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IL LAGO DI BRACCIANO E ROMA. CE LA FARÀ DAVIDE A SCONFIGGERE GOLIA?

IL LAGO DI BRACCIANO E ROMA. CE LA FARÀ DAVIDE A SCONFIGGERE GOLIA?

L'impegno dell'associazione Progetto Comune e di tante altre per salvare la zona. Con la richiesta di utilizzare le risorse di Acea per l'acqua di tutti, non solo di Roma.

Quasi la metà dell’acqua destinata a Roma si perde a causa dell’inefficienza e delle falle del sistema idrico: secondo i dati Coldiretti, la dispersione idrica è vicina al 44%. Ma parallelamente all’acqua che sprechiamo c’è un’altra problematica, per lungo tempo sconosciuta, che negli ultimi giorni è arrivata al grande pubblico: quella delle condizioni in cui versa il lago di Bracciano.

 

L’ACCORDO CON ACEA. «Zingaretti e Raggi hanno condannato a morte il lago», si legge sulla pagina Facebook di Progetto Comune di Anguillara, associazione di promozione sociale tra le più attive nella battaglia per la difesa di queste acque. L’Acea – così ha deciso il governatore del Lazio Zingaretti in un’ordinanza – potrà continuare a prelevare dal lago (un bacino vulcanico di acqua piovana che non gode di affluenti), ma in forma ridotta, passando così dagli attuali 900 litri al secondo a 400 litri.

L’acqua in questione contribuisce al fabbisogno dei romani con una percentuale che va dal 2 all’8 per cento e si tratta di una delle principali fonti idriche insieme all’acquedotto Peschiera-Capore (in provincia di Rieti da cui arriva circa il 70 per cento dell’acqua), quello dell’Acqua Marcia (20 per cento) e quello Appio Alessandrino che viene dai pozzi di Pantano borghese, Torre Angela e Finocchio.

Quanto alle acque del lago di Bracciano, esse costituiscono, storicamente, la riserva idrica di Roma in caso di emergenza, ma già da troppo tempo i prelievi avvengono con regolarità quotidiana. Un fattore che, sommato alla siccità, sta portando ad una crisi senza precedenti. Matteo Ghibelli, segretario dell’associazione “Progetto Comune”, ha fatto il punto della situazione: «L’ordinanza di Zingaretti è un passo in avanti, ma chi controllerà quanta acqua verrà presa? Acea non può continuare ad essere controllore di sé stessa. E poi questo dato dell’’8% che si legge ovunque non ci convince, perché è riferito solo a Roma. L’acqua del lago di Bracciano non rifornisce soltanto la Capitale: Acea la preleva e Acea Ato 2, che gestisce il servizio idrico integrato in città e nei comuni della provincia, la distribuisce a circa 4 milioni di abitanti e a ben 112 comuni».

lago di bracciano
Il lago di Bracciano illustrato sul sito anguillaraprogettocomune.net

 

 

 

 

 

 

IL RISCHIO COLLASSO. Quello che sta sfuggendo a molti è che l’abbassamento del livello del lago porterà a conseguenze disastrose per l’intero ecosistema del bacino Sabatino: «Il lago sta perdendo la sua capacità di autodepurazione», ha raccontato Ghibelli, «e quindi prima o poi non sarà più fruibile come risorsa idrica. Il rischio serio è quello di un collasso in termini di biodiversità. Stiamo perdendo quella zona di fondale che è compresa tra gli 0 e i 15 metri d’acqua, dove crescono le piante che permettono l’ossigenazione, ossia la vita».

L’ acqua, infatti, ha una capacità naturale di autodepurazione, grazie alla presenza di microorganismi (batteri, protozoi, funghi, alghe) che, utilizzando l’ossigeno disciolto nell’acqua stessa, ossidano le sostanze inquinanti e contribuiscono così al mantenimento degli equilibri ecologici. Questo sistema naturale, nel lago di Bracciano, potrebbe presto non funzionare più.

Lago di Bracciano
Anguillara, sul lago di Bracciano (foto Paolo Margari, Flickr)

«A oggi il livello dell’acqua si è abbassato di 170 centimetri sotto lo 0 idrometrico, un parametro fissato a 161 centimetri sopra il livello del mare», ha segnalato Ghibelli. «Lo vediamo scendere ogni giorno, con la conseguente emersione dei fondali». Sono a rischio la flora e la fauna del lago, ma anche le caratteristiche geomorfologiche del territorio (da non sottovalutare la sicurezza di alcune strade), le condizioni della zona di costa, l’impatto sull’economia e sull’occupazione locale che ha nel turismo naturalistico, nell’agricoltura e nella pesca dei veri punti di forza.

 

OPEN LAKE. Il segretario di “Progetto Comune” ha spiegato come il campanello d’allarme sia stato lanciato in tempi non sospetti: «Con noi lavorano geologi, metereologi, botanici e climatologi e la situazione del lago di Bracciano è stata segnalata quando si poteva già iniziare a fare qualcosa. Questo inverno è piovuto pochissimo, tutto questo si poteva prevedere. Ci siamo fatti sentire, ma nessuno ci ha ascoltato, o almeno non ci hanno dato molto peso».

Progetto Comune rilancia così Open Lake, progetto per sensibilizzare ancora di più istituzioni, cittadini e media sulla situazione del lago di Bracciano. «Abbiamo proposto, insieme a Bracciano Smart Hub e a molti professionisti, un sistema di raccolta dati sull’andamento dei livelli dell’acqua che fosse “open”, aperto cioè a tutti i soggetti interessati. Un database fruibile dai cittadini e dagli organi di controllo, così come dagli organi di informazione e dai centri universitari di ricerca», ha spiegato Ghibelli.

 

LE RISORSE DI ACEA. Intanto, un gruppo di associazioni e movimenti (oltre a Bene comune, Comitato Acqua Pubblica CPRN/Anguillara, Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Anguillara Bene Comune) hanno presentato al Consiglio comunale di Anguillara una mozione con una serie di richieste precise, tra cui quella di «esercitare ogni pressione affinché… le risorse economiche derivate dalla gestione del bene primario “acqua”, che annualmente la spa ACEA riversa nel bilancio del Comune di Roma, siano rigirate nel bilancio della Città Metropolitana di Roma e siano utilizzate – previa discussione in sede di assemblea dei Sindaci – per gli investimenti necessari a tutela e salvaguardia di tutte le fonti idriche di approvvigionamento presenti nell’ambito territoriale della Città Metropolitana – tra le quali il lago di Bracciano – e nella manutenzione o ammodernamento degli impianti e delle condotte esistenti».

Insomma, Roma non tenga per sé le risorse che Acea ottiene anche  grazie alle acque degli altri comuni e territori, ma le reinvesta per un bene comune prezioso, ma non inesauribile.

Mentre comune di Roma e regione Lazio litigano e si addossano le colpe dell’emergenza idrica, le associazioni si rimboccano le maniche e si ritrovano, ancora una volta, in prima fila per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio.

Giorgio Marota
Giorgio Marota

Giornalista e studente di Scienze della Comunicazione, appassionato di radio, di sport e di viaggi. Amo il mio lavoro perché mi permette di stare tra le persone e raccontarne sogni ed emozioni, ma anche problemi e speranze.

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