
CANTIAMO, IN TEMPUS DE TIRANNIA
Claudio Tosi ha condiviso con noi il racconto di un sabato al Centro di Iniziativa Popolare di via delle Ciliegie in cui il cui il canto e la musica sono diventati lingua d’elezione della voglia di riscatto da un’oppressione tornata arrogante e invasiva. Nelle terre aggredite e occupate e nel quotidiano di ciascuno di noi
di Redazione
27 Maggio 2026
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Nel giardino del Centro di Iniziativa Popolare di via delle Ciliegie, sabato 23 erano assiepate circa trecento persone, ad ascoltare più di quindici cori che si sono succeduti, ognuno guidato da una o più direttrici di diverse provenienze e culture, ognuno condividendo la sua ricerca, lo spirito del gruppo, la raffinatezza o la popolarità delle fonti musicali, per dare il proprio contributo alla voglia di riscatto da un’oppressione che è tornata a farsi arrogante e invasiva, non solo nelle terre aggredite e occupate, ma nell’immaginario e nel quotidiano di ciascuna e ciascuno di noi.
Obiettivamente una tre giorni di incontro, condivisione e lotta; un’azione collettiva coagulata dalla passione visionaria di donne capaci di immaginare le forme concrete di un bisogno e di costruire le condizioni perché si esprimesse. Cantare per resistere, per testimoniare, per veicolare memoria e generare socialità. Cantare e cantando studiare la storia, le voci popolari, le forme della trasmissione di idealità e della denuncia di ricatti e soprusi, fino a far scattare la molla della ribellione, della solidarietà e della resistenza; come per le leghe contadine di inizio secolo scorso unite dalla coscienza collettiva della “miseria e del dolore” condivisi.
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