CENTRI ESTIVI PER TUTTI, AL VIA LA CAMPAGNA #ANCHIOALCENTRO

#anchioalcentro è la campagna per il diritto di ogni bambino, anche e soprattutto con bisogni speciali, di accedere ai centri estivi. Bucciarelli: «La legge 67/2006 è troppo spesso non rispettata»

di Laura Badaracchi

Con l’avvicinarsi delle vacanze, è partita la campagna # anchioalcentro promossa dall’associazione di promozione sociale M’aMa – Dalla parte dei bambini, con il patrocinio di Confad (Coordinamento nazionale famiglie con disabilità), «perché sia finalmente rispettato il diritto di ogni bambino, anche e soprattutto con bisogni speciali, di accedere al centro estivo. Le soluzioni dell’ultimo minuto sono improvvisate e totalmente inadatte ai bisogni di un minore fragile. Comprendiamo le difficoltà economiche in cui vertono le Amministrazioni, ma riteniamo che non possano essere sempre i più fragili a pagare il prezzo di una politica nazionale completamente indifferente alle esigenze dei nostri figli», sottolinea Viviana Bucciarelli, cofondatrice e responsabile pedagogica di M’aMa nonché ideatrice della campagna. E ricorda: «La legge 67/2006 prevede che ai minori con disabilità sia garantito il diritto a una piena partecipazione ai centri estivi in condizioni di parità con gli altri bambini». Purtroppo si tratta di una normativa «troppo spesso non rispettata, ledendo il diritto dei nostri bimbi e quello delle loro mamme e papà. L’impegno di M’aMa sarà ricordare a ciascun Comune, ente, servizio, il proprio ruolo rigorosamente inclusivo, senza eccezioni. Faremo recapitare sulle loro scrivanie un documento appositamente redatto da Laura Andrao, avvocato di Confad, in cui sono riportati gli estremi della legge. Chiediamo alle nostre famiglie di fare altrettanto, forniremo loro la documentazione necessaria da inviare ai propri interlocutori istituzionali».

anchioalcentro
Per contatti e richieste di materiale informativo sulla campagna # anchioalcentro: mamacentriestivi@gmail.com

Supporto legale alle famiglie

«Qualsiasi vincolo posto alla frequentazione del centro estivo per un minore disabile rappresenta di fatto una condotta discriminatoria e per questo certamente sanzionabile; è nostra intenzione dunque agire per vie legali in tali circostanze. Non è una battaglia solo delle famiglie con bambini disabili: le battaglie per i diritti riguardano tutti, soprattutto se sono coinvolti i bambini», osserva. E conclude: «Il diritto al gioco, al tempo libero di qualità, ai momenti di condivisione ludica con i coetanei, sono preziosi e indispensabili perché i nostri figli, nonostante le loro difficoltà e fragilità, sono prima di tutto bambini! Devono frequentare il centro estivo senza restrizioni orarie e non dobbiamo sostenere oneri supplementari per pagare le figure educative necessarie a seguirli: è un nostro diritto, non chiediamo un trattamento di favore, non chiediamo cortesie o pietà. La legge prevede che ai minori con disabilità sia garantito il diritto a una piena partecipazione ai centri estivi: qualunque costo aggiuntivo, imputabile alla condizione di disabilità del minore, così come l’esclusione dal diritto di partecipare alle attività dei centri estivi, in condizioni di parità con gli altri bambini e ragazzi, deve essere considerato discriminatorio e quindi illegittimo».

In concomitanza alla diffusione del documento a difesa dei diritti di inclusione dei minori con fragilità, l’associazione si è impegnata a indirizzare le famiglie, oggetto di eventuali atti discriminatori, al supporto legale di Confad, da sempre al fianco delle persone con disabilità e dei loro familiari. «Negare la frequentazione con il giusto sostegno pone in atto una discriminazione sanzionabile ai sensi della legge 67/2006: l’esclusione del minore da una vita di comunità nonché dalla fruizione di un servizio è in evidente contrasto non solo con la norma, ma anche con il buon senso. La realizzazione di una risposta personalizzata deve essere attuata non attraverso metodi standardizzati o con meri adempimenti tecnico-amministrativi, ma con un’impostazione che abbia come punto di riferimento la persona», evidenzia l’avvocatessa Laura Andrao. «La mancata partecipazione delle persone con disabilità ai centri estivi non solo è un diritto negato, ma anche una vera e propria condotta discriminatoria, in quanto pone i bambini con disabilità in posizione di svantaggio rispetto ai bambini senza disabilità. La famiglia che vede negato l’accesso al centro estivo al proprio congiunto non solo può ottenerne l’accesso immediato, ma anche un risarcimento danno sia esso patrimoniale che esistenziale». Per contatti e richieste di materiale informativo: mamacentriestivi@gmail.com. La sede dell’associazione si trova a Roma, in via Nicolò III, 10; cell. 339/8322065, 331/7910854, mamadallapartedeibambini@gmail.com

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