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Un libro chiamato desiderio

ROMA. CONTINUA IL TOUR DI UN LIBRO CHIAMATO DESIDERIO

ROMA. CONTINUA IL TOUR DI UN LIBRO CHIAMATO DESIDERIO

L'obiettivo è potenziare la passione per la lettura e il libro in aree svantaggiate e in contesti di cura e di accoglienza

Le tappe del progetto vincitore del bando regionale “Io leggo” della Regione Lazio per la promozione della lettura, Un libro chiamato desiderio, stanno accompagnando il “Viaggio dell’eroe”: è questo il tema scelto per la rassegna di letture, spettacoli e laboratori nelle periferie di Roma, con la partecipazione di bambini, ragazzi e anziani.

L’iniziativa sta toccando i luoghi di aggregazione grazie al lavoro di tre associazioni (Un Amleto di troppo, Libelà e Sale in Zucca) che, insieme ai partner (Peter Pan onlus, Cooperativa Programma Integra, R.S.A. Longoni, Biblioteca Collina della Pace, Punto Luce di Save the Children di Ponte di Nona) e agli artisti coinvolti, stanno portando letture e laboratori in tanti luoghi della città. Viene utilizzata soprattutto l’arte narrativa del fumetto e dell’illustrazione, il cui linguaggio riesce ad avvicinare anche i non lettori alla lettura, permettendo di accedere a forme di comunicazione diversificate. Gek Tessaro, Grazia La Padula e Giovanna Ranaldi oltre a Stefano S3keno Piccoli, Cristiano Crescenzi e Daniele Bonomo (in arte Gud) sono alcuni degli artisti del progetto.

Gli obiettivi di Un Libro Chiamato Desiderio

«L’idea è nata dalla fusione di più energie. L’associazione Libelà lavora soprattutto con i linguaggi espressivi veicolati dall’arte e la proposta  dell’illustrazione e del fumetto viene da loro. Insieme abbiamo individuato il tema del “Viaggio dell’eroe”. Confrontandoci su suggestioni che, per me, sono nate da anni di lavoro in ospedale nei reparti pediatrici con bambini in cura per malattie onco-ematologiche con l’associazione Sale in Zucca e anni di progetti sulla lettura e il teatro con l’Associazione Un Amleto di Troppo, di cui sono la responsabile», racconta Sara Marchesi, che si occupa del coordinamento e dell’organizzazione della rassegna insieme alle colleghe.

Un libro chiamato desiderioGli obiettivi del progetto sono l’offerta di esperienze che, partendo dal fumetto e dall’illustrazione, facciano della lettura un motore dell’incontro, dell’ascolto, consentendo di superare le barriere linguistiche e culturali e, nello stesso tempo, la creazione di accessi a forme di comunicazione più immediata, per favorire la fantasia, la creatività e l’immaginazione dei lettori.

«Sono stati molto preziosi gli scambi con i nostri interlocutori, la responsabile della Biblioteca Collina della Pace, Paola Tinchitella, lo staff di Programma Integra che ci ha accolto e dato spazio, RSA Longoni, l’associazione Peter Pan, il reparto di Oncologia Pediatrica e la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli. A queste realtà ci siamo indirizzati quando abbiamo maturato l’idea di un’azione volta a portare la lettura nei luoghi in cui è più difficile che possa arrivare, superando differenti tipi di barriere, tramite il potere narrativo ed evocativo del racconto per immagini. Per gli adolescenti si trattava di trovare una via al libro che fosse vicino al loro mondo. Il fumetto è stato vincente».

Con ogni gruppo di partecipanti al progetto Un Libro Chiamato Desiderio, sono state sviluppate diverse interpretazioni e prospettive del tema “Il viaggio dell’eroe”, seguendo il filo di un dialogo continuo con gli utenti, che hanno realizzato letture, laboratori di fumetto e illustrazione, spettacoli.

«Per le letture abbiamo scelto opere di illustratori, fumettisti, scrittori classici e contemporanei, poeti. Ogni lettura è seguita da un laboratorio pratico artistico manuale, con l’obiettivo di rielaborare ciò che è stato vissuto attraverso altre forme espressive. Grazie al contributo di illustratori e fumettisti come Stefano Piccoli, Cristiano Crescenzi, Grazia La Padula, Giovanna Ranaldi, abbiamo realizzato laboratori più specifici d’illustrazione e fumetto, dedicati prevalentemente a ragazzi adolescenti e pre-adolescenti. I ragazzi si sono confrontati con l’ideazione di un eroe e della sua storia, del suo lungo viaggio nell’esperienze della vita. Ognuno, da solo o in coppia, ha inventato storie legate a un proprio immaginario o alla realtà circostante, realizzando tavole illustrate e fumetti».

L’ultimo appuntamento con i laboratori di fumetto sarà condotto da Daniele Bonomo, in arte Gud, a Programma Integra per il Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale.
Nel laboratorio intensivo di quattro giorni, dal 18 al 21 aprile, saranno protagonisti giovani migranti che frequentano il corso di italiano per immagini.

La passione per il fumetto

«Nelle mie esperienze in borgata ho incontrato alcuni ragazzi con grossi conflitti con lo studio, ma con una cultura ampia e dettagliata sul fumetto, frutto di studi accurati e ricerche. Quando si incontra una passione così, bisogna valorizzarla, perché è quel mezzo che può facilitare l’apertura verso altre strade. Qualcuno mi ha raccontato di avere a casa pareti intere di fumetti, uno di loro ha un sogno: diventare un disegnatore per la Marvel. Nel laboratorio dedicato al fumetto sta disegnando con impegno, con quest’obiettivo», racconta Sara Marchesi.

Un libro chiamato desiderioA dimostrazione che nessuna porta è mai chiusa veramente, Sara racconta un incontro che hanno fatto con Giovanna Ranaldi sulla storia di Pollicino che lei ha raccontato con sole immagini: “Pulgarcito” è il titolo dell’edizione spagnola del suo libro. «Sembrava inizialmente che questa storia di un bambino non potesse provocare una relazione empatica con i ragazzi, che non gli interessasse. Quando Giovanna ha cominciato a sfogliare il suo libro, l’intensità dei disegni e la suspense narrativa che si è creata hanno cambiato il tenore del dialogo e le risate di scherno iniziali sono diventate domande e riflessioni incalzanti, pagina dopo pagina. Un’ora tutti in cerchio. Sarebbe stato impensabile immaginare prima quanto humus quella storia piccina avrebbe trovato nel pensiero di una decina di adolescenti. Sono sempre il modo e il mezzo che si sceglie a rendere un percorso di conoscenza più o meno impervio».

I migranti e l’italiano

«Sono indicibili la caparbietà, la tenacia, la freschezza e la bellezza dei giovani migranti che a Programma Integra seguono il corso d’italiano per immagini, con cui “Un libro chiamato desiderio” si interfaccia. Ho avuto la fortuna di partecipare agli incontri che Libelà sta curando, mi ha molto toccato essere testimone di alcuni momenti in cui emergeva una sete di sapere e condivisione».

A partire dalla presentazione per immagini e musica del libro “Gaia Blues” di Daniele Bonomo, ad esempio, i ragazzi avevano il compito di costruire per gruppi un racconto collettivo, scrivendo dialoghi, cercando titoli, reinventando una storia a fumetti, partendo da ciò che avevano visto. «È stato emozionante vederli cimentarsi insieme, alla ricerca di qualcosa che poteva essere nominato nell’unica lingua comune, l’italiano, comunicando tra loro qualcosa che li aveva colpiti».

I bambini in ospedale, gli anziani nella RSA

In un altro appuntamento del progetto Un Libro Chiamato desiderio, «non saprei a quanti paesaggi e alberi diversi ha dato vita il seme in viaggio per mari e terre della storia “Qualcosa galleggia”… Paesaggi fatti di intagli minuziosi di carta velina colorata e fotografie, paesaggi fantastici, alberi con nomi propri. E quante volte avrà sparato il cannone costruito da un bambino del reparto oncologico per far coronare finalmente il sogno d’amore del re, narrato nella lettura di una storia persiana, che voleva sposare la luna».

Un libro chiamato desiderioLa partecipazione agli appuntamenti è stata intensa, a partire dagli anziani nella Residenza Sanitaria Assistita Longoni, che hanno esultato con lo spettacolo di narrazioni pittoriche e poetiche di Gek Tessaro “Aquaria”. «La pluralità di linguaggi e tecniche proposte ha una buona risposta in tutti i partecipanti, con la conferma che gli strumenti che favoriscono l’espressività creando contesti ludici di condivisione aiutano ad elaborare la realtà attraverso un’esperienza estetica”, conclude l’ideatrice.

I prossimi appuntamenti

  • 18,19,20,21 aprile ore 14.30-16.30

Programma Integra Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale.
Laboratorio sul fumetto a cura di Daniele Bonomo, il tema è “Diari di viaggio”. Laboratorio rivolto agli utenti del centro.

  • 5 maggio

Programma Integra Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale
“La via dei canti”. Saranno i testi dei canti a guidarci nelle storie popolari di molti Paesi, degli uomini che li abitano, dei loro sogni, speranze, paure. Sarà la musica e le voci a tradurre quel racconto in un viaggio tra culture. Una via fatta d’incroci e scambi.
Evento aperto al pubblico

  • 10 maggio

Evento conclusivo

Incontro con gli autori Cristiano Crescenzi e Stefano S3keno Piccoli, i due fumettisti dialogano attraverso i disegni.
Racconto della rassegna per immagini.
Mostra collettiva dei lavori svolti da tutti i partecipanti alle iniziative.
Donazione di fumetti per le realtà coinvolte.

Ilaria Dioguardi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista pubblicista freelance, vivo a Roma. Ho avuto ed ho molte esperienze professionali nel giornalismo, nell’editoria, nel non profit. Le mie passioni: il mio lavoro, la lettura, il nuoto.

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