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L'amore senza un motivo

LA PRIMA PAROLA CHE MAJID HA IMPARATO. OVVERO, PERCHÈ I MIGRANTI NON DEVONO FARCI PAURA

LA PRIMA PAROLA CHE MAJID HA IMPARATO. OVVERO, PERCHÈ I MIGRANTI NON DEVONO FARCI PAURA

Presentato alla Camera il film "L'amore senza motivo", all'interno dell'evento sull'immigrazione voluto dall'on. Marazziti

… E allora guardiamoli in faccia, questi migranti di cui abbiamo paura. Uno si chiama Majid, ha sedici anni, tifa Roma, vuol fare il rapper, parla italiano con lo stesso accento di Mika. Ed ora è protagonista di un film, L’amore senza motivo.

È un profugo siriano, arrivato in Italia con la mamma, un fratello e una sorella, grazie ad un corridoio umanitario di quelli che la Comunità di Sant’Egidio, insieme alla federazione delle Chiese Evangeliche e alla Chiesa Valdese, ha realizzato negli ultimi anni. È infatti arrivato sul suolo italiano nel 2016, a seguito del del viaggio di papa Francesco a Lesbo. Nell’isola, Majid e la sua famiglia erano arrivati dopo due anni di viaggi avanti e dietro, alla ricerca di un po’ di pace e di sicurezza.

 

Majid è un giovane profugo siriano, arrivato in italia adolescente

LA PAURA. Un viaggio lungo e incerto, quindi, in cui Majid ha sperimentato la paura: la più profonda è quella provata nel primo tratto di strada: «otto chilometri a piedi per uscire da Der Il Zor,  la città vicino al confine con l’Iraq in cui abitavamo», ricorda. «Otto chilometri che bisognava fare a piedi, tra bombe nascoste nel terreno e cecchini nascosti sui tetti», ricorda.

E poi quella provata durante l’attraverso del Mediterraneo, mentre il gommone si sgonfiava e il naufragio sembrava ormai il destino segnato. «Il viaggio in mare è durato cinque ore, ma mi sono sembrati cinquant’anni», dice: e per un ragazzo che si anni ne ha sedici, cinquanta devono davvero essere molti.

 

L’IMPATTO. Al’inizio non è stato facile, anzi. «Non sapevo cosa dire, non sapevo cosa fare», racconta. «Ho pensato che era impossibile farcela, che dovevo andarmene da un’altra parte». Ma per fortuna ci sono state la scuola che lo ha accolto, i corsi di italiano e il supporto scolastico della Comunità di Sant’Egidio, le prime amicizie. «Così sono rimasto, e ho inziato il futuro».

 

Amore senza un motivo
Il film di Paolo Mancinelli è stato presentato a Venezia

IL FILM. Majid, abbiamo detto, è il protagonista di L’amore senza motivo. Nulla ti chiede, tutto ti dà, un film corto intelligente, tenero e ironico di Paolo Mancinelli, presentato alla 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno del premio Migranti (sarà proiettato a Roma in sala Casinò il 6 settembre alle 11.30 e il 7 alle 9.15).

Oggi, nella Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, è stato proiettato alla Camera, all’interno dell’evento voluto dal presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera,  Mario Marazziti: “A quattro anni dal naufragio di Lampedusa. Migranti: sfide per l’Europa”.

 

LA CONOSCENZA DEL FENOMENO. A una platea di studenti delle scuole superiori, Marazziti ha ricordato la necessità di farsi un’idea del fenomeno emigrazione basata sui fatti, e non sulle fake news e sui pregiudizi:  “aiutiamoli a casa loro” è una frase priva di senso in molte situazioni; non è vero che con la nuova legge sulla cittadinanza chiunque sbarca diventa automaticamente cittadino italiano e che saremo invasi da donne incinte che ne approfittano; gli immigrati non sono per il Paese un costo, ma un guadagno (pagano le tasse e le pensioni di molti italiani); non è vero che siamo invasi: per mantenere il nostro livello di vita avremmo bisogno di 250mila immigrati l’anno e quelli che arrivano e si fermano sono molti meno; l’immigrazione non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale, che dobbiamo imparare a gestire.

E intanto, quando Andrea De Bonis ha chiesto ai giovani in sala: «chi sa perché la gente scappa dall’Eritrea?», nessuno ha alzato la mano. Questo è il problema principale: conoscere, capire. «Pretendete di conoscere le storie di queste persone”, ha esortato l’esponente dell’UNHCR.

Il naufragio di Lampedusa del 2013 fece 386 vittime

Forse, con una conoscenza più adeguata, diventerà più facile accoglierli e soprattutto integrarli e si capiranno meglio le ragioni di una riforma della legge sulla cittadinanza che oggi pare osteggiata dall’opinione pubblica, più sulla base delle fake news che sulla base di un approccio conoscitivo razionale ed empatico.

Della  legge si è parlato molto. «È un errore politico e una carenza di etica politica non fare cose giuste come la legge sullo ius soli temperato e lo ius culturae per paura della Lega. A Montecitorio Alfano e Lupi l’avevano votata», ha ricordato Marazziti, che ha poi puntualizzato: «Lo ius soli è temperato e non contiene alcun automatismo. Riguarda bimbi nati o che studiano in Italia, figli di genitori che hanno un permesso di soggiorno da almeno 5 anni. Un milione di ragazzi, già italiani nei fatti, che parlano la nostra lingua, tifano le nostre stesse squadre, hanno gli stessi sogni dei nostri figli e nipoti. Dunque chi afferma che si naturalizzano persone non integrate e quindi futuri terroristi dice, volutamente, una cosa non vera». Proprio per sollecitare l’approvazione della legge, Marazziti ha aderito all’appello di Luigi Manconi che propone, fra l’altro, un digiuno a staffetta dei parlamentari per chiedere che il testo approdi in aula al Senato il prima possibile.

 

GRAZIE. «La prima parola che ho imparato è “grazie”», ha detto Majid, il protagonista di L’amore senza motivo.  Non c’è molto da aggiungere.

immigrazione
La Comunità di Sant’Egidio ha ricostruito i nomi e dato un volto alle vittime del naufragio di quattro anni fa al largo di Lampedusa

 

 

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