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FISH: UN BUDGET DI SALUTE PER LE PERSONE FRAGILI

FISH: UN BUDGET DI SALUTE PER LE PERSONE FRAGILI

Permette percorsi di assistenza personalizzati. Ma bisogna ridefinire la spesa sociale e riformare il sistema di welfare

Il 24 febbraio, la FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), è stata ricevuta
dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, a cui ha partecipato anche la Fish, e ha presentato un pacchetto di proposte in merito alla proposta di legge sulla “Introduzione sperimentale del metodo del budget di salute per la realizzazione di progetti terapeutici riabilitativi individualizzati”.

La proposta di legge prevede l’introduzione, in via sperimentale, del metodo del budget di salute quale strumento di «coprogrammazione e di cogestione idoneo a garantire, attraverso progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, l’integrazione delle prestazioni socio-sanitarie». In altri termini: la proposta normativa di cui si sta discutendo in Commissione Affari Sociali, come recita nell’oggetto: «mira a valorizzare le persone fragili e vulnerabili, affette da patologie croniche e invalidanti e da una limitazione della capacità di agire e di interagire a livello sociale, favorendo le potenzialità delle stesse, delle loro famiglie e della comunità in cui vivono». Con il fine ulteriore di contrastare la disuguaglianza nell’accesso ai livelli essenziali di assistenza (LEA) in riferimento all’assistenza socio-sanitaria.

La legge sul budget di salute

La legge introduce, dunque, il budget di salute, che è stato definito dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità: «strumento di definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane necessarie per innescare un processo volto a restituire centralità alla persona con disabilità, attraverso un progetto individuale globale». In tal modo, poiché è strutturato sui bisogni della persona, il budget di salute si caratterizza come uno strumento flessibile, non legato ad un tipo particolare di servizio/intervento o ad uno specifico erogatore.

«E questo è sicuramente un primo passo», ha detto Vincenzo Falabella, presidente della Fish, durante l’audizione, «perché strutturare modelli di costruzione di progetti individuali e di budget di progetto diventa sempre più urgente, per passare da un welfare di prestazione a uno stato sociale di comunità e di inclusione». E ancora, ha riferito ai parlamentari Falabella, presentando le proposte della Fish: «ciò si rende possibile attraverso il raggiungimento di alcuni obiettivi, tra cui vi sono la personalizzazione dei sostegni e degli interventi nei diversi contesti di vita».

La riforma del welfare

E poi, ha aggiunto il presidente: «solo in tal modo si può dare un concreto supporto al progetto individuale di vita della persona con disabilità, soltanto calibrando gli interventi per ciascuno in base alle specifiche esigenze di quantità, qualità ed intensità, senza necessariamente far ricorso a pacchetti di servizi standardizzati, a volte del tutto inefficaci, altre volte sovradimensionati rispetto a singole, specifiche esigenze». Concludendo così: «di conseguenza si rende necessario ridefinire la spesa sociale, creando un sistema di rilevazione delle necessità che permetta di modulare gli interventi, come si sta cercando di fare nel metodo e non nel merito, per il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza, in maniera sperimentale per il triennio 2019-2021».

La FISH ha proposto emendamenti ad alcuni articoli, che rispondono alla richiesta di una cittadinanza piena ed integrale delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ed offrono suggerimenti e indicazioni per ripensare, in questa delicatissima fase del Paese, una società più giusta, coesa e rispettosa delle tante diversità. E tutto questo comporta, senza dubbio, una sostanziale riforma dell’attuale sistema di welfare, basato principalmente sul sistema di protezione; il quale deve essere profondamente modificato in favore di un nuovo modello basato sui diritti civili, sociali, umani».

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