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TRULLO. LE SCUOLE VANDALIZZATE SI PRENDONO CURA DEL TERRITORIO

TRULLO. LE SCUOLE VANDALIZZATE SI PRENDONO CURA DEL TERRITORIO

Famiglie e insegnanti hanno manifestato per ricordare che la scuola è di tutti. Ed è strumento di inclusione

Alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, una voce di dissenso si è levata dal Trullo, quartiere della periferia sud-ovest della Capitale. In risposta all’appello lanciato dal neo comitato “Scuola Territorio”, oltre un centinaio di persone si sono riunite il 12 settembre, in piazza Caterina Cicetti,per rispondere ai gravi atti vandalici che nelle settimane scorse hanno interessato due scuole del quartiere, simboli del patrimonio cittadino: la primaria “Carlo Collodi” in via Massa Marittima, e la scuola dell’infanzia “La torta in cielo di Gianni Rodari” in via Giovanni Porzio a Monte Cucco.

Alle elementari, già prese di mira nel corso dell’anno, sono stati aperti diversi estintori, danneggiati armadi, materiale didattico e cartaceo, mentre sulle tende del teatro è stato ritrovato del liquido infiammabile. Fortunatamente però quella tipologia di stoffa era ignifuga. Peggio è andata invece a “La torta in cielo”, dove, a distanza di poche ore dall’episodio della scuola primaria, i vandali sono riusciti a dare fuoco a due aule. E tutto questo a ridosso della tanto attesa riapertura delle scuole, dopo lo stop provocato dall’emergenza coronavirus.

 

TrulloUn colpo al cuore del quartiere

Oggi, grazie a dei massicci interventi di manutenzione e pulizia, la comunità scolastica è pronta per far rientrare i bambini in sicurezza, eppure l’amarezza per quanto accaduto resta. «Sono al Trullo da più di 30 anni ed episodi del genere non sono mai accaduti», racconta una maestra. «Il danno che hanno fatto alla scuola è come se lo avessero fatto a casa mia. Insegnare qui è stata per me una scelta di vita ed è anche per questo che provo un così forte legame affettivo».

Un vero e proprio “colpo al cuore” per l’intera comunità di quartiere, divenuta negli anni sempre più eterogenea e ampia: «È una realtà popolare molto viva dove, tuttavia, non mancano le criticità» prosegue. «Anche sul fronte dell’inclusione e dell’accoglienza, c’è ancora tanta strada da fare ed è per questo che ci impegniamo, oggi più che mai, a lavorare sull’intercultura». Un modello educativo inclusivo, solidale e partecipativo, quello proposto dagli insegnanti del Trullo, che trova la sua continuità nelle numerose attività laboratoriali, proposte da una delle associazioni del territorio in sinergia con i plessi scolastici: dal percorso sul centenario di Gianni Rodari ai progetti alla scoperta del patrimonio storico e dei beni culturali custoditi nel quartiere. «Il Trullo, che compie 80 anni quest’anno, è speciale per i suoi bellissimi cortili e spazi verdi», spiega una cittadina attiva del territorio . «Solo riappropriandosi di questi spazi, bambini e bambine impareranno ad amare e rispettare il luogo in cui vivono».

trulloLa lettera aperta

Da qui l’appello a riconoscere come propria anche la scuola, luogo di incontro, cultura e interazione, affinché non sia più preda di atti simili. E proprio ai responsabili dei gesti vandalici, si sono rivolti i genitori, le scuole e i nidi dell’XI municipio con una lettera aperta, letta da un papà nel corso della manifestazione: «Sentiamo che vi dobbiamo delle scuse da parte di quegli adulti che avete trovato sul vostro percorso di vita, che vi avrebbero dovuto educare all’empatia e a sentire vostro ciò che è pubblico. Sarebbe troppo semplice liquidare il vostro gesto limitandoci a condannarlo. Dobbiamo assumerci tutte e tutti la responsabilità di essere modelli di adulti migliori che favoriscano in voi la trasformazione della rabbia in desiderio e ideali». E conclude: «La scuola non ha bisogno di interventi straordinari ma di un’ordinaria straordinarietà di interesse e investimento: questo è il dovere della politica, compito di noi cittadini è quello di ricordarglielo».

A prendere la parola, tra gli altri, anche Claudio Tosi del Cemea del Mezzogiorno: «Sarà centrale puntare sull’ascolto e lavorare in rete, perché prima ancora della difesa ci sia la cura della scuola, dei bambini e delle persone che ci lavorano».

A conclusione della mattinata è andata in scena la Sin ConTrullo, una murga romana nata come laboratorio musicale e di ballo ispirato alla murga argentina. In tanti, grandi e piccoli, si sono uniti con gioia alla performance. Un primo piccolo passo in avanti che testimonia la presa di coscienza di un territorio capace di ripensarsi.

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@csvlazio.org

 

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Maria Elena Iacovone
Maria Elena Iacovone

22 anni, laureata in scienze della comunicazione sociale. Mi piace molto il cinema e amo scrivere. Collaboro con RomaSette, settimanale diocesano. Grazie

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