AFFITTOPOLI: SFRATTO ALL’ASSOCIAZIONE CHE HA SEMPRE PAGATO

Rischia di chiudere l'associazione A Roma Insieme, per colpa del silenzio del Comune, prima, e della non volontà di distinguere volontariato e privati, ora.

di Paola Springhetti

«Eravamo tranquilli perché avevamo un contratto e avevamo pagato l’affitto regolarmente. E nessuno prima ci aveva mai detto niente». Invece l’affittopoli romana sta mietendo vittime nel volontariato e nel sociale, e ha colpito anche loro.
Gioia Passarelli è la presidente di A Roma Insieme – Leda Colombini Onlus, l’associazione che da 24 anni si occupa dei bambini che vivono nel carcere di Rebibbia con le madri. L’associazione ha una sede storica in Via Sant’Angelo in Pescheria, nel centro storico di Roma. L’ha ottenuta molti anni fa, con un regolare contratto: pagavano 150 euro al mese. Un affitto agevolato, come è giusto per un’associazione che svolge un’attività di rilevanza sociale evidente. Ogni mese la società Romeo, che per il Comune gestiva la riscossione degli affitti arrivava il bollettino, e l’associazione versava.

La risposta che non è mai arrivata

Fino al 2013, quando la concessione è scaduta. «Nei tempi stabiliti abbiamo fatto la richiesta per il rinnovo. Ma nessuno ha mai risposto», racconta la presidente. Però i bollettini mensili hanno continuato ad arrivare e sono stati regolarmente pagati.
Poi è arrivata affittopoli.

affitttopoli
Leda Colombini ha fondato l’associazione “A Roma insieme”

E il 22 febbraio, invece della risposta attesa, è arrivata una lettera di diffida. Datata 4 febbraio, la lettera invita a lasciare la sede entro dieci giorni e a pagare più di 27.500 euro. Il Comune, infatti, annuncia di non «poter procedere al rinnovo della concessione in base alla deliberazione n. 140 del 2015», e aggiunge che «in mancanza del perfezionamento del diritto concessorio vengono meno i presupposti che giustificano il versamento ridotto dell’indennità d’uso con conseguente obbligo di riacquisizione del bene. Pertanto codesta associazione in regola con i versamenti registrati sul sistema informatico Ref2 Ater alla data di scadenza della concessione (12.9.2013) è invitata a rilasciare “bonariamente” il bene entro 10 giorni e al pagamento della rimanenza dovuta dalla data di scadenza a oggi pari a 27 mila e 500 euro, oltre agli interessi legali». La cifra è stata calcolata in base al fatto che, secondo il Comune, l’immobile sul mercato degli affitti vale 1.300 euro al mese.
L’associazione ha pagato una prima rata di 10mila euro – tutto quello che aveva, trattandosi di un’associazione di volontariato puro – e ha fatto mandare da un proprio avvocato una memoria difensiva. Certamente non ha le risorse per pagare una sede a prezzo di mercato: in pratica, il fatto che il Comune, dovendo affrontare il problema di affittopoli,  non distingua tra attività profit e attività di volontariato, costringerà l’associazione a chiudere interrompendo i servizi, se non si troverà un accordo.

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