorgio, «la bellezza di questa manifestazione è data anche dalla partecipazione per passaparola di molte di quelle persone incontrate nel corso dell’anno nelle tante manifestazioni alle quali, singolarmente o coralmente, partecipano i folli della Milizia. E’ importante anche l’appoggio del Comune di Itri, che ci concede l’utilizzo di spazi pubblici, perché l’amministrazione ha da subito creduto nel potenziale aggregativi del progetto iniziato con i laboratori di Peter Ercolano, e nel tempo la Milizia dei Folli sta realmente intervenendo nel tessuto sociale di Itri, e non solo», commenta Giorgio. «I nostri soci vengono anche da Formia, Gaeta, Fondi, Sperlonga, coinvolgendo attivamente persone di tutte le età».
Altro appuntamento fisso, continua Giorgio, «è diventata l’ “Infiorata”, la manifestazione che si svolge tutti gli anni in occasione del Corpus Domini, a cui la Milizia partecipa realizzando un quadro con i fiori, ma quando siamo insieme tutto si trasforma in una festa perché siamo un po’ rumorosi». «Fare parte della Milizia», ci dice Roberto, «fa bene in primis a noi stessi ed al nostro benessere personale, che poi a cascata si ripercuote anche su chi ci sta intorno». Per Giorgio «essere nella Milizia è stata ed è una esperienza importante, che mi ha portato ad essere più a mio agio, io che da piccolo non ero poi così espansivo mi sono aperto verso l’esterno. Nella Milizia confluiscono persone di tutti i tipi, di tutte le condizioni sociali, lavorative e culturali, si crea un bel mix e si fanno esperienze insieme. Aggiungiamo conoscenze ad esperienze: negli ultime tre anni abbiamo avviato anche un’area internazionale con oltre sette progetti approvati che hanno favorito scambi che ci portato, ad esempio, a Valencia o all’Aquila nel post-terremoto».
La Milizia dei Folli è molto più di un nome, ma un approccio alla vita che caratterizza chi fa parte di questo gruppo: « questo nome ce lo siamo quasi tatuato addosso per quanto ci piace», ci dice Giorgio. «Quest’anno poi, è nato da due nostri compagni anche il primo baby “miliziano”. Ci stiamo preparando per il ricambio generazionale.

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