DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE: LA SITUAZIONE NEL LAZIO

Nel Lazio più residenti stranieri, più acquisizioni di cittadinanza, più occupazione. Ma anche più sovraistruiti in lavori a bassa qualifica e a condizioni peggiori

di Laura Badaracchi

Compie trent’anni il Dossier statistico immigrazione, curato dal Centro studi e ricerche Idos in partnership con il Centro studi Confronti e presentato il 28 ottobre in tutta Italia.

 

Dossier Statistico Immigrazione
Don Luigi di Liegro

Ideato e voluto fortemente dal compianto don Luigi Di Liegro, fondatore e direttore della Caritas diocesana di Roma fino alla sua morte nel 1997, il Rapporto più esaustivo sul fenomeno migratorio in Italia ha visto la luce per la prima volta nel 1991 proprio nella Capitale. E a riascoltare le interviste televisive rilasciate da don Di Liegro in quegli anni, quelle parole risultano ancora attuali e profetiche, perché il cammino dell’integrazione – nonostante i decenni – risulta ancora accidentato e incompiuto.

Lui, con un padre emigrato per lavoro, aveva sperimentato sulla sua pelle cosa significa essere sradicati, vivere con una famiglia divisa, mettere insieme il pranzo con la cena. E si rendeva conto dell’urgenza di politiche che non solo regolamentassero il fenomeno con leggi eque e al passo con i tempi, ma favorissero l’inclusione che il volontariato poteva supportare e implementare, ma non organizzare strutturalmente. Una visione poi appoggiata da Franco Pittau, oggi presidente emerito di Idos, che a sua volta negli anni Settanta era stato emigrato in vari Paesi europei: quando coordinava il lavoro del Dossier avendo come scenario non solo i numeri oggettivi, ma anche la realtà concreta delle migrazioni.

 

Dossier Statistico ImmigrazioneLa fotografia del Lazio

Ma qual è la fotografia dei migranti nel Lazio scattata dal Dossier Statistico Immigrazione? Nel 2019 i residenti stranieri erano 682.968, +1.278 rispetto all’anno precedente, con un incremento dello 0,2%: risultano l’11,6% del totale degli abitanti nella regione. Invece «negli ultimi tre anni (2016-2019) il Lazio ha perso oltre 32mila abitanti; solo nel 2019 la perdita di popolazione residente ha superato le 19mila unità, registrando il calo maggiore del triennio.

La riduzione si deve ai cittadini italiani, che diminuiscono di 18.201 unità in un anno, per effetto del bilancio negativo della dinamica naturale (-12.468) e migratoria con l’estero (-2.724), a cui si aggiunge un saldo per “altri motivi” (derivante dalle operazioni di allineamento e revisione delle anagrafi) pari a -4.984 unità», spiega Raniero Cramerotti, del Centro studi e ricerche Idos, redattore del capitolo, uno dei 74 contenuti nelle oltre 480 pagine del volume.

Da dove vengono

Rispetto alle provenienze, nel 2019 gli aumenti più rilevanti tra gli stranieri residenti si verificano per bangladesi +3,9%; indiani +2,4%; pakistani +7,9%; egiziani +3,6%; marocchini +1,9%. «Tra le nazionalità più numerose crescono anche nigeriani e brasiliani (rispettivamente +2,8% e 5,7%).

I romeni continuano a rappresentare la collettività più numerosa, con un terzo dei residenti stranieri (33,9%, pari a 231.309 unità): il loro numero è 5 volte quello dei filippini (al secondo posto con il 6,7%) e circa 6 volte quello dei bangladesi (al terzo posto con il 5,6%). E i romeni rappresentano il 35% degli studenti stranieri in regione. I nuovi nati sono 6.279, con una contrazione significativa: -7,2% rispetto al 2018. Come emerge dal Dossier Statistico Immigrazione, diminuiscono anche i permessi di soggiorno: nel 2019 ne sono stati rilasciati 20.939, il 19,4% in meno rispetto all’anno precedente. Scendono quelli per protezione internazionale/ex umanitari (3.225), quelli per studio (3.464), famiglia (10.493, pari al 50,1% dei nuovi rilasci), e lavoro (1.180, di cui il 41,6% per lavoro stagionale), una quota abbastanza residuale (5,6%).

Dossier Statistico ImmigrazioneIl lavoro e il divario sociale

Piccole luci, però, si accendono: l’aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, «che nel 2019 sono tornate a crescere (+33,3% sul 2018)». E i lavoratori stranieri nel Lazio «rappresentano il 14,3% degli occupati totali: il valore più alto in Italia. Tra questi, le donne sono il 45,6%, quota leggermente superiore a quella registrata tra i lavoratori italiani (44,1%). Nel corso dell’anno il tasso di occupazione degli stranieri è cresciuto al 62,7%, restando

oco superiore a quello degli italiani (61,0%), mentre il tasso di disoccupazione è diminuito portandosi al 13,7% (9,3% per gli italiani)». Anche se persiste un divario sociale ed economico: «Nelle mansioni altamente qualificate (dirigenti, professioni intellettuali e tecniche) trova occupazione solo l’8,3% dei lavoratori stranieri contro il 44,9% degli italiani. Lo stipendio medio mensile di un lavoratore straniero è di 994 euro, quello degli italiani sale a 1.466 euro, pertanto gli stranieri svolgono lavori umili e meno pagati, ricoprendo circa la metà (49,6%) degli impieghi a bassa qualifica, anche se in molti casi potrebbero ottenere impieghi migliori. Tra i lavoratori stranieri, infatti, la percentuale di sovraistruiti (persone che svolgono un lavoro che richiede un titolo di studio inferiore a quello in loro possesso) supera il 42%, mentre tra gli italiani non raggiunge il 27%».

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