LE VISITE TATTILI DI VIVI VEJO, PER CAPIRE L’ARTE E ANCHE I PREGIUDIZI

L’Associazione ai Good Deeds Day 2018 con un percorso tattile nel Museo Venanzo Crocetti aperto a vedenti e non vedenti

di Micaela Mauro

Mancano poco meno di 20 giorni ai Good Deeds Day 2018. Insieme per il Bene Comune e il programma delle attività organizzate in vista delle giornate dedicate alle buone azioni continua a farsi sempre più ricco: sabato 14 aprile, dalle 11 alle 19, non perdetevi le visite tattili organizzate dall’associazione Vivi Vejo presso il Museo Venanzo Crocetti. Un percorso tattile attraverso le novanta sculture in bronzo realizzate in un arco temporale di oltre settant’anni dal famoso artista abruzzese Venanzo Crocetti, autore della Porta dei Sacramenti nella Basilica di San Pietro in Vaticano, e destinato sia alle persone non vedenti che ai vedenti bendati. Gli alunni del Convitto Vittorio Emanuele II e dell’Istituto Pianeta Studio saranno a disposizione dei visitatori per guidarli alla scoperta dell’arte, in una visita museale d’eccezione dove sarà possibile toccare con mano le opere stesse. Il percorso sensoriale è pensato per avvicinare lo spettatore al mondo della disabilità visiva e fargli riscoprire, al contempo, l’importanza che gli altri sensi possono rivestire nel processo di fruizione artistica.

 

vivi vejoIL MUSEO. Il  Museo Venanzo Crocetti sorge nello stesso luogo dove l’artista abruzzese abitò ed ebbe il suo studio, ossia la Via Cassia al numero 492, nella zona Tomba di Nerone. Vi sono esposte novanta sculture in bronzo e una di marmo, due dipinti su tela e quindici tra disegni e tecniche miste su carta, databili dal 1930 al 1998. Tra i capolavori esposti spiccano Il Cavaliere della Pace (1987), Fanciulla al fiume (1934), Bozzetto per la Porta di San Pietro in Vaticano del ’58, la Maddalena (1973 – 76). Proprio la materia prima delle opere, realizzate principalmente in bronzo, fa sì che queste sculture si prestino perfettamente ad un’esplorazione tattile, all’interno del progetto incentrato su accessibilità e fruizione dell’arte per visitatori con disabilità promosso da Vivi Vejo.

 

VOLONTARIATO E ALTERNANZA SCUOLA LAVORO. Gli studenti, dai 16 ai 18 anni, che svolgeranno il ruolo di Ciceroni al servizio della comunità fanno parte del programma di Alternanza Scuola Lavoro voluto dall’associazione Vivi Vejo, e  intitolato “Il volontariato e la solidarietà come investimento per la crescita personale e professionale dei giovani e orientamento alla cittadinanza attiva. Come sottolinea Giuliana Pisanu, volontaria dell’associazione Vivi Vejo: «I ragazzi guideranno la visita tattile nel corso della giornata. Ognuno di loro si occuperà di tre statue, per descriverle e raccontarle ai visitatori col maggior livello di approfondimento possibile. La nostra associazione opera da anni per sensibilizzare i giovani grazie a queste attività, per fare in modo che, quando da adulti si troveranno ad avere a che fare, professionalmente e umanamente, con persone portatrici di handicap, avranno una mentalità più aperta, e saranno consapevoli di quanto queste persone siano in grado di offrire al prossimo, anche in presenza di una disabilità».

 

L’ASSOCIAZIONE. L’associazione dal 2010 si occupa di  avvicinare gli studenti delle scuole superiori al mondo della disabilità visiva, grazie al progetto “Diamoci una mano”, che prevede lezioni teoriche e pratiche  nelle scuole, e attività pratiche di accompagnamento in occasione di eventi per i disabili (cinema senza barriere, visite  tattili, teatro audio-descritto, letture, cene al buio, organizzati dall’Unione italiana Ciechi ed Ipovedenti e dalla Vivi Vejo stessa). Il tutto perché, come ci ricorda Giuliana Pisanu: «Vogliamo che i ragazzi si avvicinino alla disabilità usando gli altri sensi: tatto, udito, olfatto. Come associazione cercavamo volontari, ma è difficile decidere da soli di fare un certo tipo di attività al servizio del prossimo.  Per questo motivo abbiamo messo in piedi un programma con i ragazzi delle scuole superiori per insegnare loro come si accompagnano i non vedenti e gli ipovedenti, sia all’interno che all’esterno degli edifici (strade, scale, marciapiedi). Il nostro scopo è piantare il seme della solidarietà, rompendo al contempo le barriere e i pregiudizi sulle disabilità visive, spesso causati dalla cattiva o scarsa informazione sul mondo della disabilità».

Vivi Vejo OnlusQuesto, però, è solo uno dei progetti che vedono impegnata l’associazione Vivi Vejo, che opera anche nell’ambito dell’integrazione, offrendo sostegno didattico agli studenti appartenenti a  famiglie di migranti, con difficoltà nell’apprendimento della lingua italiana, presso  le scuole dell’Istituto Comprensivo via Cassia 1780, Soglian ed Amaldi. Con lo scopo di sensibilizzare i giovani studenti e gli adulti  al rispetto e alla tutela dell’ambiente, alle tecniche del  riciclo e della raccolta differenziata, l’associazione organizza anche il progetto Ama Vivi Vejo, che prevede  giornate ecologiche per la pulizia delle aree del quartiere, insieme ad associazioni di zona, studenti, scout.

 

LA PARTECIPAZIONE AL GOOD DEEDS DAY. Da anni l’associazione Vivi Vejo opera nell’ambito della disabilità con lo scopo di sviluppare  e  alimentare un  bacino di volontari preparati e consapevoli, e aiutare i disabili visivi a godere  e partecipare alle attività culturali  che implicano l’utilizzo della  vista. Dall’altro lato le attività tattili che offrono alla cittadinanza si rivolgono anche ad un pubblico normodotato, per sensibilizzare gli spettatori e valorizzare l’importanza che gli altri sensi rivestono nella fruizione delle opere d’arte.

«Questo è il primo anno in cui partecipiamo alle Giornate delle buone azioni. In passato abbiamo sempre partecipato alla maratona con i non vedenti, ma quando siamo stati informati dal Centro Servizi per il Volontariato del Lazio di questa possibilità, abbiamo scelto tra quattro attività quella da proporre per il 14 aprile, con l’obiettivo di far conoscere il museo e il lascito di Venanzo Crocetti alla cittadinanza. L’esperienza sensoriale sarà aperta a tutti, vedenti e non vedenti. Pensiamo di realizzare anche un’esposizione nel giardino del Museo con le opere del gruppo Mano Sapiens, un collettivo di scultrici diventate non vedenti che si occupano di esplorare modi nuovi e originali di modellare opere sia visive che percettive-tattili, con cui collaboriamo da parecchi anni».

 

Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook di Vivi Vejo.

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