MATUMAINI. UN PREMIO ALL’IMPEGNO SOLIDALE, PER DARE SPERANZA

Nell'ambito di Flumen, Festival organizzato dall'associazione Io, Noi, Il Premio Matumaini giunge alla quarta edizione. A riceverlo Claudio Tosi, per il suo impegno per un servizio civile di pace e impegno civile

di Ilaria Dioguardi

Matumaini in swahili vuol dire “speranza”. Matumaini è il nome di un Premio che vuole essere un riconoscimento per tutte quelle persone che, nella loro quotidianità, con le loro azioni, il loro impegno, personale e professionale, segnano la speranza che il mondo possa diventare migliore. A vincerlo quest’anno è stato Claudio Tosi, esperto di servizio civile (responsabile Servizio Civile CSV Lazio) e di volontariato giovanile (già presidente dell’associazione Cemea del Mezzogiorno), “per il suo impegno volto allo sviluppo di un servizio civile fondato sui valori della pace e della non violenza, come strumento per la crescita della coscienza sociale e la maturazione delle motivazioni all’impegno civile nelle giovani generazioni”.

premio matumaini
La quarta edizione del Premio Matumaini si è tenuta nell’ambito di Flumen Festival dell’Ecologia, della Nonviolenza e delle Migrazioni organizzato lo scorso weekend a Roma presso il Giardino Verano dall’associazione Io,Noi

Per l’impegno quotidiano

«Matumaini era il nome di un’associazione che io ed altre persone, compreso Ugo Montanari di Passoscuro, abbiamo fondato tanti anni fa e attraverso la quale seguivamo dei progetti in Africa, in Tanzania. Quando Ugo è venuto a mancare nel 2016, ho pensato che, per ricordare la sua figura, potevamo dedicargli un premio», spiega Vincenzo Taurino, presidente dell’associazione Io, Noi, promotrice di Flumen, Festival dell’Ecologia, della Nonviolenza e delle Migrazioni che si è svolto lo scorso weekend a Roma, presso il Giardino Verano. «Matumaini non è un premio per le eccellenze, vuole essere un riconoscimento per l’impegno delle persone singole, come Ugo: uno dei pochi medici condotti che giravano ancora dai pazienti casa per casa e fortemente impegnato in Africa, era lui che andava in Tanzania a portare materialmente le nostre risorse. E come Claudio Tosi: esempio e testimone di non violenza e del valore della solidarietà».

Io non posso esistere senza l’altro

Il Premio Matumaini, giunto alla sua quarta edizione, si sposa molto bene con l’associazione Io, Noi, promotrice di Flumen. «Il concetto di Flumen si basa sul concetto della solidarietà: io non posso esistere senza l’altro. Così come il Premio Matumaini vuole essere riconoscente a chi con l’esempio della sua vita, nella quotidianità, ha testimoniato il valore della solidarietà volgendo lo sguardo verso “l’altro”. A chi con l’esempio è stato testimone di nonviolenza come strumento privilegiato per accogliere e difendere i diritti universali, mantenendo viva la fiammella della speranza nello Stato di Diritto e in un mondo solidale e contribuendo a mantenere viva la fiamma della speranza in un mondo migliore», spiega Taurino.
«La speranza fa parte di ognuno di noi, è l’unica possibilità di dare un senso alla propria vita per chi vive quotidianamente nella sopravvivenza ma, soprattutto, è ciò di cui l’umanità ha da sempre più bisogno per riparare i danni che, attraverso la violenza in tutte le sue forme, provoca a se stessa e al pianeta che la ospita. La speranza è il bisogno primario di ogni uomo e dell’umanità stessa e il fiume principale che la alimenta e la fa crescere è quello della Solidarietà. Ecco perché il Premio Matumaini fa parte di Flumen, che richiama come l’impegno di donne e uomini su temi come la nonviolenza, l’ecologia e le migrazioni possa alimentare la speranza in una umanità possibilmente migliore, più umana».

premio matumaini
Un momento dal Festival Flumen

Premio Matumaini: un premio in crescita

Negli scorsi anni, il Premio Matumaini è stato ricevuto: nel 2019, da Farmacisti in Aiuto e dalla Biblioteca dei Piccoli di Maccarese di Fiumicino nella persona di Luigia Acciaroli; nel 2020 da Antonella Maucioni, ex preside del liceo Da Vinci di Maccarese; lo scorso anno da Marco Omizzolo, sociologo che lotta contro il caporalato in provincia di Latina. Nelle ultime due edizioni lo scenario della pandemia ha costretto a modificare la formula del Festival. L’edizione 2022 ha trovato uno scenario mondiale ancora più drammatico, oltre alla persistenza della pandemia, da febbraio c’è stato lo scoppio della guerra in Ucraina che ha coinvolto l’Europa. Il Flumen Festival quest’anno ha ottenuto anche l’importante riconoscimento di essere inserito nel calendario ufficiale degli eventi dell’Anno europeo dei giovani 2022.

 

Immagini Flumen Festival

 

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