ALBANO NON È UN PAESE PER VECCHIETTI. LO DICONO LE LORO STORIE

L'associazione Justintwo registra i racconti, per trasformarli in spettacoli teatrali e mostre. E rimettere gli anziani al centro

di Mirko Giustini

Raccogliere storie, aneddoti e tradizioni per far tornare al centro le fasce più anziane della popolazione. Questo è l’obiettivo del progetto “Non è un paese per vecchietti” (qui la pagina Facebook)presentato sabato 2 ottobre ad Albano Laziale in occasione della Giornata mondiale dei nonni. I volontari dell’associazione Justintwo registreranno interviste e organizzeranno incontri e dialoghi con le persone della terza e quarta età. I materiali raccolti verranno rielaborati e trasformati in spettacoli teatrali, podcast, mostre fotografiche e documentari.

Parlare con le persone

Anima del progetto è Simone Giustinelli, attore e regista, laureato in Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma e con un Master in Theatre Arts alla Middlesex University of London nel Regno Unito. «Ho passato il lockdown lontano da casa e per mesi non ho potuto incontrare dal vivo la mia famiglia», spiega. «Appena ho potuto, sono andato da mia nonna con un registratore con l’intento di collazionare quei racconti a cui forse non avevo mai dato troppa importanza, ma che mi erano così mancati durante il periodo di isolamento. Mi sono reso conto che tanti come me avevano vissuto un periodo difficile e così ho immaginato un progetto dedicato all’intera comunità. Ci piacerebbe costruire una collaborazione reale con il territorio, che è così ricco di spunti, di energie, di risorse. Credo che la cosa più urgente ora sia parlare con le persone, scoprire cosa fanno, cosa pensano, come si sentono dopo questo anno e mezzo».

Albano laziale. La presentazione del progetto “Non è un paese per vecchietti”

Tra i “super adulti” che verranno ascoltati all’interno del progetto “Non è un Paese per Vecchietti” c’è Enzo Bellardinelli, 79 anni, leggenda vivente dello sport dei Castelli romani. Ex calciatore, è stato dirigente sportivo della squadra del Cynthia di Genzano e responsabile del settore giovanile dell’Albano calcio a cinque. In occasione delle olimpiadi di Roma del 1960 venne selezionato come tedoforo e percorse con la torcia in mano da Albano alla vicina Castel Gandolfo, accendendo il braciere posto a ridosso del lago. «Ricordo che in quei giorni si respirava la grandezza dell’evento, che prima delle dirette televisive e dei social network poteva essere vissuta solo da chi era presente» afferma. «Raccontare alle giovani generazioni quei momenti, in un anno in cui l’Italia ha trionfato su tutto e su tutti in Europa e nel mondo, è un’emozione straordinaria».4

Lo sport per l’inclusione generazionale

Alla conferenza stampa di presentazione, dall’eloquente titolo “Cento di questi nonni”, sono intervenuti gli atleti dell’Accademia nazionale di cultura sportiva. L’associazione coinvolge anziani e diversamente abili in attività motorie inclusive e trasversali. Un esempio è lo skymano, una pallamano adattata in cui le due squadre composte da undici giocatori si fronteggiano schierate in campo in posizioni fisse all’interno di cerchi che delimitano lo spazio d’azione di ogni giocatore. «Lavoriamo per diffondere il concetto di invecchiamento attivo, l’approccio dinamico alla vecchiaia», spiega il presidente Michele Panzarino. «L’aspetto ludico, che tiene unite le varie fasi della vita, è la componente fondamentale. Tra formazione e sicurezza, l’obiettivo è raggiungere l’inclusione intergenerazionale e i risultati positivi si riscontrano non solo dai dati scientifici, ma anche dall’intensità di sguardi e sorrisi».

JustinTwo

Nata nel 2015, l’associazione JustinTwo è impegnata in diversi ambiti, a partire dalla produzione e dalla realizzazione di spettacoli teatrali, come il recentissimo Più lento, più profondo, più dolce. Spicca l’organizzazione di corsi di formazione per attori e drammaturghi, di cui si ricordano il Revolutionary lab in collaborazione con il regista tearale Pierpaolo Sepe e L’Ultimo nastro di Krapp.

La onlus è attiva anche nella costruzione di partenariati strategici pr lo sviluppo di progetti culturali, finalizzati a bandi della commissione europea. In tempi di lockdown l’ente ha aperto a a proposte alternative alla comunicazione tradizionale e in presenza con la presentazione di piattaforme e programmi multimediali.

 

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