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ROMA. IL FESTIVAL INQUIETE PORTA LE SCRITTRICI (E I LETTORI) AL PIGNETO

ROMA. IL FESTIVAL INQUIETE PORTA LE SCRITTRICI (E I LETTORI) AL PIGNETO

Dall’11 al 13 ottobre torna la manifestazione dedicata alle scrittrici, che l'anno scorso ha avuto ampio successo

Il Festival InQuiete nasce tre anni fa, da un’iniziativa di cinque curatrici, in occasione dei dieci anni della libreria Tuba, la Libreria delle Donne di Roma. «Organizzare un festival delle scrittrici ci sembrava un bel modo di festeggiare. A noi si sono unite due amiche, che hanno pensato di organizzare il Festival con noi: Maddalena Vianello e Francesca Mancini. Da allora, il Festival è diventato un evento molto seguito, neanche nei nostri migliori sogni avremmo potuto immaginare un riscontro così grande. Fin dalla prima edizione c’è stata una risposta importante dapprima delle scrittrici, poi delle giornaliste e ovviamente del pubblico, che ne ha decretato il grande successo. Non ci aspettavamo che un festival autoprodotto potesse avere una risposta così importante», dice Viola Lo Moro, socia della libreria Tuba e cofondatrice del Festival.

 

COME NASCE INQUIETE. «Il nome del festival InQuiete nasce da un briefing fatto più di tre anni fa, in cui sparavamo nomi “a casaccio” e ad un certo punto ci è venuta in mente questa parola, che è perfetta perché contiene due stati, opposti ed estremamente vitali: l’inquietudine e la quiete. Entrambe sono caratteristiche della scrittura e della lettura soprattutto delle donne; è un nome perfetto anche perché noi donne siamo un po’ estremamente inquiete ed agitate», racconta Lo Moro.

 

festival InQuiete
Festival InQuiete: l’edizione 2018 ha avuto una grande partecipazione (foto Musacchio/ Ianniello & Pasqualini)

I LUOGHI E I SOSTENITORI. InQuiete è il frutto del lavoro di tanti anni della libreria Tuba, che lo promuove insieme all’associazione MIA. Si svolge grazie anche alla collaborazione con Biblioteche di Roma n nasce dall’esigenza di dedicare un tempo e uno spazio al talento e all’intelligenza delle donne, che hanno lasciato un segno importante nella letteratura di oggi e di ieri.
L’anno scorso hanno partecipato circa 8.000 persone, nei tre giorni del festival, con tutti eventi gratuiti ed accessibili. Si svolge lungo l’isola pedonale del quartiere romano del Pigneto e quest’anno sono allestiti due palchi: uno dentro al cortile della Biblioteca Goffredo Mameli, che sponsorizza anche il palco, e l’altro, per la prima volta, al cinema Avorio, con 400 posti a via Macerata. Inoltre, quattro spazi diversi, tra associazioni, librerie e locali, ospitano altri eventi, sempre nella zona.

Poche aziende private sono sponsor e sostengono economicamente l’evento, anche se la maggior parte delle spese, il 65%, sono state coperte grazie al crowdfunding. «Una rete di associazioni coinvolte ci è vicina, da sempre, in tanti modi, tra queste tante associazioni che hanno a che fare con la lettura e con l’elemento sociale, come Sparwasser, Lucha y Siesta-Casa delle Donne, la Casa Internazionale delle Donne, Angelo Mai, Fivizzano 27, Legendaria, Società Italiana delle Letterate, Piccoli maestri».

 

InQuiete
Fitto il calendario delle iniziative, anche per i bambini (foto Musacchio/ Ianniello & Pasqualini)

IN PROGRAMMA. Il Festival non ha un tema principale: gli argomenti che vengono toccati sono tanti. Abbiamo mantenuto un format che si chiama “Ritratto di signora”: autrici e scrittrici parlano di autrici spesso del passato, che non sono presenti perché morte o dimenticate». Quest’appuntamento vedrà protagoniste Mercè Rodoreda, Edith Wharton, Virgilia D’Andrea, Susan Sontag, Nella Nobili, Clarice Lispector, Dolores Prato, Lucia Berlin e Chavela Vargas. La poesia è sempre presente in continuità con le scorse edizioni, con tre incontri; si parlerà di poesia anche insieme a Widad Nabi, poeta curdo-siriana con un incontro dal titolo “La poesia è viva”.
Quest’anno sono presenti tante autrici straniere, come Kathleen Alcott, Eva Baltasar, Pinar Selek. Nel Festival è approfondito anche il filone narrativo degli scritti epistolari tra donne. InQuiete è aperto venerdì 11 dall’incontro “Virginia Woolf e Vita Sackville-West: Due donne in amore” introdotte da Nadia Fusini e Sara De Simone.

Il tema del movimento nello spazio, delle frontiere, dell’immigrazione è affrontato attraverso le voci, tra le altre, di Francesca Mannocchi, Elena Stancanelli, Chiara Ingrao, Luciana Castellina, che ce ne parleranno attraverso dei romanzi. Si parlerà di esilio con Pinar Selek, scrittrice turca condannata all’ergastolo nel suo paese.

Un altro tema trattato è quello delle “cattive bambine”, figure di donne che sono uscite fuori dagli schemi sin da piccole. Domenica 13 sera ci sarà un incontro con Michela Murgia dedicato alla teologia femminista, mentre sabato sera Concita De Gregorio darà vita al reading “Canzone per Carol. Epitaffio per voce sola”.

 

PER I BAMBINI. Tutti gli anni, durante il Festival InQuiete, si organizzano eventi in uno spazio per bambine e bambini. Quest’anno il luogo dedicato a InQuiete Kids è nel giardino della Biblioteca Goffredo Mameli, sabato e domenica si svolgeranno letture, presentazioni di libri, piccoli laboratori. «Crediamo che sia importante liberare tempo e spazio agli adulti in un Festival, e non ci pensano in molti. Inoltre, non esiste una letteratura per adulti e una per bambini, ma esiste una letteratura: è giusto che le piccole e i piccoli possano fruire di quest’iniziativa; infine, vogliamo essere un Festival il più possibile inclusivo, anche di chi è genitore».

Su http://www.inquietefestival.it/ sono disponibili il programma completo e tutte le informazioni, anche per poter sostenere il Festival

 

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

 

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Ilaria Dioguardi
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Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista pubblicista freelance, vivo a Roma. Ho avuto ed ho molte esperienze professionali nel giornalismo, nell’editoria, nel non profit. Le mie passioni: il mio lavoro, la lettura, il nuoto.

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