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La marca del consumatore

CHI È IL PADRONE? LA RIVOLUZIONE DE LA MARCA DEL CONSUMATORE

CHI È IL PADRONE? LA RIVOLUZIONE DE LA MARCA DEL CONSUMATORE

L'associazione sostiene prodotti equi, sostenibili, che paghino il giusto prezzo ai produttori. Con la partecipazione dei consumatori

L’associazione La Marca del Consumatore ha fondato l’etichetta “Chi è il padrone? e attraverso la somministrazione di questionari invita tutti i consumatori a definire le caratteristiche dei suoi prodotti, dalla provenienza delle materie prime, fino al prezzo d’acquisto. In questo modo si garantisce ai clienti il controllo di ogni fase del ciclo produttivo, affidato ad aziende partner altamente selezionate in base a criteri di sostenibilità.

Lo scorso 25 giugno ha debuttato la Pasta del consumatore, realizzata con grano duro 100% italiano proveniente dalla Puglia e dalla Pianura Padana e con semola prodotta dal molino adiacente al pastifico di Sgambaro (a Treviso). Il risultato finale è una pasta trafilata al bronzo che trattiene meglio il condimento, acquistabile per ora solo nei punti vendita Carrefour. La successiva piantagione di alberi ha compensato le emissioni di anidride carbonica.

Il prezzo è giusto?

Un pacco di pasta da 500 grammi viene venduto a 1,07 euro. In particolare l’associazione La Marca del Consumatore trattiene 5 centesimi per coprire i costi, mentre il grosso della cifra va alla filiera produttiva (trasformazione, confezionamento, trasporto e distribuzione) e ai produttori di grano, che ricevono rispettivamente 65 e 31 centesimi a confezione. Un centesimo viene distribuito tra il Fondo di solidarietà per famiglie e persone in condizioni di fragilità economica e il Fondo a sostegno dei produttori per passare all’agricoltura biologica. Chiude l’IVA con 4 centesimi.

In questo modo i produttori vengono pagati 400 euro per ogni tonnellata di grano, il 25% in più rispetto al prezzo medio di mercato, che si aggira sui 300 euro. Una cifra che è stata loro garantita per tre anni, mentre il resto della categoria rimane in balìa delle oscillazioni giornaliere. Il guadagno maggiore sul singolo pacco di pasta è di 12 centesimi mentre i consumatori sono invitati a investire 3 euro in più ogni 12 mesi.

L’intervista

“Reti Solidali” ha incontrato il fondatore della sede romana de La Marca del Consumatore,  Enzo Di Rosa, per chiarire alcuni aspetti.

Dottor Di Rosa, altri marchi vendono lo stesso pacco di pasta a un prezzo inferiore. Il vostro non rischia di penalizzare il consumatore a vantaggio dei produttori?
«Tutto il contrario. Sono la materia prima e i costi di produzione a fare il prezzo. Noi puntiamo alla giusta remunerazione per prodotti di qualità, con un’attenzione speciale all’impatto economico, sociale e ambientale. Il grano italiano, ad esempio, costa di più di quello proveniente dall’estero, ma dà abbastanza garanzie sull’utilizzo dei pesticidi. Paste a basso costo di solito vengono trasformate ad alte temperature per velocizzare la produzione. Noi invece crediamo che debba essere cotta solo nella pentola di casa. I nostri prodotti poi vengono venduti in confezioni sostenibili, con carta riciclabile in fibra vergine e senza finestra in plastica. Infine il nostro prezzo non è suscettibile a sconti».

 

Il vostro sito (a questo link) invita alla partecipazione, per votare i prodotti  e decidere i criteri delle specifiche (ingredienti, produzione, qualità, sostenibilità, ecc.) dei  prodotti. A chi è rivolto il questionario? A tutti i consumatori o solo ai vostri iscritti?
«Chiunque può partecipare al processo di co-creazione, rispondendo alle domande dei questionari. La loro formulazione ci è costata sei mesi di duro lavoro in giro per l’Italia, periodo in cui ci siamo confrontati con molti attori della filiera. I nostri soci, che vanno dai 18 ai 65 anni e risiedono tanto al Nord quanto al Sud, in più hanno la possibilità di entrare nel processo di produzione del prodotto e capirne le dinamiche».

Non c’è il rischio che i questionari vengano compilati solo da una categoria economica o, peggio, dai vostri competitor?
«Il rischio c’è ma lo stimiamo sotto l’1%. Quando partecipano più di 3500 persone da tutta Italia, vince l’intelligenza collettiva. Puntando su chiarezza e trasparenza, chi rema contro è solo un’esigua minoranza, che non determina il risultato».

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Mirko Giustini
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Laureato con lode in Lettere moderne ed Editoria e scrittura, si è sudato il tesserino da giornalista scrivendo per varie testate locali di Roma e dei Castelli romani. Lavora come analista televisivo presso la Geca Italia e scrive per Lazio sette (Avvenire).

2 commenti su “CHI È IL PADRONE? LA RIVOLUZIONE DE LA MARCA DEL CONSUMATORE

  1. Correggere questo errore: “Il grano italiano, ad esempio, costa di più di quello proveniente dall’estero, ma non dà abbastanza garanzie sull’utilizzo dei pesticidi”

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