IL TESORO DELLE PAROLE MAGICHE: ANCHE I BAMBINI POSSONO DIRE NO!

Nasce per trasformare l’ascolto in prevenzione “Il tesoro delle parole magiche”. Uno strumento per i genitori e un libro da vivere, disegnare, pasticciare per i bambini, in cui Roberta Roncone conduce i tre piccoli protagonisti in una caccia al tesoro interattiva alla ricerca non di oro o gioielli, ma di parole preziose, strumenti di protezione e rispetto. Per contrastare la violenza a partire dalle basi educative, parlando di rispetto e tutela quando il linguaggio emotivo è ancora in formazione

di Arianna Del Vecchio

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Nel mondo che immagino, i bambini vengono ascoltati. Se non se la sentono di fare qualcosa, il loro volere è rispettato. Nel mondo che immagino, ci fidiamo dei bambini. Crediamo ai segreti che ci confidano, senza incolparli di essere troppo fantasiosi. Nel mondo che immagino, al bambino vengono dati gli strumenti per poter scegliere, non si sceglie al posto suo. Il mondo che immagino ha trovato la sua perfetta rappresentazione nelle parole e nelle immagini del nuovo libro di Roberta Roncone, Il tesoro delle parole magiche, una guida per i genitori, ma soprattutto, come anche l’autrice afferma, un importante strumento di prevenzione per i bambini.

Il progetto di Roberta nasce dall’esigenza di trasformare l’ascolto in azione preventiva, con la speranza di vedere una nuova generazione di adulti capace di comunicazione assertiva. Attraverso la sua pagina Instagram Potevo essere io, creata nel 2023, l’autrice ha raccolto innumerevoli testimonianze di adulti che hanno vissuto infanzie segnate da silenzi, manipolazioni e mancanze di confini. È proprio dall’analisi di questi vissuti dolorosi che emerge una consapevolezza chiara: per contrastare la violenza di genere non basta intervenire sui casi estremi o sui femminicidi, ma occorre agire sulle basi educative, parlando di rispetto e tutela quando il linguaggio emotivo è ancora in formazione.

Imparare a riconoscere e rispettare i propri confini

Lo stile del libro è quello di una caccia al tesoro interattiva e simbolica. I tre piccoli protagonisti, Aida, Nico e il cane Moka, partono per un’avventura guidati da una mappa stropicciata e da una pietra magica che cambia colore e “impara” insieme a loro. L’obiettivo non è trovare oro o gioielli, ma raccogliere parole preziose che fungano da strumenti di protezione e rispetto.

Il libro scardina con delicatezza uno dei tabù più radicati della nostra educazione: l’idea che il bambino debba essere sempre condiscendente per risultare “educato”. Imporre un bacio a un parente o un contatto fisico non gradito non è un semplice gesto di cortesia, ma un atto che rischia di insegnare ai più piccoli a ignorare i propri confini. Al contrario, rispettare il diritto di un bambino di sottrarsi a un contatto significa legittimare la sua capacità di ascoltarsi e di riconoscere il proprio corpo come uno spazio sacro e inviolabile.

Una tappa fondamentale guida i piccoli lettori nella distinzione tra i “segreti magici”, come le sorprese che portano gioia, e quelli che invece pesano sul cuore e creano disagio. In questo contesto, l’adulto è chiamato a trasformarsi in un “porto sicuro”, un riferimento capace di accogliere ogni confidenza senza pregiudizi o scetticismo. Roberta sottolinea infatti quanto sia vitale credere ai racconti dei bambini: la loro immaginazione è vasta, ma difficilmente inventano dettagli su disagi fisici o emotivi che non appartengono al loro sviluppo cognitivo.

A distinguere Il tesoro delle parole magiche è la partecipazione attiva. Infatti grazie a una carta scelta per la sua porosità, il libro è fatto per essere vissuto, disegnato e “pasticciato”. Ogni tappa della storia si conclude con un piccolo spazio di espressione che permette al bambino di passare da un ruolo passivo a uno attivo, consolidando i concetti di consenso e rispetto attraverso l’azione. Ad arricchire il volume, la guida curata dalla psicologa Giorgia Sgobba offre ai genitori gli strumenti pratici per affrontare questi temi con naturalezza, evitando di trasmettere ansia o paura del mondo.

Il tesoro delle parole magiche arriva come un invito ad ascoltarsi davvero

Alla domanda su quale sia la consapevolezza principale che vorrebbe lasciare ai piccoli lettori, Roberta non ha dubbi: la parola “No”. Questo concetto, che nel libro si evolve in espressioni come “non ne ho voglia”, rappresenta il confine fondamentale da cui discende tutto il rispetto per se stessi. La sua speranza è che questo “no” diventi uno strumento di libertà, permettendo ai bambini di non sentirsi obbligati a compiacere gli altri a discapito del proprio sentire. Ma il messaggio dell’autrice attraversa le generazioni e si rivolge anche a chi bambino non lo è più. La sua speranza per il futuro è quella di contribuire a costruire una società capace di comunicare con “coraggio gentile”. In un mondo spesso dominato dall’aggressività, Roberta immagina adulti capaci di sostenere posizioni forti e opinioni differenti senza dover urlare, accogliendo l’altro senza rinunciare ai propri valori. A tutti quegli adulti che sono stati bambini senza una guida e che oggi si ritrovano a fare i conti con i propri vissuti, Roberta dedica un messaggio di vicinanza: “Vorrei dire che li capisco profondamente e dar loro un grande abbraccio, perché non si sentano più soli”. È con questo spirito di accoglienza e protezione che Il tesoro delle parole magiche arriva nelle mani delle famiglie, non come un semplice volume da scaffale, ma come un invito a parlarsi, a riconoscersi e, finalmente, ad ascoltarsi davvero.

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il tesoro delle parole magicheRoberta Roncone
Il tesoro delle parole magiche
103 pagine, 21.90 euro

IL TESORO DELLE PAROLE MAGICHE: ANCHE I BAMBINI POSSONO DIRE NO!

IL TESORO DELLE PAROLE MAGICHE: ANCHE I BAMBINI POSSONO DIRE NO!