BENI CONFISCATI ALLE MAFIE A ROMA: BISOGNA ATTIVARE SUBITO IL TAVOLO

I beni confiscati sono molti e altri sono in arrivo. Per gestirli serve co-progettazione con l'Amministrazione e un regolamento adeguato

di Paola Springhetti

Aprire subito il Forum  Cittadino per il confronto con le associazioni e la cittadinanza sui beni confiscati alle mafie a Roma: è questa la principale richiesta avanzata dalle associazioni e dagli enti non profit che lo scorso 2 marzo si sono incontrate nell’Assemblea Cittadina per l’utilizzo dei beni confiscati alle mafie, organizzato dalla Rete dei Numeri Pari.

 

Beni confiscati alle mafie a RomaI NUMERI. Il tema è urgente, anche perché questi beni sono tanti e aumenteranno: per quanto riguarda il Lazio, la ANBSC (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) ha attualmente in gestione 1.215 beni immobili nella regione,  mentre sono 497 quelli già destinati. A Roma l’agenzia ne ha 218 e 302 sono già destinati. Si tratta di case, edifici e anche molte aziende (403 quelle in gestione ANBSC nel Lazio e 287 a Roma) a dimostrazione di quanto la criminalità organizzata sia radicata nel tessuto produttivo della città.

Inoltre, il Comune di Roma ha manifestato interesse per altri 71 beni dell’Agenzia nazionale, anche se «a oggi nessuna informazione su quali siano e su come si vogliano utilizzare è stata condivisa e diffusa, nonostante la voglia di partecipare di tante associazioni e cittadini», si legge nel comunicato stampa.

 

Beni confiscati alle mafie a RomaI PUNTI CRITICI. In base alla legge 109 del 7 marzo 1996 i beni confiscati possono essere riutilizzati con fini sociali dalle istituzioni e dalle organizzazioni dei cittadini. Nel novembre scorso, il Comune di Roma ha approvato il nuovo Regolamento, nel quale si chiariscono le procedure e si stabilisce che i beni confiscati alle mafie a Roma devono servire per finalità sociali, istituzionali, abitative e di accoglienza, culturali, artistiche e sportive e che i beni possono essere concessi tramite avviso pubblico.

Dal regolamento emergono anche punti critici, come il fatto la durata delle concessioni non può superare i 12 anni (in realtà 6+6) e che non sono rinnovabili: un arco di tempo di tempo troppo breve, se si tiene conto che in genere questi beni richiedono un forte impegno per essere ristrutturati e che la gestione non è semplice, soprattutto nella fase iniziale. Il rischio è che in molti casi non si riesca neanche ad ammortizzare i costi, o che si debbano chiudere progetti ben avviati, che producono risultati interessanti. Un altro problema è stato aperto dal cosiddetto Decreto sicurezza, che allarga la possibilità di vendere i beni in questione ai privati, con il più che fondato rischio che tornino nelle mani delle cosche.

 

Beni confiscati alle mafie a RomaIL FORUM E LA CO-PROGETTAZIONE. Lo stesso Regolamento prevede anche l’istituzione del Forum Cittadino, che avrebbe dovuto essere attivato due mesi fa, ma non è ancora partito. Il tavolo è importante non solo come luogo di confronto sull’uso di questi beni, ma anche per avviare un serio lavoro di co-progettazione su questo tema, che potrebbe portare risorse importanti per il welfare diffuso e per la coesione sociale di una città lacerata, come è oggi la capitale. È dal forum che possono nascere percorsi partecipati tra organizzazioni dei cittadini e istituzioni, e nello stesso tempo nuove sinergie fra i vari soggetti del terzo settore interessati, che insieme possono meglio affrontare i vari problemi gestionali e organizzativi.

Per questo, gli anti che hanno partecipato all’assemblea cittadina sui beni confiscati alle mafie a Roma si sono alcune linee di azione:

  • fare pressione per l’attivazione  immediata del Forum sui Beni Confiscati;
  • elaborare di nuove proposte sui problemi aperti, che vanno dalla durata delle concessioni alla co-programmazione;
  • fare rete per far vivere i beni confiscati;
  • rafforzare la cooperazione fra realtà sociali, per affrontare i problemi che riguardano la gestione, il finanziamento e la ristrutturazione dei beni, le attività.

Intanto, il prossimo appuntamento sarà giovedì 7 marzo, con un’azione simbolica intorno a un bene sottoposto a confisca, in occasione dell’anniversario della legge 109/96 sull’utilizzo sociale dei beni confiscati. E il tema dei beni confiscati alle mafie a Roma e nel Lazio sarà ripreso il 21 marzo, quando verrà celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, durante le manifestazioni che si stanno organizzando a Roma nel Giardino della giustizia alla Romanina e a Formia.

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

 

BENI CONFISCATI ALLE MAFIE A ROMA: BISOGNA ATTIVARE SUBITO IL TAVOLO

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