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CRONACHE DI ORDINARIO RAZZISMO: I NUMERI CHE NON CI PIACE LEGGERE

CRONACHE DI ORDINARIO RAZZISMO: I NUMERI CHE NON CI PIACE LEGGERE

Lunaria ha presentato il "Quarto Libro Bianco sul Razzismo in Italia". Calano le violenze, ma aumentano minacce, offese e manifestazioni di intolleranza

1197 violenze verbali, 84 fisiche, 44 danni contro proprietà o cose, 158 episodi di discriminazione. In totale fanno 1.483 violazioni della dignità altrui, che si sono verificate tra l’1 gennaio 2015 e il 31 maggio 2017. Questi i numeri emersi durante la presentazione del rapporto Cronache di ordinario razzismo. Quarto Libro bianco sul razzismo in Italia, curato dall’associazione Lunaria.

cronache di ordinario razzismo
Durante la presentazione del rapporto sono state richiamate le responsabilità dell’informazione e quelle della politica

Nella sala Aldo Moro di Montecitorio erano presenti Paula Baudet Vivanco di #italianisenzacittadinanza; Gabriele Eminente, direttore generale di Medici Senza Frontiere; Giuseppe Faso dell’associazione Straniamenti; Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci; Grazia Naletto, presidente di Lunaria e l’antropologa Annamaria Rivera. A moderare i relatori Pietro Del Soldà, autore e conduttore radiofonico di “Tutta la città ne parla” su Rai Radio3.

 

LE VITTIME. Nell’analisi delle Cronache di Ordinario Razzismo sono stati ricordati alcuni casi di cronaca che hanno suscitato particolare scalpore. Come la storia di Muhammad Shazad Kan, 28enne pakistano, pestato fino alla morte nel quartiere romano di Tor Pignattara. E Roberto Pantic, ucciso nella sua roulotte mentre dormiva. E Sare Mamadou, freddato a Lucera per aver rubato un melone marcio. Ed Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo, colpevole di aver difeso la sua compagna da insulti razzisti. E Yusupha Susso, studente gambiano stroncato dal branco.

Vite spezzate a cui vanno aggiunte le discriminazioni in cui non ci sono stati decessi. Durante la presentazione, alla sbarra sono finiti la politica e il mondo dell’informazione. I capi d’imputazione a carico degli imputati sono state le omissioni di notizie scomode, il lancio di campagne d’odio, la strumentalizzazione delle inchieste sui centri di accoglienza, la delegittimazione della società civile solidale e la stigmatizzazione di migranti, profughi e cittadini stranieri residenti in Italia.

 

LE PERCEZIONI. Durante la tavola rotonda gli ospiti sono tornati più volte sulla legge per la cittadinanza in discussione al Senato. Molto critico l’atteggiamento tenuto nei confronti degli operatori della comunicazione, anche se non è stata sottolineata a sufficienza la distinzione tra i giornalisti professionisti e le biografie insoddisfatte che trovano sfogo sui social network. Nulla è stato detto a proposito di quegli organi di informazione che hanno trattato decentemente queste tematiche. Eccezion fatta per “il Manifesto”.

Degna di nota la prima parte dell’intervento di Faso sulla percezione che i cittadini hanno dell’immigrato. Un’analisi la sua che ha messo in luce l’uso errato e scorretto del linguaggio. «Non sappiamo più come chiamare alcune categorie di persone», ha detto, facendo riferimento alle cinquanta e più sfumature che intercorrono tra il migrante e il cittadino italiano autoctono. «C’è una percezione di minore sicurezza, ma come si misura una percezione? Non esistono studi in merito, ma solo opinioni». Al tema della percezione si è ricollegato anche Eminente, focalizzando l’attenzione sull’immaginario che ruota attorno alle organizzazioni non governative. Secondo lui si sta diffondendo l’idea che iniziative di solidarietà sono genuine solo se effettuate dentro i confini nazionali e finalizzate al bene della popolazione indigena.

 

QUALCHE MIGLIORAMENTO. Una considerazione importante è la buona notizia, forse l’unica, che emerge da Cronache di Ordinario Razzismo: la generale diminuzione delle violenze negli ultimi tre anni. Quelle verbali sono scese da 611 del 2015 a 415 del 2016 e nei primi cinque mesi del 2017 ne sono state fatte appena 171.

cronache di ordinario razzismo
Il rapporto è ormai giunto alla quarta edizione

Certo le offese, le minacce e le molestie razziste sono aumentate di tre punti dal 2015 al 2016 (da 76 a 79), ma le azioni di propaganda sono scese da 481 a 261 e si prevede che quest’anno arrivino a massimo un centinaio. In questa grande categoria sono state annoverate le dichiarazioni moleste, diminuite da 402 a 160; le pubblicazioni d’odio, scese da 23 a 0; i portali Internet a sfondo razzista, che si sono dimezzati.

In compenso sono aumentate le scritte occasionali, i manifesti e le manifestazioni pubbliche. Un discorso analogo può essere fatto per le violenze fisiche: 41 nel 2015 e 28 nel 2016. Tra queste purtroppo spicca l’aumento delle morti provocate da violenze, abusi e maltrattamenti. Dalle 2 di due anni fa si è passati prima a 4 e poi a 5. Numero questo rilevato nei soli primi cinque mesi dell’anno corrente e che si spera rimanga invariato fino a dicembre. In discesa anche i danni contro le proprietà e le discriminazioni.

È chiaro che il lavoro di accoglienza e integrazione non deve fermarsi, almeno fino a quando queste cifre non arrivino tutte allo zero.

 

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Mirko Giustini
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Laureato con lode in Lettere moderne ed Editoria e scrittura, si è sudato il tesserino da giornalista scrivendo per varie testate locali di Roma e dei Castelli romani. Lavora come analista televisivo presso la Geca Italia e scrive per Lazio sette (Avvenire).

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