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RITA VISINI: LE POLITICHE SOCIALI SI FANNO ASSIEME

RITA VISINI: LE POLITICHE SOCIALI SI FANNO ASSIEME

Intervenendo alla Conferenza Regionale del Volontariato, l'assessora ha ribadito l'importanza del volontariato in un welfare partecipato

Alla Conferenza Regionale del Volontariato del Lazio – in corso oggi con un’ampia partecipazione – è intervenuta Rita Visini, assessora alle politiche sociali, sport e sicurezza della Regione Lazio.

Visini ha sottolineato come questa Conferenza per il Volontariato cada in un momento particolarmente significativo, perché c’è «un nuovo scenario: quello della nuova legge regionale 11/2016, la nostra riforma del welfare, e della riforma del Terzo Settore».  La tanto attesa legge 11/2016 è stata fatta anche «grazie alla Conferenza, per il suo contributo all’iter di approvazione. A uscirne rafforzato è stato lo spirito stesso della legge: trasparenza e partecipazione nella costruzione delle politiche sociali e nella programmazione e progettazione, o meglio, nella co-progettazione dei servizi. Noi la riforma l’abbiamo fatta perché davvero crediamo in un modello di welfare partecipativo, e il welfare partecipativo non si fa senza il contributo forte e riconosciuto e anche istituzionalizzato del volontariato e dei suoi organismo rappresentativi».

L’attuazione della legge 11/2016

Ora che la legge è approvata, però, si entra in una fase altrettanto importante: quella dell’attuazione, che la porta a compimento. Per l’attuazione, servono una ventina di delibere, ma soprattutto è necessario approvare il Piano Sociale Triennale, che è «lo strumento che dà corpo ai contenuti della legge, trasformandoli in una programmazione triennale dalla quale non sarà più possibile prescindere». Il Piano è già stato messo a punto, ed entro la fine di gennaio dovrebbe essere approvato in Giunta.

legge 11
Rita Visini, Assessora alle Politiche sociali e allo sport della Regione Lazio

«Voi», ha detto Visini rivolgendosi ai volontari presenti, «siete stati fondamentali per il contributo che avete dato al percorso partecipato che ha portato alla definizione del Piano Sociale, in attuazione alla 328, che non è una legge superata, semmai è una legge che finalmente bisogna applicare».

Ora che c’è la legge 11/2016, possiamo «restituire ai cittadini i fondi che in questi anni i Piani di Zona non sono stati capaci di spendere.  C’è un distretto che non ha speso 11 milioni in tre o quattro anni:  vuol dire che i cittadini non hanno ricevuto servizi per questa cifra. Inoltre, nella prima delibera di programmazione abbiamo stanziato 291 milioni, raccolti tra fondi europei, nazionali e regionali».

Per un welfare partecipato

Il tema della partecipazione, secondo Visini, è fondamentale e fa la differenza, perché «il nuovo welfare disegnato dalla legge 11 è un welfare che o lo si fa tutti insieme o non può funzionare… le politiche sociali si fanno insieme,  con i Comuni associati fra loro, con il pubblico e il privato sociale che lavorano insieme in un’ottica di sussidiarietà virtuosa, con il mondo del volontariato, con il sistema sociale che dialoga con le persone».

Per fare questo, ha aggiunto, «continueremo a tutelare il volontariato e a renderlo più forte, più vivo, più radicato, più decisivo nelle comunità e nei territori». Perché questo avvenga è fondamentale «la formazione, accanto alle azioni, perché porta le competenze  e l’apertura mentale necessaria per guardare al futuro».

(La foto di copertina è di Paolo Loli e fa parte del progetto Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”).

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