
DIZIONARIO DI GENERE. SE PUOI NOMINARLO PUOI CAMBIARLO
2417 lemmi, 720 pagine 500 citazioni. Uno strumento per affrontare le questioni di genere in modo informato e consapevole, trovare le correlazioni tra singole parole, azioni individuali e fenomeni sociali ed evitare stereotipi e pregiudizi che nascono da un uso distorto del linguaggio. È Dizionario di Genere, di Marzia Camarda
08 Marzo 2026
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«Io credo sia inutile spendere parole sull’opportunità, la necessità e tutti gli altri aggettivi che è possibile pensare di un’opera del genere, perché è banale dire che non c’era prima e adesso c’è. È banale, ma anche inquietante, dire quanto è necessario in un mondo culturale italiano che continua a far finta che non ci siano questioni di genere delle quali parlare». Questa l’introduzione di Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista, scrittore e insegnante in occasione della presentazione del nuovo libro di Marzia Camarda intitolato Dizionario di genere. Definizioni e relazioni per la comprensione dei fenomeni sociali legati al genere (Settenove), nell’ultima edizione di Più libri più liberi. Una conversazione collettiva che aspettava da tempo di esistere, fatta di persone, ognuna con le proprie conoscenze, che hanno contribuito a mettere nero su bianco qualcosa che nel dibattito pubblico resta sfocato, là dove «adesso c’è un lessico da condividere, che non è più scansabile come una cosa di cui non si riesce a parlare».
Camarda: «Quando dico che ho scritto un dizionario di genere, subito metà della popolazione pensa che la cosa non la riguardi»
«Sono 2417 lemmi, 720 pagine su doppia colonna, 3 milioni e mezzo di battute e circa 500 citazioni.» Così Marzia Camarda, editor, saggista e imprenditrice culturale, curatrice del volume, presenta il Dizionario di genere. L’ordine di grandezza, da solo, non spiega il forte senso politico e culturale del libro, che porta con sè l’intenzione di rappresentare le questioni di genere con consapevolezza e di usare le parole giuste per riconoscere fenomeni sociali che vengono individuati in modo confuso, avulso dai contesti. Il cuore pulsante del progetto sta allora nelle correlazioni. «Volevo mostrare», spiega l’autrice, «che ogni singola parola in realtà ha una connessione con altri fenomeni e volevo che le persone trovassero quello che non sanno che esiste». Ne emerge l’idea di un dizionario come spazio, dove non esistono parole isolate, così come non esistono fenomeni sociali che non dialoghino con altri. Il dizionario attraversa dodici macro temi poiché «non parla di linguaggio, ma usa il linguaggio per parlare di fenomeni sociali», dal denaro alla famiglia, dal lavoro all’identità, dal marketing alla tecnologia, dalla violenza all’educazione. E riguarda tutte e tutti, anche se la parola “genere” viene percepita come qualcosa che interessa solo parte della popolazione. Come racconta l’autrice: «Quando dico che ho scritto un dizionario di genere, subito metà della popolazione spegne il neurone e pensa che la cosa non la riguardi». Il genere non può essere ridotto a un semplice attributo individuale: è allo stesso tempo sia una categoria epistemologica che una realtà quotidiana, è uno strumento di lettura del mondo che agisce tramite il linguaggio, i gesti e le istituzioni. Il genere è dove «si intrecciano identità, rappresentazioni, norme sociali, conflitti e trasformazioni culturali». Così il volume spazia tra disparità, identità, orientamenti sessuali e tutti quei fenomeni sociali, culturali, politici, economici che causano questioni di genere. E non descrive gli stereotipi a carico delle sole donne, ma di tutti i soggetti ai margini.
Dizionario di genere: ogni lemma è un invito alla discussione
In quarta di copertina si trova la frase che funziona come bussola per tutto il dizionario: «Se puoi nominarlo, puoi cambiarlo». Nominare significa comprendere che quello che viviamo, oltre a essere individuale, è strutturale, sociale e, quindi, trasformabile. Ogni lemma è un invito alla riflessione, alla discussione, al disaccordo. Le parole che scegliamo modellano la nostra realtà, il modo in cui pensiamo e agiamo. Ragionare, decostruire e ricostruire un futuro diverso: questo è l’invito del libro. Questo libro deve essere usato, discusso, contestato, altrimenti sarebbe vano il grande lavoro e l’impegno che hanno unito oltre quaranta persone nel creare uno strumento che non tranquillizza, ma che chiarisce. Uno strumento che dimostra come le esperienze e le percezioni individuali siano parte di fenomeni sociali, culturali e strutturali complessi, in cui è imperativo imparare a orientarsi. Il cui intento è condividere un patrimonio collettivo di pratiche e studi, per affrontare le questioni di genere in modo informato e consapevole, perchè è proprio dall’uso distorto del linguaggio che nascono e mettono radici gli stereotipi e i pregiudizi.
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Marzia Camarda
Dizionario di genere.
Definizioni e relazioni per la comprensione dei fenomeni sociali legati al genere
Settenove, 2025
720 pagine, 45 euro






