#GDD2015: lo stupore e la consapevolezza

L'iniziativa internazionale per il bene comune consegna un patrimonio da non disperdere, alle associazioni e ai cittadini

di Claudia Farallo

Eppure lo sappiamo bene che Roma pullula di associazioni e di persone che lavorano ogni giorno per cambiare in meglio la nostra vita. Per lo più lo fanno silenziosamente, quando non proprio silenziati, in un contesto che le giudica troppo spesso senza abbastanza appeal per fare audience. Be’, questo Good Deeds Day, invece, di appeal e di audience ne ha avuti tanti. E quello di cui sono state capaci le associazioni è stato una vera sorpresa, anche per gli addetti ai lavori.
Domenica scorsa ai Fori Imperiali è stata un’esplosione. Quasi 60 stand e 100 associazioni si stagliavano, disposti in fila, sull’uno e sull’altro lato della strada. A fare da quinta, in fondo, il Colosseo. E al centro i protagonisti: i volontari. Chi clowneggiava, chi ballava (anche sotto la pioggia!), chi mostrava le manovre di primo soccorso, chi insegnava a lavorare il legno, chi faceva massaggi e chi dimostrazioni insieme agli amici a quattro zampe. “Ma guarda che bella iniziativa”, si sente dire a una mamma mentre imbocca questa insolita passerella. “Ma allora non siamo tutti egoisti come pensiamo” è il commento di un giornalista a fine giornata.
Per chi ha realizzato l’iniziativa, promossa nel mondo da Shari Arison e organizzata a Roma e provincia da Spes e Cesv, la giornata di domenica ha segnato il successo finale di una mobilitazione iniziata quasi due mesi prima: preparativi, incontri, costruzione di reti con le associazioni, coinvolgimento delle istituzioni, palpitazioni, ore piccole, traguardi. Sabato, oltre 20mila cittadini si sono iscritti e attivati per il bene comune. Hanno pulito parchi, sistemato scuole, raccolto e distribuito alimenti, dato vita a laboratori educativi, organizzato incontri, fatto festa. Per un totale di quasi 200 iniziative sparse sul territorio.
L’augurio alle associazioni è che questo grosso patrimonio, fatto di relazioni e conoscenza, non si disperda, ma anzi imprima al volontariato locale una nuova spinta propulsiva.

La speranza, verso i cittadini e i media, è che ci sia sempre più consapevolezza di questo mondo solidale che esiste, lavora e cambia nel concreto il contesto in cui viviamo. E che spesso riesce a stupire anche l’occhio più allenato. Qualche esempio? Eccolo.

 

#GDD2015: lo stupore e la consapevolezza

#GDD2015: lo stupore e la consapevolezza