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Il futuro della scuola

IL FUTURO DELLA SCUOLA È NEL TERRITORIO

IL FUTURO DELLA SCUOLA È NEL TERRITORIO

Oggi ci sono nuovi spazi di collaborazione tra scuola e territorio ed è il momento, per le associazioni, di essere propositive

In un momento in cui tutto sembra essere necessariamente spostato al “dopo”, declinare il proprio tempo al futuro appare d’obbligo. C’è però un futuro che si realizza solo a patto che gli eventi siano compiuti ora, completati nel tempo presente; è il futuro anteriore. È questo il tempo di una scuola che va pensata con compiutezza oggi, per poter essere realizzata nell’immediato domani. Ed è guardando a questo tempo che si è ragionato e discusso con alcuni osservatori, protagonisti e decisori, mercoledì 20 gennaio, nell’appuntamento “Il futuro anteriore della Scuola”, realizzato nell’ambito del percorso “Essere efficaci a scuola”.

Rigorosamente on line, l’incontro ha girato, fondamentalmente, intorno ad una domanda: come realizzare una scuola che possa essere permanentemente rinnovata e arricchita dal rapporto con il “mondo” circostante e, in particolare, dal rapporto con quei cittadini che per storia, competenze e… disponibilità costituiscono risorse alle quali attingere nella visione di una formazione condivisa delle giovani generazioni?

Qualunque obiezione circa l’inopportunità della domanda, in un momento in cui la scuola si misura con la più impensabile delle battute d’arresto è facilmente smontata – e forse anche per questo non è stata posta. Sì, perché è proprio la Storia di quest’anno ad aver consegnato o restituito ad una più larga parte di società, due certezze riguardanti la scuola. Da una parte, il ruolo essenziale da questa giocato non solo sul piano dell’educazione, ma anche della socializzazione e, con questo, della formazione a tutto tondo di bambini e ragazzi. Dall’altra, l’opportunità di ripensarla, in direzione maggiormente osmotica, cogliendo l’occasione del momento di Krisis.

L’insegnamento dell’educazione civica

A queste si aggiunge qualche novità, entrata in vigore con grande sincronicità, un momento prima dello scoppio della pandemia. Di queste ha parlato, innanzitutto, Caterina Spezzano, ispirata dirigente tecnico del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR, che ha immediatamente portato la discussione nel vivo, trattando della Legge n. 92 del 20/8/2019 che, già per l’anno scolastico 2019/2020, introduceva l’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

Roma. Una manifestazione di studenti (2017)

Costituzione, sostenibilità e cittadinanza digitale i tre pilastri della legge, per: sviluppare competenze ispirate ai valori di partecipazione, legalità e solidarietà; diffondere i 17 obiettivi e 169 target dell’Agenda 2030; promuovere la partecipazione alla vita sociale, politica ed economica anche attraverso gli strumenti tecnologici.

«L’impianto normativo persegue una matrice valoriale», ha sottolineato la dirigente, «incardinata tra superamento dell’aggregazione per contenuti (da qui il carattere trasversale dell’insegnamento che non viene consegnato ad una disciplina specifica) e ricerca della sintesi tra formale, non formale e informale, ovvero interconnessione».

Il futuro della scuola e il territorio

Ma come favorire e supportare questa interconnessione? La dirigente porta con sé una notizia: è alla firma il Decreto Ministeriale con cui si intende definire “le collaborazioni tra scuola e territorio per l’attuazione delle esperienze extrascolastiche”.

Il decreto, come previsto dalla stessa legge, avrà il compito di definire i criteri e i requisiti, tra cui la comprovata e riconosciuta esperienza nelle aree tematiche, per l’individuazione dei soggetti con cui le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado possono collaborare nella realizzazione di esperienze extrascolastiche che integrano l’insegnamento trasversale dell’educazione civica.

Questo discende dal parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) che individua come strategica «la collaborazione tra il mondo della scuola e il Terzo settore, inteso come un concreto impegno civile e solidale in diversi ambiti per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociali”. Insomma, c’è solo da restare connessi, in attesa di conoscere i dettagli di un testo normativo da cui non si potrà prescindere.

Nel frattempo, però, gli agganci non mancano. Solo per tornare alla L. n. 92 del 20/8/2019, l’art. 6 promuove la formazione dei docenti realizzata in collaborazione con enti territoriali, che abbiano competenza specifiche riconducibili all’educazione civica. Peccato, però, un dettaglio: l’aggiornamento non è previsto nel contratto dei docenti; ciò significa che, in nessuna misura, può essere considerato un obbligo.

Una scuola colabrodo

A ricordarlo è Simone Consegnati, responsabile della formazione di Tuttoscuola, e docente universitario a contratto. Quello dell’aggiornamento professionale dei docenti, non è certo l’unica ombra di una scuola, rappresentata come “colabrodo” dal Dossier di Tuttoscuola.

il futuro della scuola
I dati sulla dispersione scolastica (elaborazione Tuttoscuola)

Quel che si perde, sono i ragazzi e il tema è quello annoso della dispersione scolastica, che interroga non solo la scuola, ma l’intera società sulle premesse (le classi sociali più agiate proteggono dall’abbandono scolastico) e sulle conseguenze (gli elevati costi sociali della dispersione); un fenomeno, certamente non nuovo, ma di cui bastano pochi e sintetici dati a darne la magnitudine.

Non siamo messi molto meglio sul piano dell’inclusione, che non riguarda solo la questione delle barriere architettoniche, ancora presenti negli edifici scolastici. Sul piano pratico mancano gli insegnanti di sostegno, mentre più in generale sembra mancare “un approccio didattico che vada oltre l’idea del limite”.

La didattica esperienziale

«Ma se per tanti aspetti la scuola sembra ferma ai tempi di Don Milani, per altri offre, invece, una visione nuova puntando a passare dalla scuola muro, alla scuola ponte» dimostrando di saper guardare “a collaborazioni e reti”. Un’opportunità concreta arriva dai Percorsi per le Competenze trasversali e l’Orientamento (PCTO), sostitutivi dell’Alternanza Scuola/Lavoro. È su questa “luce in fondo al tunnel”, come la definisce Consegnati, che la parola passa a Luigi Mantuano, della Società italiana di scienze umane e sociali (Sisus), ma soprattutto docente in prima linea in due istituti di Sezze, Isiss Pacifici e De Magistris. Mantuano è un appassionato che sposta, dall’interno, il confine di ciò che è definibile “innovativo”, da oltre 30 anni; testimone e protagonista che ha fatto della costruzione di ponti il centro della sua carriera, di docente e studioso.

Ma anche la costruzione di ponti necessita di strategie e modalità efficaci e Mantuano non lesina consigli, potendo economizzare sugli ingredienti. Sì, perché le leve con cui lavorare per il futuro della scuola sono, in fondo, le stesse, che si tratti di studenti o docenti, e tutte girano intorno ad unico concetto: motivazione. La didattica esperienziale è quella che ha le caratteristiche giuste per lavorare su questa, consentendo di apprendere dai contesti, dai dati di realtà e dalle esperienze dirette, perché imparare non consiste nell’incamerare informazioni ma nel saperle organizzare.

volontariato ed enti localiE nessuno come il Terzo settore è attrezzato per fare proposte che si realizzino attraverso “sensate esperienze”. In questo, i volontari hanno un potenziale rivoluzionario, in quanto naturali portatori di quell’orizzonte sensato e motivante, capace di far esplodere i contesti scolastici anche più sclerotizzati.

Che le associazioni raccolgano la sfida è fondamentale, rivolgendo innanzitutto le loro proposte a docenti che hanno bisogno di essere conquistati e avvinti ai temi di interesse delle associazioni. Non bisogna dimenticare che gli insegnanti sono spesso semplicemente lo specchio del Paese e, come il Paese, devono essere, per primi, informati e sensibilizzati. Infine, sono loro che realizzano i PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), essendo individuata questa funzione per ogni classe, insieme al referente generale dell’Istituto.

Puntare sulla comunità

Insomma, il terreno è pronto ma a renderlo fertile tocca a: volontari, docenti, studenti; insieme. Perché, come ricorda Mantuano, non è sufficiente essere profetici, è necessario che ci sia una collettività pronta ad accogliere e trasformare la profezia.

I PCTO sembrano sintonizzati con questa visione, puntando a valorizzare la comunità, ma anche il potere di miglioramento di questa attraverso l’azione dei suoi membri. Questo, è dovuto anche al contributo portato ai PCTO dall’approccio del Service Learning. Si tratta di un apprendimento che ha come valore la cittadinanza attiva, collegando l’apprendimento scolastico al servizio alla comunità, ilha spiegato Irene Culcasi, membro fondatore European Association of Service-Learning in Higher Education.

Ma di questo parleremo più diffusamente prossimamente.

State connessi!

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Per approfondire:

  • Pontecorvo C.,  Fatai A., Stancanelli A., È tempo di cambiare. Nuove visioni dell’insegnamento. Apprendimento nella scuola secondaria, Ed. Valore italiano (2016) (a cura di)
  • Rota E., Manuale di sopravvivenza per docenti e studenti scoppiati, Ed. Dissensi (2019)
  • Pontecorvo, L. Marchetti, Nuovi saperi per la scuola. Le scienze sociali trent’anni dopo, Ed. Marsilio (2009)
  • Augè M., Un etnologo nel metrò, Ed. Eleuthera (2017)
  • Marchetti L. (a cura di ), Lo stage formativo nell’indirizzo di scienze sociali. Don’t worry!, a questo link.
  • Fiorin I., Oltre l’aula. La proposta pedagogica del service Learning, ed. Mondadori Università (2015)

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

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Francesca Amadori
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Lavora da oltre 15 anni prima presso SPES e poi presso CSV Lazio, occupandosi, in particolare, di promozione del volontariato

Un commento su “IL FUTURO DELLA SCUOLA È NEL TERRITORIO

  1. sono negli obiettivi del Dipartimento Europeo per la Gioventu’, che attraverso i centri giovanili, in molte nazioni avviati promuovono l’attivismo civico, e lìapprendimento non formale, ma attualmente ostico fino a pochi anni fa nell’ambiente docenti e tra i territori italiani, c’e’ tanto lavoro da fare ancora…..

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