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educare nell'emergenza

EDUCARE NELL’EMERGENZA: IL BORGO DON BOSCO NON MOLLA

EDUCARE NELL’EMERGENZA: IL BORGO DON BOSCO NON MOLLA

Casa famiglia, centro diurno, doposcuola... Ogni servizio pone problemi, ma si cercano soluzioni per tutti. E ci si occupa dei computer, ma anche della pasta

Quella sanitaria non ha messo a tacere altri tipi di emergenze a Roma. Ci sono educatori, psicologi, operatori e volontari che intervengono quotidianamente per dare risposte concrete a quelle emergenze sociali radicate nei quartieri della capitale e che, a causa del Coronavirus, si stanno sempre più amplificando. Basti pensare a quei minori (e alle loro famiglie) che trovano nelle comunità educative e assistenziali un punto di riferimento, una casa che li accoglie e che oggi, purtroppo, non possono svolgere le loro attività. Ma non del tutto.

Strutture come quella del Borgo Don Bosco, nel quartiere Centocelle, hanno scelto di continuare a educare nell’emergenza, fornendo servizi educativi al territorio, convinti che certe misure assistenziali non possono essere interrotte, soprattutto in queste settimane. «Stiamo facendo un grande sforzo per adattarci a questa nuova situazione emergenziale, ma è necessario dare continuità ai nostri servizi, seppur in modalità diverse. Lo stiamo facendo affinché quando ripartiranno tutte le attività non ci sia un “buco” in mezzo, non si dovrà ripartire da zero» spiega Don Daniele Merlini, direttore dell’opera salesiana.

La casa famiglia e il centro minori

Ci sono poi servizi essenziali, che non possono essere interrotti. Basti pensare alla Casa Famiglia, che ospita al suo interno dei giovani a cui va garantita sicurezza e supporto soprattutto in queste settimane.

 

«Gli operatori della Casa Famiglia», spiega don Daniele, «sono gli unici che fisicamente raggiungono ogni giorno la struttura. Per venire incontro a loro stiamo cercando di organizzargli dei turni più lunghi, lasciandoli a casa più giorni ed esponendo i ragazzi a meno rischi di contagio. Fortunatamente loro stanno reagendo bene, nonostante siano costretti a stare tutto il giorno a casa e non possano svolgere le loro attività esterne (corsi di formazione, tirocini,laboratori)».

Anche il Centro minori e la Semi-residenzialità stanno garantendo continuità al sostegno a quei ragazzi più fragili e alle loro famiglie che vivono nel quartiere. «I giovani che frequentano i nostri centri non hanno sempre alle spalle situazioni familiari facili, ecco perché lo stare forzatamente a casa per alcuni di loro diventa una doppia punizione. I nostri operatori e volontari, insieme agli assistenti sociali, li sentono ogni giorno (in questa fase stiamo potenziando quel rapporto 1 a 1 in cui crediamo molto), ma sappiamo che questo intervento può arrivare fino a un certo punto. Stiamo domandando loro se hanno bisogno di viveri, di supporti tecnologici (pc, tablet) per collegarsi alle lezioni online o anche semplicemente un aiuto pratico per districarsi nella burocrazia dei buoni spesa che in questi giorni il Comune sta erogando».

Il doposcuola

Il doposcuola, invece, si è interamente trasferito online con educatori e ragazzi che si incontrano e studiano in grandi aule virtuali. «Continua il coordinamento con le scuole e il supporto scolastico ai ragazzi che frequentano il nostro centro. Ogni giorno ricevo tante belle “schermate” di aule che si riuniscono anche per delle “merende” ricreative. Purtroppo, però, non è sempre facile raggiungere tutti: molte famiglie numerose non hanno abbastanza dispositivi per collegarsi (perché magari hanno un pc o un cellulare condiviso). Abbiamo dei problemi di contatto anche con quei ragazzi Rom, che solitamente frequentano i nostri ambienti; purtroppo il più delle volte non abbiamo accesso fisico al campo e questo non ci permette di avere aggiornamenti sulle loro condizioni».

La campagna

Il Borgo Don Bosco, insieme a tante altre associazioni sparse in tutta Italia, partecipa alla campagna Noicis(t)iamo – L’impegno educativo nonostante l’emergenza, promossa dalla rete nazionale dei Salesiani per il Sociale APS. Per ribadire che c’è una parte dell’Italia che continua a prestare servizio e assistenza a quei bambini, giovani e famiglie che affrontano nel quotidiano tante difficoltà e che in queste settimane non possono essere abbandonate a sé stesse.

 

educare nell'emergenza«Grazie ad alcune donazioni e a dei generi alimentari che ci recapitano in struttura», conclude il Direttore, «stiamo cercando di soddisfare i bisogni più urgenti delle famiglie. Stiamo anche stilando una griglia per dare priorità alle richieste di aiuto che ci vengono recapitate ogni giorno. Fortunatamente, per la distribuzione dei viveri, lavoriamo in rete anche con i centri Caritas parrocchiali di Centocelle. Ci auguriamo di riaprire al più presto i nostri cortili e le nostre comunità perché la socialità, la condivisione e l’incontro sono le caratteristiche fondanti del nostro agire salesiano».

Per supportare le attività del Borgo Ragazzi Don Bosco in questo momento di emergenza si può consultare il sito borgodonbosco.it

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

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Ermanno Giuca
Ermanno Giuca

27 anni, laureato in scienze della comunicazione sociale. Ho collaborato come redattore e video-maker con diverse realtà non-profit tra cui la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e "Salesiani per il sociale" in cui attualmente curo la comunicazione web

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