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DISABILITÀ. UN’INFORMAZIONE FATTA DI CUORI ED EROI

DISABILITÀ. UN’INFORMAZIONE FATTA DI CUORI ED EROI

È stata presentata la nuova indagine della Fondazione Giacomo Matteotti: raccontare i disabili è ancora difficile

Storie di ordinaria e straordinaria disabilità. È questo il filo conduttore del Rapporto 2012 “Disabilità e media. La rappresentazione delle persone con disabilità nel sistema italiano dell’informazione”, della Fondazione MatteottiRealizzato con il contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, il Rapporto ha monitorato alcune tra le principali testate nazionali di informazione – carta stampata e siti web – di interesse in cerca di “storie di disabilità” pubblicate nell’ultimo trimestre del 2012.

10 anni di inadeguatezza

«È dal 2005 che indaghiamo sul tema della disabilità raccontata dai media, per denunciare carenze, esclusioni, omissioni», ha affermato Angelo G. Sabatini, presidente della Fondazione
Molte cose sono cambiate da quando, nel 2005, la Fondazione ha iniziato a occuparsi del problema e a misurare, contare, monitorare tutto quello che il sistema nazionale della comunicazione faceva (e non faceva) a proposito di disabilità. Erano anni diversi, nei quali ancora si parlava di handicap – parola ormai bandita in favore di “disabilità” – al punto che il primo rapporto si intitolava “Handicap & Media”. La ricerca del 2005 portava alla luce aspetti che si sarebbero ripetuti con crescente fastidio negli anni successivi: la rappresentazione mediatica della disabilità in Italia è inadeguata, inefficace, parziale, modesta, omissiva e, soprattutto, eroica o pietistica. Il punto è proprio questo: il disabile che conquista spazio sui media è, di volta in volta, un eroe o un infelice – meritevole di ammirazione o di compassione. Tra questi due estremi oscilla, da sempre, il pendolo della disabilità a mezzo stampa.
«Con questo Rapporto facciamo il punto a dieci anni di distanza dalla prima indagine sul campo, e cerchiamo di intercettare e interpretare i segnali di novità registrati sulla stampa nazionale nel lungo e spesso difficile cammino verso una rappresentazione della disabilità “normale”, senza stereotipi, che sappia riconoscere alle persone disabili piena dignità e cittadinanza”, ha detto Sabatini.

Cuori ed eroi

Il campo d’indagine del Rapporto 2012 è prevalentemente orientato sui grandi media, soprattutto sulle vicende esemplari pubblicate dalle principali e più seguite testate nazionali. Sono stati selezionati 20 articoli espressione di altrettante “storie”, tra questi 16 tratti dai quotidiani: “Corriere della Sera”, la “Repubblica”, “La Stampa”, “Il Messaggero”, “Avvenire”, “Il Fatto Quotidiano”, “L’Unità”. Gli altri 4 articoli/storie sono state scelte da siti web specializzati e blog di settore o di portatori di disabilità: Redattore sociale, Superando.it, Quotidianosanità.it, Osservatoriomalattierare.it.
Emerge che quando la stampa si occupa di questo argomento lo fa soprattutto attraverso la voce di genitori o familiari (65% dei casi), posizionando l’articolo come taglio alto della sezione “cronaca” e con un’immagine dalla funzione evocativa.
Tra i temi affrontati: autonomia (in 13 articoli su 20), famiglia (8 articoli) e risorse economiche (6).
Il linguaggio è spesso ricco di enfasi, con largo uso di espressioni quali “padri coraggio” e “figli eroi” e un lessico che attinge alla sfera delle emozioni (frequenti i “cuori”, “sogni”, “emozioni”) o del conflitto (“disperazione”, “guerra”, “lotta”).

Storie di persone, luoghi e tempi

Nell’analisi quanti-qualitativa delle storie di disabilità apparse sulle testate di carta stampata e online è delineato un percorso di analisi e di lettura.
In cinque storie al centro c’è la persona, un individuo che diventa simbolo di un cambiamento, della possibilità di una vita nuova, in alcuni casi migliore della precedente: la disabilità in questi casi diventa il confine tra un prima e un dopo.
Dalla seconda vita di Samuel – disabile dopo un incidente in moto, che torna alla vita sociale grazie all’aiuto del padre – al coraggio di Manuel, ragazzo down diventato atleta di successo; dalla storia di Paolo, ragazzo ventottenne nato con la sindrome di Down, che ha esposto le sue opere d’arte a Milano, al racconto dell’atleta paralimpica Laura, che si batte per promuovere il valore dello sport e “per un futuro migliore”.
Esemplare la storia dell’atleta Alex Zanardi, che a seguito del terribile incidente del 2001 si ritrova all’improvviso “alto poco più di un metro, da un metro e 75 che ero”. Ma dopo l’amputazione traumatica delle gambe inizia per lui una seconda vita: non perde l’ironia e la grinta neanche davanti le situazioni più difficili. Il segreto? “Scegliersi un orizzonte e decidere che è quello che vuoi raggiungere”.
Non solo storie di persone ma anche di luoghi, dalla piazza che ha visto le proteste dei disabili contro il taglio dei fondi al carcere, dove la condizione di diversamente abile diventa ancora più drammatica; poi storie di tempi, dal presente dell’inquietante fotografia del Censis sulla disabilità in Italia al futuro della ricerca che apre orizzonti di cambiamento.
Il Rapporto sarà integrato con gli atti del convegno e con gli interventi e la versione definitiva sarà pubblicata ad aprile. Per continuare a percorrere la strada, ancora lunga, ma possibile ed ormai improrogabile di una rappresentazione della disabilità non stereotipata.
Contatti:
www.fondazionematteottiroma.org

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Ilaria Dioguardi
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Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista pubblicista freelance, vivo a Roma. Ho avuto ed ho molte esperienze professionali nel giornalismo, nell’editoria, nel non profit. Le mie passioni: il mio lavoro, la lettura, il nuoto.

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