RETAKE E LA FORZA DEL VOLONTARIATO OCCASIONALE

#WakeUpRoma ha mobilitato un grande numero di cittadini, disposti a impegnarsi in un'azione concreta. Una nuova forma di partecipazione.

di Ermanno Giuca

«Quando è nato Retake era solo un’idea, oggi #WakeUpRoma ci ha dato conferma che questa città può rinascere con il contributo di tutti». È soddisfatto della manifestazione il presidente di Retake Roma, Simone Vellucci, che abbiamo incontrato in una delle piazze protagoniste dell’evento, Piazza Vittorio Emanuele, nel quartiere Esquilino. Insieme a lui centinaia di ragazzi, famiglie e adulti muniti di scope, rastrelli e sacchi dei rifiuti tra le mani. Nessun banchetto tesseramento, nessuna quota di iscrizione, nessuna bandiera identificativa. Chi vuole dare una mano riceve la sua pettorina e subito può mettersi a lavoro, senza molte formalità.

Meno formalità, più comunicazione

«All’interno dell’associazionismo tradizionale», ci dice Francesca, «ci si è resi conto che qualcosa non va e l’unica soluzione è quella di ripartire dal basso, dalle radici, dai cittadini. Noi abbiamo spesso collaborato con piccole associazioni ma #WakeUpRoma ci sta facendo capire che è preferibile lavorare in rete per far sentire meglio la nostra voce. Se nelle associazioni tradizionali ci fossero meno formalità, meno adempimenti burocratici e si organizzassero più giornate di informazione come queste, forse ci sarebbe più collaborazione da parte dei cittadini».
#WakeUpRomaNonostante gli eventi retake siano ormai frequenti nella capitale, in piazza c’è anche chi partecipa per la prima volta, come Federico, studente universitario. «Retake? L’ho scoperto su Facebook! Per noi ragazzi oggi è difficile scoprire quali associazioni si prestano ad un tipo di attività se non utilizzano nuovi mezzi di comunicazione (penso ai social network) o non organizzano eventi così partecipati. Quando ti unisci ad un’organizzazione loro puntualmente ti chiamano, ti chiedono presenza ai loro eventi eccetera. Invece un retake è più libero! Vuoi partecipare ad uno? Ti iscrivi e vai. Poi magari al prossimo non ci vai, ma questo non comporta “sanzioni” di alcun tipo».

Si vede il risultato

#WakeUpRoma ha fatto rete con piccole e grandi associazioni, come i giovani del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che per tutta la durata dell’evento hanno offerto ai cittadini visite artistico-culturali nel quartiere. «Siamo già al terzo progetto realizzato con Retake Roma, perché ci troviamo in un contesto di comunione di intenti», dice Cristiano, che coordina i giovani volontari del FAI.
#WakeUpRomaDai retakers bisogna prendere come esempio l’entusiasmo, la capacità di mettersi a servizio e di creare dei contesti spontanei in cui si vede direttamente il risultato. Il punto di forza è che le persone possono cogliere con mano i frutti del loro impegno e farlo in dei contesti in cui si creano rapporti interpersonali».
Tra i tanti volontari, i musicisti e le diverse associazioni che hanno animato la mattinata di pulizia della piazza abbiamo incontrato anche la signora Cristiana, che proprio nei pressi di Piazza Vittorio è nata e e vive. «Stanno dando il buon esempio, coinvolgendo tutti senza alcun tipo di chiusura o pregiudizio. Pensi che oggi, mentre arrivavo qui in piazza per il retake, un negoziante cinese del quartiere mi ha regalato un paio di guanti, dicendomi che mi sarebbero stati utili per pulire. Tutti ci stiamo rendendo conto che questa città ha bisogno del nostro contributo per rinascere».

Anche #WakeUpRoma è partecipazione

Il caso Retake, insieme a tanti altri movimenti che rinunciano alle strutture classiche reinventando il modo di comunicarsi agli altri, dimostra che anche il volontariato ha bisogno di cambiare volto e modalità operative. «Il problema dell’associazionismo classico», sottolinea Vellucci, «è quello di pensare che ci sia qualcuno che debba fare tutto e qualcun altro che non fa nulla. Noi invece pensiamo che in mezzo a questi due poli ci siano una miriade di persone che magari non vogliono impegnarsi in qualcosa di molto vincolante ma dall’altra parte vogliono dare il loro piccolo contributo. Da questo punto di vista Retake Roma sta innovando le modalità di partecipazione civica. E lo sta facendo cambiando le regole classiche».

 

RETAKE E LA FORZA DEL VOLONTARIATO OCCASIONALE

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