ANDREA CASCHETTO: L’ARCOBALENO NASCE NEL SORRISO DI UN BIMBO

In "Dove nasce l'arcobaleno" Andrea Caschetto racconta il suo giro intorno al mondo degli orfanotrofi. E la sua missione: strappare un sorriso ai suoi bambini randagi

di Chiara Castri

Ai bimbi, fin da piccoli, viene insegnato che alle emozioni corrisponde sempre un colore: il rosso per la rabbia o per l’amore; il verde per il disgusto; il viola per la paura. Poi si cresce e il rischio è di ritrovarsi in un proprio universo che, all’improvviso, quei colori li ha perduti. Anzi, il rischio, in verità, è di farci l’abitudine. È abituarsi al nero della cronaca, dell’odio snocciolato sui social, dei titoli di giornale urlati, dell’allontanamento dell’altro. O, al massimo, al grigio dell’indifferenza, piatto, sempre uguale, autocentrato, paludoso. Andrea i colori se li tiene stretti tutti, non ne ha perso neanche uno, li ha anzi subliminati in un arcobaleno che nasce sempre negli occhi di un bambino e che alla fine ha una pentola d’oro sempre piena. Di sorrisi.

andrea caschetto
Una bella immagine tratta dalla pagina Facebook di Andrea Caschetto, che scrive: «”Sei la massima espressione del concetto vita”. Frase da dire a ogni bambino del mondo»

Lui, Andrea Caschetto, si fa chiamare Mister Smile Sicily. Con questo nome porta avanti quello che oramai è diventato un progetto di vita: far ridere i bambini. Con questo nome nel 2015 ha iniziato il suo “il giro intorno al mondo degli orfanotrofi”, con questo nome sui social è la presenza buona, quella che ti restituisce la fiducia. E il colore. A 15 anni Andrea è un ragazzo come tanti, che scopre di avere un tumore al cervello. Viene operato il 2 Novembre e ci scherza su. Con il tempo vince prima la battaglia e poi la guerra, ma a rimetterci è la sua memoria: «Dopo l’intervento la sua memoria è diventata fragile, a sprazzi, come lo schermo di un vecchio televisore in bianco e nero che dopo un po’ perde il segnale» e i ricordi svaniscono con il sonno. Ma non quel che sente: le emozioni sono l’àncora attraverso la quale Andrea ricorda. E grazie alle emozioni ci regala “Dove nasce l’arcobaleno” (Giunti Editore) in cui racconta, non senza fatica, il suo viaggio per gli orfanotrofi del mondo, le difficoltà, le vittorie, le frustrazioni, la rabbia, l’amore dato e avuto.

«Diffondete tutti la felicità»: il motto di Andrea Caschetto

Con il solo fedele zaino in spalla e circa 4mila euro in tasca, questo pittore del sorriso – “memoria zero” come lo chiamavano a scuola – parte da Ragusa e inizia un viaggio che attraversa praticamente tutti i continenti. Voli last minute, spostamenti improbabili su autobus caracollanti, passaggi di fortuna, chilometri e chilometri a piedi – «I piedi sono mistici, ricordano i pellegrini che attraversavano i continenti per trovare il loro Dio. Io adopero i piedi per raggiungere i bambini, ed è nei loro occhi che lo vedo, il mio Dio. L’ho cercato a lungo e finalmente l’ho trovato.

andrea caschetto
Ancora dalla pagina Facebook dell’autore, che così commenta la foto: «Buongiorno a tutti! Cosa vedete qui? Io vedo già la ludoteca che stiamo costruendo grazie al mio libro… »

I piedi sono il viaggiare lento che lega i rapporti e fa miracoli» – in ogni luogo in cui giunge, Andrea ha il solo pensiero dei bambini. Anche attraverso la pagina Facebook (seguita da oltre 185mila persone) su cui condivide le sue esperienze, riesce quasi sempre ad organizzarsi prima di arrivare a destinazione, a trovare persone che gli garantiscano un tetto, ma soprattutto, sappiano aiutarlo a raggiungere gli orfanotrofi. Alcuni ben tenuti da responsabili amorevoli, altri completamente abbandonati; alcuni poveri, ma comunque pieni d’affetto, altri di violenza e buio; alcuni strumento di speculazione, altri ancora punto di riferimento per lo sfruttamento sessuale. Nello zaino Andrea ha poche cose: «una strana macchina per fare le bolle di sapone più grandi del mondo, qualche giocattolo semplice, musica, matite colorate e, soprattutto, un naso rosso da clown. Serve per far sorridere i bambini che non sanno più come si fa». E poi, sempre, una palla, che è irresistibile, fa scatenare, unisce al di là di tutto. Ai bimbi che incontra sulla sua strada Andrea regala un giorno per giocare e ballare. Siede alla loro tavola e con loro condivide momenti di gioia, ma soprattutto sorrisi. «Sono i bambini randagi, che vivono nelle strade e negli orfanotrofi, e senza padre né madre fanno famiglia a sé».
Oggi Andrea ha 26 anni e i continenti li ha girati più o meno due volte. Ha ricevuto un premio per l’impegno sociale all’Onu, dove il suo discorso sulla felicità ha avuto una standing ovation. «Attraversando l’Asia, il Sudamerica, l’Africa, Andrea ha giocato con i bambini, ha raccolto storie terribili e tristi, ma anche dolcissime e ricche di speranza. Ha conosciuto brava gente e orchi senza cuore, sognatori e viandanti, preti buoni e preti ingordi, e quello che doveva essere un viaggio è diventato un tuffo nel mare dei sorrisi che rimarrà per sempre nella nuova memoria da riempire. Insieme alla consapevolezza che i bambini sotto questo cielo sono tutti uguali». Sulla sua pagina Facebook un giorno Andrea scrive: «Ogni tanto mi piace pubblicare dal nulla, un sorriso senza nessuna spiegazione, per qualcuno dietro lo schermo potrebbe essere l’unico che vede durante la giornata». E il viaggio continua. Fino alla fine dell’arcobaleno.

In copertina un’immagine tratta dalla pagina Facebook di Andrea Caschetto

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andrea caschettoAndrea Caschetto
Dove nasce l’arcobaleno
Giunti Editore 2016
pp. 240, € 14,90

ANDREA CASCHETTO: L’ARCOBALENO NASCE NEL SORRISO DI UN BIMBO

ANDREA CASCHETTO: L’ARCOBALENO NASCE NEL SORRISO DI UN BIMBO