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sicurezza nel mondo del volontariato

PREVENZIONE E SICUREZZA NEL MONDO DEL VOLONTARIATO

PREVENZIONE E SICUREZZA NEL MONDO DEL VOLONTARIATO

Quali adempimenti e quale formazione sono necessari per portare sicurezza nel mondo del volontariato? Se ne parla a Roma il 15 ottobre

“Prevenzione e sicurezza nel mondo del volontariato. Quali scenari e quali possibilità” è il titolo del pomeriggio di studio e formazione che si terrà a Roma il 15 ottobre 2019 (Regione Lazio, Sala Tirreno, Piazza Oderico da Pordenone 15, dalle 15:00 alle 18:00). L’ha organizzato Ispro (Istituto Studi e Ricerche sulla Protezione civile e sulla Sicurezza) in collaborazione con CSV Lazio.

«Questa giornata di lavoro nasce da Ispro, fondato Zamberletti», spiega Luigi Fabbri, presidente dell’Istituto. «Oltre a fare ricerca sulla protezione civile, Ispro fa formazione, sia per le associazioni di protezione civile, sia per le altre. Molte associazioni non sanno che hanno degli adempimenti nei confronti della legge, che è il Testo Unico sulla Salute e sulla Sicurezza Sul lavoro (D.lgs. 81/2008). Dieci anni fa, nel 2009, è stato fatto un decreto correttivo al Testo unico, da cui derivano alcuni adempimenti per le associazioni di volontariato».

Per questo è nato il progetto “Volontariato Sicuro”.
«In fatti da cinque anni, attraverso il progetto “Volontariato sicuro” di Spes (oggi confluito con Cesv nel CSV Lazio), stiamo contattando le associazioni – di protezione civile e non – per aiutarle a mettersi in regola. Si tratta di adempimenti abbastanza complessi per le associazioni che non sono di protezione civile, anche se non hanno dipendenti. Ma all’esperienza di “Volontariato Sicuro” è nata l’esigenza di mettere in regola anche quelle protezione civile, per le quali -essendo il Dipartimento nazionale di Protezione civile emanazione del Consiglio dei Ministri – un DPCM, poi modificato da altre direttive, ha fissato alcuni adempimenti poco noti dalle associazioni. Quindi, all’interno del progetto “Volontariato sicuro”,  in accordo con il Dipartimento, facciamo corsi di formazione anche per loro. Nell’ambito Settimana della Protezione civile Ispro e CSV Lazio abbiamo inserito questo appuntamento».

Le associazioni oggi devono affrontare un moltiplicarsi di adempimenti, che si risolvono in un carico burocratico ingombrante. Perché questi sono importanti?
Il legislatore ha voluto non tanto complicare la vita delle associazioni, quanto divulgare la cultura della sicurezza in attività che possono mettere a repentaglio la salute dei vlontari. Che agiscono gratuitamente, ma in un certo senso sono come dei lavoratori. fanno servizi alla persona a rischio biologico, oppure – se fanno protezione civile – sono a contatto col fuoco, l’elettricità, le acque, i terremoti. Non sono attività esenti da pericolo. Per questo serve una cultura della sicurezza».

E questa cultura non c’è?
«Sono dieci anni, che esistono queste norme, ma il mondo del volontariato è sempre stato piuttosto restio a recepirle. La tentazione è quella di pensare: quando ho fatto il mio dovere, gratis, sottraendo alla mia famiglia giornate e nottate… basta! Io spiego loro che finché va tutto bene, non c’è problema, ma se succede qualche cosa, un magistrato può decidere di aprire un fascicolo. In questi cinque anni abbiamo fatto un grande lavoro, abbiamo seminato cultura, abbiamo spiegato come mettersi a posto. Sono negli ultimi due abbiamo formato più di 400 persone (in Lazio, Abruzzo e Sardegna). E da un anno abbiamo aperto una collaborazione con l’Umbria. Nel Lazio, inoltre, abbiamo formato una quarantina di formatori, che a loro volta formano i giovani che si affacciano per la prima volta nel volontariato di protezione civile e che non solo non conoscono le norme sulla sicurezza, ma neanche i loro diritti e doveri».

A chi è rivolto questo evento su “Prevenzione e sicurezza nel mondo del volontariato”?
«Alle associazioni di volontariato e alle loro reti. Il programma è denso e qualificato e l’obiettivo è sensibilizzare, ma anche far capire quali sono gli strumenti a cui possono accedere, per mettersi a posto, dal punto di vista degli adempimenti e anche da quello della formazione. Noi, con CSV Lazio, continueremo a proporre formazione.»

 

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

 

 

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