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Giubileo per i romani

GIUBILEO PER I ROMANI: LA TERZA PORTA SOCIALE DEDICATA AL DISAGIO PSICHICO

GIUBILEO PER I ROMANI: LA TERZA PORTA SOCIALE DEDICATA AL DISAGIO PSICHICO

Protagonista la club house del Progetto Itaca, che lavora al recupero del disagio psichico

Il 19 Febbraio scorso è stato il giorno dell’apertura della terza porta sociale, un evento organizzato dal coordinamento Giubileo per i Romani, rappresentato da 42 associazioni laiche e religiose a sostegno delle realtà disagiate della Capitale e delle periferie. In occasione dell’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco, vogliono contribuire a dare voce al tessuto sociale disagiato della città di Roma: una metropoli dalle mille risorse spesso poco sfruttate.
Giubileo per i romaniPer questo motivo, il coordinamento ha eletto a simbolo alcuni presidi all’interno del tessuto urbano, le cosiddette porte sociali: luoghi di ascolto dislocati nel territorio allo scopo soprattutto di aiutare la cittadinanza, cercando di scoraggiare atteggiamenti di rassegnazione e creando una rete strutturale per innalzare la qualità del vivere.
Queste simboliche aperture sono iniziate il 20 Dicembre 2015, quando la cooperativa sociale Pid (Pronto intervento disagio onlus) “ha spalancato la porta” di Rebibbia per offrire alla popolazione detenuta un’occasione di esprimersi attraverso il volontariato. Il 30 Gennaio scorso, invece, si sono aperte le porte delle associazioni Najma e Fedim, le quali si occupano di contrastare il disagio sociale attraverso la musica. Infine è venuta la volta dell’associazione Progetto Itaca, che ha aperto la porta sociale sul tema delle persone che vivono un disagio psichico.

Progetto Itaca, contro lo stigma per il reinserimento sociale

Progetto Itaca è un’associazione di volontariato a livello nazionale molto attenta a rimuovere dalle persone colpite da malattia psichica il concetto di “stigma del malato”. Per questo il suo approccio è basato su un lavoro a 360° sul tessuto sociale, cercando di sensibilizzare al problema i giovani nelle scuole, aiutando le famiglie e creando una rete di ascolto intorno a loro, organizzando corsi di orientamento e formazione per i volontari che vogliono dare una mano all’associazione. Progetto Itaca ha una club house qui a Roma, dove le persone con diagnosi psichiatrica vengono riabilitate e reinserite nel mondo del lavoro.

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Roma, 19 Febbraio. Cristiano Altieri con il suo libro, “Alla Fermata”

Socio simbolo della giornata di apertura è stato Cristiano Altieri, un uomo che ha attraversato una profonda sofferenza e un isolamento sociale a causa del suo disturbo mentale. Il Progetto Itaca, di cui ora si fa promotore, gli ha permesso di tornare ad una vita soddisfacente fatta di lavoro, amicizie e una relazione affettiva. «In questa club house viene comunicato un messaggio di speranza per trovare una via d’uscita dalla malattia. L’importante, prima di tutto, è sapersi rendere aperti al chiedere aiuto», così ha commentato Altieri il suo percorso prima di aprire simbolicamente la porta della house, oltre a presentare la sua autobiografia “Alla Fermata“.
Proprio lì, sulla soglia della club house, anche il direttore Guido Valentini ci ha accolto dicendo:« In questo Anno della Misericordia abbiamo ideato le porte sociali. Qui da noi, grazie al progetto Jobstations, i ragazzi sperimentano il modo di ritornare alla vita attraverso la ripresa di un lavoro. Abbiamo 58 membri ospiti della casa, di cui 20 hanno già un contratto di telelavoro con aziende esterne, e altri 4 ci hanno lasciato per essere assunti definitivamente.»
La club house è infatti organizzata come una struttura gestita da professionisti. In questa gestione entrano in gioco gli ospiti stessi, coadiuvati sopratutto dai volontari di Itaca Roma e dai familiari, a volte direttamente coinvolti nella raccolta fondi per sostenere questa meravigliosa e quasi unica opportunità offerta dalla struttura. Una volta finito l’interessante giro della casa guidato da Cristiano Altieri, Valentini si è di nuovo concesso con piacere alle domande dei giornalisti davanti a un caffè proveniente dal bar interno, e ci ha raccontato come si svolge la gestione della house:« l’associazione ha una forza importante se organizzata come un’azienda. Noi con pochi soldi raccolti dal fund raising riusciamo a fare tantissimo, in barba agli sprechi della sanità. Abbiamo un bilancio di tutto rispetto e, nei primi anni, abbiamo anche ceduto parte dei nostri fondi a favore delle aperture dei centri Itaca nelle altre città.»

Un progetto che funziona

È questa la chiave del Progetto Itaca, gli ospiti sono anche soci della club house e hanno il compito (nel limite del contributo volontario che si propongono di dare) di gestire e mandare avanti la struttura, che dispone di una stanza per il telelavoro per i soci che stanno tornando alla realtà lavorativa, di un’area per il lavoro manuale, di una sala conferenze dove tutti gli ospiti decidono democraticamente l’organizzazione del mese, di una cucina e, infine, di un giardino dove imparare nuovi mestieri.

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Una’immagine di gruppo dei soci di Club Itaca Roma

Anche qui Valentini spiega che una parte del successo è dovuta al fatto che:« Noi non siamo un servizio assistenzialista, vogliamo che i nostri soci diventino nuovamente padroni di se stessi e tornino alla vita. Le persone in difficoltà che vengono qui da noi devono passare da una visione incentrata sulla loro malattia ad una più integrata di loro stessi. Cristiano Altieri è un esempio da seguire, di come una persona ha ricevuto aiuto e poi si è auto-aiutato.»
«Oggi lanciamo un messaggio di speranza: il disagio psichico si può curare e bene, ed è possibile avere una qualità di vita eccellente». Queste sono le parole di Guido Valentini, che dal comunicato stampa del Progetto Itaca hanno risuonato nelle nostre menti per tutta la durata della visita.
Sono tanti i benefattori che sostengono il progetto Itaca e la sua house di recupero, tra questi troviamo: Fondazione Bnl, Banca di Credito Cooperativo, EnelCuore, Deutsche Bank, Banca Popolare di Milano, Fondazione delle Assicurazioni Generali, Ikea e Vodafone. Tutti loro hanno contribuito a rendere la club house una realtà che funziona e porta risultati.
Prossimo appuntamento sarà l’apertura della quarta porta sociale, quella che si rivolge al contrasto della violenza sulle donne. Poi ci sarà una quinta apertura che invece si rivolgerà alla tutela delle vittime di usura: il coordinamento “Giubileo dei Romani” non intende abbandonarsi alla rassegnazione di un welfare sempre più in difficoltà. “Rilanciamo l’idea”, si legge in una nota, di una rete strutturale nella città che rilanci l’idea della qualità della vita e della cittadinanza attiva”.

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Flavio Mezzanotte
Flavio Mezzanotte

Si scopre giornalista e appassionato di comunicazione a trent'anni e stravolge la sua vita

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