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CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO: LE PROPOSTE E LE RICHIESTE

CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO: LE PROPOSTE E LE RICHIESTE

Tra gli altri temi: l'approvazione del Piano Sociale, la richiesta di una nuova legge sul Terzo settore, bandi che valorizzino le associazioni piccole

La Conferenza Regionale del  Volontariato, che si è svolta il 27 novembre, ha rieletto come propria portavoce Maria Lorena Micheli e ha affrontato almeno quattro punti importanti:

  1. l’approvazione del Piano sociale regionale, il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza e la partecipazione delle associazioni e dei cittadini a livello locale e regionale;
  2. la richiesta di una nuova legge regionale sul Terzo settore, che tenga conto della recente riforma;
  3. la definizione di un Fondo stabile regionale, in aggiunta a quello nazionale previsto dal Codice a sostegno delle attività delle associazioni.
  4. L’Osservatorio Regionale sul Volontariato.

 

Conferenza Regionale
Maria Lorena Micheli è stata riconfermata presidente della Conferenza Regionale

IL PIANO SOCIALE. La richiesta di approvare il Piano Sociale regionale era emersa anche dalla precedente Conferenza Regionale ed era stata proposta a tutti i candidati alla carica di presidente della Regione in occasione delle ultime elezioni.

L’assessora alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali Alessandra Troncarelli, nel messaggio inviato alla Conferenza ha scritto che «i lavori sul provvedimento procedono, tanto che proprio ieri è iniziato l’esame in commissione con la discussione degli emendamenti».

La speranza è che i tempi per l’approvazione siano ragionevoli.

 

LA LEGGE REGIONALE. Il volontariato chiede una nuova legge regionale sul Terzo settore che:

  1. Valorizzi ruolo e funzione degli enti del Terzo settore ed in particolare dell’associazionismo e del volontariato, facilitando la partecipazione.
  2. Faciliti la partecipazione delle persone alla definizione dei bisogni, delle priorità ed alla programmazione degli interventi e dei servizi in tutti i settori della vita pubblica
  3. Costituisca il Consiglio Regionale del Terzo Settore in analogia con il Consiglio Nazionale, che assorbirebbe le funzioni degli attuali Osservatori di Volontariato e di Promozione sociale e che potrebbe declinarsi in Consulte Distrettuali e definisca le modalità di elezione dei rappresentanti.
  4. Assicuri il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore, attraverso forme di co-programmazione e non solo in forme di consultazioni.

Il volontariato chiede inoltre che sia costituita la Conferenza regionale del volontariato e della promozione sociale (oppure una conferenza dell’associazionismo volontario), articolata in Conferenze territoriali, che stabilisca rapporti stabili con la Regione Lazio. La legislazione regionale dovrebbe anche sostenere ed incentivare la partecipazione dei cittadini in ogni singolo Comune o in singoli quartieri, per le città di medie/ampie dimensioni, anche con  l’attivazione di strumenti della partecipazione diretta dei cittadini.

Secondo Alessandra Troncarelli una legge sul Terzo settore è un obiettivo cruciale, «da raggiungere anche tramite l’istituzione di un tavolo incaricato di lavorare appositamente su una bozza di provvedimento. Sulla scorta del Consiglio nazionale del Terzo settore, inoltre, ritengo sia utile dare vita a un Consiglio regionale del Terzo settore che tenga insieme i rappresentanti di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e cooperative».

 

UN FONDO STABILE. La Legge delega del 2016 “Riforma del Terzo settore” ha istituito un Fondo stabile, grazie al quale alla Regione Lazio sono stati assegnati per le associazioni oltre 1,9 milioni di euro.  La Regione, di conseguenza, ha pubblicato l’Avviso Comunità Solidali, che prevedeva per il 2018 finanziamenti da un minimo di € 20.000 a un massimo di € 50.000. Hanno risposto però solo 156 associazioni sul bacino potenziale di 4.300. Segno evidente di un disagio: la scelta di finanziare progetti di grandi dimensioni spinge a lavorare in rete, e questo è un fatto positivo, ma mette in difficoltà la maggior parte delle realtà del territorio, che sono piccole e molto localizzate. Difficoltà aumentata dal fatto che erano stati introdotti numerosi vincoli.

Conferenza Regionale
La Conferenza ha avanzato numerose proposte

La richiesta della Conferenza Regionale è che il fondo sostenga anche le attività di interesse generale svolte dalle associazioni,  attraverso contributi di piccole e medie dimensioni. Si tratterebbe quindi di abbassare il finanziamento minimo a 4mila euro e quello massimo a 15mila, e di redistribuire le risorse distinguendo tra progetti di piccole dimensioni (di 4-5 mila euro) e progetti di grandi dimensioni ( da 20 mila euro). Questa richiesta è accompagnata da quella di una maggiore territorializzazione, passando dalla distribuzione per territori ASL ad un distribuzione per  Distretti.

Su questo problema, però si è innestato un intervento piuttosto critico di Tiziana Biolghini, Dirigente Sussidiarietà Orizzontale e Terzo Settore della Regione: secondo lei molte associazioni  sono poco propense alla partecipazione e dovrebbero acquisire competenze e strumenti per lavorare in rete.

Più interlocutoria la posizione dell’assessora Troncarelli: ha annunciato che per l’anno prossimo i fondi a disposizione saliranno a 2.232.600 euro, quindi oltre 300mila euro in più. «In questo modo», ha scritto, «saremo in grado di soddisfare con più forza la domanda di inclusione sociale che viene dai territori. L’impatto sociale del primo bando ci permetterà, poi, di elaborare in maniera più puntuale quello del 2019. Siamo pronti a rivedere gli aspetti che non hanno funzionato come avremmo voluto, ad esempio daremo la possibilità di partecipare anche alle giovani associazioni prive di un fatturato cospicuo, ma radicate sui territori. Proprio il rafforzamento delle reti territoriali sarà un altro nostro obiettivo, perché la collaborazione tra associazioni è indispensabile per dare risposte efficienti e immediate ai cittadini.

 

L’OSSERVATORIO. Fatta salva la necessità di una nuova legge che regoli anche l’Osservatorio Regionale sul Volontariato, Tiziana Biolghini si è detta soddisfatta di come quello attuale ha lavorato soprattutto negli ultimi tempi: si è riunito spesso, ha partecipato all’elaborazione dei bandi, insomma ha svolto un ruolo. E questo è proprio il punto: «l’Osservatorio deve avere la capacità di co-progettare e va valorizzato in questo senso».

La Conferenza regionale ha eletto gli otto rappresentati del volontariato: Crescenzio Bastioni, Federica Sperduti, Silvana Zambrini, Roberta Miracapillo, Sandro Libianchi, Simonetta Triburzi, Emilia Ciorra, Carlo Quattrocchi.

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

 

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Paola Springhetti

Giornalista. Coordina l’area comunicazione e promozione del Cesv.

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