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Rete dei numeri pari

RETE DEI NUMERI PARI: NO AL RICATTO TRA SALUTE E DIRITTI

RETE DEI NUMERI PARI: NO AL RICATTO TRA SALUTE E DIRITTI

Roma. La rete è stata ricevuta in prefettura. Ha illustrato le proprie proposte per affrontare il problema delle disuguaglianze sempre più profonde.

Probabilmente capiremo solo nei prossimi anni quanto il Coronavirus avrà impattato in negativo sul tessuto sociale di una città come Roma, che rischiava già prima della pandemia di sprofondare nelle  proprie difficoltà. La crisi economica che stiamo vivendo – portata dalla recrudescenza dei contagi e dalla chiusura di tante attività, incluse quelle di volontariato – può solo incrementare i danni. I dati e le statistiche pubblicate nel 2019 hanno restituito la fotografia di una città in cui una persona su 3 era considerata a rischio esclusione sociale, il 51,3% della popolazione aveva un reddito inferiore ai 15mila euro annui, oltre 134 mila giovani NEET e 200 mila persone vivevano in una condizione di disagio abitativo, di cui diverse migliaia in stabili abbandonati o nei villaggi della solidarietà, a rischio sgombero senza un’alternativa.

La Rete dei Numeri Pari si batte da 4 anni per restituire dignità a chi si sente escluso. È un coordinamento di quasi cento realtà del Terzo settore fa che già a giugno, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, avevano lanciato l’allarme denunciando un «analfabetismo istituzionale» riguardo i problemi delle persone (ne avevamo parlato qui).

L’incontro con la prefettura

Rappresentando associazioni, cooperative, movimenti, sindacati, reti studentesche, centri antiviolenza, parrocchie, comitati di quartiere, circoli culturali, scuole pubbliche, biblioteche, centri di ricerca, presidi antimafia, progetti di mutualismo sociale e spazi liberati, la Rete dei Numeri Pari si è presentata giovedì mattina in piazza Santi Apostoli per chiedere un incontro al Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, dopo la mancata risposta della settimana scorsa e le decine di lettere finite nei cassetti.

 

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Roma. La manifestazione della Rete dei numeri Pari per chiedere l’incontro in Prefettura

«Crediamo sia prioritario per la città affrontare il tema del contrasto all’enorme aumento delle disuguaglianze sociali e degli strumenti necessari per sconfiggere povertà e mafie. Un tema sul quale in questi anni le nostre realtà hanno sviluppato conoscenze, saperi e costruito risposte che oggi rappresentano un valore aggiunto e una ricchezza enorme di cui dispone la nostra città». In piazza uno striscione significativo del momento che stanno vivendo le associazioni: «No al ricatto tra salute e diritti». Sono due facce della stessa medaglia.

Contrariamente a quanto si aspettavano gli stessi organizzatori della manifestazione, la richiesta di incontro è stata accolta nell’immediato. Dopo circa un’ora in piazza, il gruppo (rappresentato da una delegazione di tre persone (Eugenio Ghignoni della CGIL, Giuseppe De Marzo per Libera e Anna Sabatini per I Movimenti per il diritto all’abitare) alle ore 12.00 è stato ricevuto da un rappresentante del Gabinetto del Prefetto.

Le proposte della Rete

«L’incontro a nostro avviso è stato positivo e inaspettato per certi versi», ha fatto sapere la Rete in un comunicato. «Siamo stati ascoltati per più di 1 ora e 30 minuti. La delegazione ha rappresentato in maniera diretta, chiara e senza infingimenti la situazione dei nostri mondi, le denunce sulla condizione che viviamo, le preoccupazioni e la rabbia della città, la critica alla politica e alla stessa prefettura, per non averci risposto o per interviste a nostro avviso sbagliate, perché individuano una scala di priorità diversa da quella che ci indicano la Costituzione e gli interessi pubblici generali. Ovviamente abbiamo anche avanzato le nostre proposte, legate a Mosaico Roma su lavoro, politiche sociali, diritto all’abitare, accoglienza, mutualismo e autonomia differenziata, mostrando l’unitarietà e la connessione delle nostre lotte sul fronte del contrasto alle disuguaglianze, povertà e mafie».

È stata chiesta l’istituzione di un Tavolo permanente tra il Prefetto e le reti sociali e sindacali, con l’obiettivo di dare risposte concrete per garantire la dignità delle persone e promuovere la giustizia sociale. «Abbiamo esposto tutti i problemi che riscontriamo in città, dalla questione abitativa al taglio dei servizi, dal lavoro, sempre più precario e irregolare alla lotta alle mafie fino ad arrivare al mutualismo», ha detto Giuseppe De Marzo al termine della riunione. «Abbiamo trovato ascolto e sensibilità e ci è stata promessa una risposta da parte del Prefetto. Questi sono temi di interesse generale e serve assolutamente un tavolo permanente».

Il bisogno di dialogo

La creazione di un filo diretto di dialogo sarebbe un passo avanti notevole nel rapporto tra le associazioni e le istituzioni, abbastanza freddi (per non dire assenti) negli ultimi anni. Anche perché i problemi da affrontare nella Capitale sono tanti e piuttosto urgenti.

 

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La manifestazione in Campidoglio del Giugno scorso. La sindaca Raggi non ricevette la Rete

Maurizio Simmini della cooperativa sociale Iskra, ad esempio, ha sottolineato come il Piano sociale cittadino, approvato mercoledì dall’Assemblea capitolina, «sia basato su dati vecchi» e soprattutto «non c’è stato alcun confronto con il Terzo settore». Claudio Graziano dell’Arci ha ricordato come «l’inverno che arriva rischia come sempre di portare a conseguenze drammatiche per chi si occupa di immigrazione e si prende cura delle persone senza tetto».

Ghignoni ha fatto presente che «non è aumentata solo la disoccupazione, ma anche il lavoro povero di famiglie che non riescono più a mantenersi». Bisogna mettersi al lavoro subito, per il bene di milioni di cittadini.

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Giorgio Marota
Giorgio Marota

Giornalista e studente di Scienze della Comunicazione, appassionato di radio, di sport e di viaggi. Amo il mio lavoro perché mi permette di stare tra le persone e raccontarne sogni ed emozioni, ma anche problemi e speranze.

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