SERVIZI ALLA PERSONA: LA GESTIONE ASSOCIATA CONVIENE

A quindici anni dall'approvazione della 328/2000 ogni Regione procede per conto suo. E il Lazio non ha ancora una legge.

di Caterina Ciampa

La legge 328/2000 è stata applicata nelle Regioni attraverso modelli organizzativi molto diversi,  o addirittura non è stata applicata, con differenti risultati. Ci sono state difficoltà a livello normativo per la modifica del titolo V della Costituzione, approvata nel 2001, dove per quanto riguarda il settore dell’assistenza sociale, tale materia non compare né in quelle di competenza legislativa esclusiva dello Stato, né in quelle di competenza concorrente. Quindi, in base alla nuova disciplina costituzionale, l’assistenza sociale  è di competenza legislativa regionale. In questo modo l’ambito di attuazione per via legislativa del diritto all’assistenza sociale previsto dall’art. 38 della Costituzione viene  completamente regionalizzato, affidando esclusivamente alle Regioni la predisposizione di quelle strutture normative e organizzative indispensabili per l’erogazione delle prestazioni socio-assistenziali.
In questo modo ogni Regione si è organizzata in modo diverso: solo 13 Regioni hanno legiferato sulla 328. Uno dei settori classici delle politiche sociali, quello socio-assistenziale,  è stato lasciato alle decisioni e alle scelte dei governi e dei legislatori regionali.

La gestione associata conviene

Il 14 settembre scorso si è tenuta presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, un incontro su “I 15 anni di legge 328”,  nel quale si sono confrontati politici e amministratori – tra i quali la deputata Ileana Piazzoni, segretaria della XII Commissione (Affari Sociali) della Camera, il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione Angelo Rughetti , l’assessore alle politiche sociali della Regione Lazio Rita Visini – presidenti di consorzi dei comuni, rappresentanti degli operatori del sociale.
L’obiettivo di questo incontro era mettere a confronto le diverse esperienze, individuare  i punti di forza e le criticità e anche per provare a capire quali interventi proporre per migliorare la normativa e quali soluzioni per provare ad uniformare una realtà frammentata . L’incontro era focalizzato soprattutto sulla gestione associata dei servizi, come ad esempio consorzi di Comuni ed altre forme, aziende di servizi alla persona, aziende speciali consortili , Società della salute ecc. Vi è stato un confronto tra diversi modelli.
Le esperienze presentate che riguardavano la gestione associata, in buona parte hanno avuto un riscontro positivo (Marche,  Lombardia,Toscana, Emilia Romagna),  in quanto hanno consentito risparmi significativi ed anche un peso maggiore nel confronto con le istituzioni  un conto è presentarsi come Comune singolo, un conto come un gruppo, ad esempio di 14 Comuni). Inoltre hanno permesso il superamento delle difficoltà, soprattutto rispetto ai piccoli Comuni che si trovano in territori montuosi e difficilmente raggiungibili, o ad altre realtà dove la situazione si presenta molto critica ed in questi ultimi anni è addirittura peggiorata.
Tra le difficoltà presentate circa questa modalità di gestione, le difficoltà  di trovare un accordo tra i Comuni, la paura di questi ultimi di sentirsi “espropriati” in merito alle decisioni sulle azioni eccetera.  A questo sui può ovviare lasciando ampia capacità decisionale ai Comuni stessi, che nella maggior parte dei consorzi compongono l’assemblea dei soci che ha voce in capitolo su quanto e come spendere e su altre decisioni.
Tra i problemi, oltre ai tagli progressivi, anche i contratti precari soprattutto del personale che si occupa dei piani di zona e dei servizi veri e propri e grosse difficoltà a consorziarsi. Ad esempio in Campania esistono solo 3 consorzi su 65 ambiti territoriali, il personale è precario da 15 anni e i tagli sempre più significativi.

Il Lazio non ha la legge

Nella Regione Lazio non è stata ancora approvata  una legge sulla applicazione della 328, nonostante nel tempo ci siano state tre proposte. L’ultima proposta va a rilento, è in commissione e l’assessore Visini, presente all’incontro, ha affermato che spera venga approvata entro la fine dell’anno. Il Lazio oltre ad AIPES (Associazione Intercomunale per l’Esercizio Sociale-Consorzio per i Servizi alla persona), ha anche altri tre consorzi.
Questo primo incontro è stato interessante in quanto non ci sono stati negli ultimi anni (o ce ne sono stati troppo pochi) convegni e momenti di riflessione  per fare un bilancio sulla 328, sulla sua applicazione, con le relative luci ed ombre. Ci si augura che ce ne siano altri di confronto e scambio e che vengano affrontati e risolti i nodi che impediscono di applicare questa legge che pure ha aspetti positivi (un esempio per tutti la mancata definizione dei Lea, livelli essenziali di assistenza).
Ci deve essere un cambio di mentalità a livello culturale, sia per quanto riguarda la politica, che per quanto riguarda la mentalità degli operatori, per rispondere in maniera appropriata ai bisogni dei cittadini ed alle nuove emergenze, che in questi ultimi anni si affacciano sempre di più.

SERVIZI ALLA PERSONA: LA GESTIONE ASSOCIATA CONVIENE

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