IN UN EMPORIO CARITAS LA SOLIDARIETÀ È SPESA BENE

In Italia sono più di 50, a Roma sta per aprire il quarto. Facciamo il punto della situazione sugli Empori della Solidarietà della Caritas

di Ilaria Dioguardi

In Italia sono più di 50, a Roma sta per aprire il quarto. Facciamo il punto della situazione sugli Empori della Solidarietà della Caritas, che dal 2008 stanno aiutando tante famiglie italiane e straniere.
Qui non si danno pacchi viveri, ma la gente sceglie cosa prendere ed è molto apprezzato il fatto che possa decidere quali prodotti portare a casa. A richiedere “viveri” ormai non sono soltanto i  “disperati”, ma famiglie con un lavoro e con una casa che non arrivano alla fine del mese (o meglio alla terza/quarta settimana del mese). «Crediamo che aver realizzato un luogo dove potersi  “procurare” gratuitamente generi di prima necessità – si legge sul sito www.emporiocaritas.org – rappresenti una risposta finalmente concreta e rispettosa dei bisogni delle persone (si “preleva” ciò che si vuole e di cui si ha necessità), in grado di “contattare” nuclei che mai si sarebbero rivolti ad un servizio, facendo rimanere il loro disagio inascoltato».

A Roma e nel Lazio

In tutta Italia gli Empori della Solidarietà sono più di 50 e se ne apriranno molti nel 2016, è in corso proprio in questo periodo un censimento. Il primo ad aprire è stato a Roma, la Cittadella della Carità “Santa Giacinta” in Via Casilina Vecchia. Nella Capitale sono presenti altri due, a Spinaceto e a Torrevecchia, un quarto a breve inaugurerà in zona Talenti. Nel Lazio sono attivi altri due supermercati solidali della Caritas, uno a Sora in provincia di Frosinone e uno a Rieti.

Roma. L'emporio Caritas sulla Casilina.
Roma. Quello sulla Casilina è il più grande tra gli empori della solidarietà di Roma

«L’Emporio che seguo è il più grande di Roma, aiutiamo 500 famiglie al mese per un totale di 1200-1300 persone», dice Paolo Galli, responsabile dell’Emporio della Solidarietà della Casilina. «Le persone possono consumare mensilmente dai 90 ai 200 punti (qui gli euro li chiamiamo punti), ne hanno a disposizione un numero in base al proprio reddito. La tessera punti ha una durata di sei mesi per ogni famiglia. Da noi le persone trovano di tutto, generi alimentari e non, tutti i prodotti freschi tranne la carne. Diamo più di 3000 litri di latte ogni mese”.
Alle famiglie c’è la possibilità di offrire un paniere di prodotti alimentari di prima necessità, come olio, pasta, pelati, scatolame, zucchero, caffè, prodotti per prima colazione, omogeneizzati, pannolini. I prodotti messi a disposizione provengono per lo più da donazioni delle aziende che partecipano a questo progetto e dalle raccolte alimentari. Succede, quindi, che ci sia disponibilità di bibite, surgelati, detersivo, batterie, ma ciò non vuol dire che terminata la scorta si possa ritrovare in seguito la disponibilità dello stesso prodotto.
I donatori sono grandi aziende ma non solo. «Ad esempio, la Centrale del Latte di Roma dona 120 litri di latte ogni giorno al nostro supermercato, e un gruppo di una scuola di danza ci ha portato poco fa due pallets di prodotti». L’emporio di Casilina è aperto 4 giorni a settimana, mentre gli altri due, più piccoli, sono aperti una volta a settimana.

Gli Empori e la card

L’obiettivo principale del progetto è quello di dare alla famiglia una possibilità concreta per superare la situazione di “crisi” e consentirle di aumentare il proprio livello di “potere” in modo attivo invece che assumere un atteggiamento passivo di fronte a possibili difficoltà ed eventi negativi.
Nel 2008 si è deciso di promuovere e realizzare a Roma un servizio come l’Emporio della Solidarietà per sostenere le persone e le famiglie in difficoltà, utilizzandolo soprattutto come “strumento” per evitare la cronicizzazione del disagio e per dare una mano al superamento della “crisi”, con lo scopo di fornire, oltre ad un aiuto concreto, anche un punto di riferimento. Sono presenti, infatti, anche servizi di sostegno psico-sociale, di segretariato sociale, il collegamento con i servizi del territorio facendo opera di mediazione, un aiuto nel disbrigo di pratiche burocratiche, la realizzazione di progetti e percorsi individuali, gli interventi di sostegno psicologico, l’orientamento legale ed altro.
«All’Emporio della Solidarietà si accede attraverso vari servizi, dislocati nel territorio del Comune di Roma», dice Paolo Galli. Oltre ai 47 Centri di Ascolto parrocchiali, troviamo altri 5 punti di ascolto: il Centro di Ascolto Diocesano per Italiani c/o Equipe Psico-Medico-Sociale di Via Marsala, il Centro di Ascolto Diocesano per Stranieri di Via delle Zoccolette, il Centro di Ascolto Diocesano per Italiani e Stranieri di Ostia al Lungomare Toscanelli, il Servizio Diocesano di Assistenza Domiciliare “Aiuto alla Persona” e l’Unità di Servizio Sociale del Municipio III.

empori della solidarietà
Gli empori della solidarietà sono strumenti per evitare la cronicizzazione del disagio

La richiesta della tessera da parte della famiglia viene, quindi, valutata attraverso un colloquio psico-sociale, mirato ad approfondire le condizioni generali del richiedente e del suo nucleo familiare oltre ai criteri richiesti. Inoltre, bisogna presentare lo stato di famiglia e l’Isee (Indice di Situazione Economica Prevalente). Le persone in possesso dei requisiti fissati per il riconoscimento del credito di spesa sono dotate di una tessera, simile ad una carta di credito a scalare, che consente loro di accedere all’Emporio. In futuro, oltre che per l’accesso al supermercato, si cercherà di rendere la card utilizzabile anche come strumento per altre iniziative di solidarietà e culturali e in ambito socio-sanitario, assistenziale e promozionale. L’intervento di “supporto al bilancio familiare” si fa così strumento educativo per la promozione di una cultura della solidarietà e della reciprocità.

Povertà “plurali” in crescita

«In 8 anni di apertura si è verificato un forte aumento delle famiglie aiutate: da 100-150 famiglie del 2008 siamo passati a 500. Solo dall’anno scorso, l’incremento è stato del 23-30%», afferma il responsabile dell’Emporio della Solidarietà di Casilina.
Il dato della povertà in crescita è confermato anche allargando lo sguardo all’Italia e all’Europa.
Più di 53 milioni di persone nell’Unione Europea non riescono a soddisfare in modo stabile l’esigenza di un pasto adeguato. A fronte di una media europea del 10,5%, in Italia sono il 14,2% della popolazione, con un incremento record del 130% in 5 anni. Una situazione allarmante, confermata dai 6.273.314 di pasti erogati nel corso del 2014 da 353 mense diocesane e dai 3.816 centri di distribuzione viveri, promossi da 186 Caritas diocesane, che si fanno carico del bisogno alimentare di persone italiane e straniere. Come emerge dal monitoraggio nazionale dei servizi di aiuto alimentare promossi dalle Caritas diocesane, sono presenti sia forme tradizionali di aiuto (mense e centri di distribuzione di pacchi viveri), sia quelle più innovative e sperimentali (gli empori, appunto, i market solidali, i progetti di agricoltura sociale, i gruppi di acquisto solidale).
Rapporto_poverta2015Questi sono solo alcuni degli elementi emersi dal Rapporto Caritas Italiana 2015 sulla povertà e l’esclusione sociale, dal titolo “Povertà plurali“. Plurali non solo perché si sono moltiplicate le persone che le sperimentano quotidianamente, ma anche perché differenti sono i percorsi, le modalità e le cause che contraddistinguono le povertà. In base a un confronto tra i primi semestri di ogni anno, nel periodo 2013-2015 si evidenziano alcuni trend dei fenomeni di povertà. In particolare aumentano gli italiani (+4,1%) e aumentano le richieste avanzate da famiglie monogenitoriali e altri tipi di famiglie senza coniugi né partner conviventi (+10,2%).

IN UN EMPORIO CARITAS LA SOLIDARIETÀ È SPESA BENE

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