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L’APPELLO PER REGOLAMENTARE IL GIOCO D’AZZARDO
regolamentare il gioco

L’APPELLO PER REGOLAMENTARE IL GIOCO D’AZZARDO

L’APPELLO PER REGOLAMENTARE IL GIOCO D’AZZARDO

L'ha presentato oggi la campagna "Mettiamoci in gioco". Ecco le sei richieste a Governo e Parlamento

Mettiamoci in gioco – campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ha presentato oggi, a Roma e online, un appello indirizzato a Parlamento e governo per  ridurre l’offerta e regolamentare il gioco d’azzardo nel nostro Paese. Nel momento in cui riaprono le sale giochi e tutta l’offerta dell’azzardo torna disponibile, è necessario un intervento urgente e incisivo da parte delle istituzioni.

La Campagna rileva, ancora una volta, che il settore dell’azzardo «è segnato da drammi individuali e familiari e che non favorisce la crescita del Paese, ma anzi ne inghiotte i risparmi in una voragine che lascia dietro di sé una scia di povertà – economica e non solo -, sofferenza, solitudine e perdita di quei valori fondamentali per la tenuta del tessuto sociale». A questo bisogna aggiungere le sempre più estese infiltrazioni della criminalità organizzata anche nel gioco legale.

Sei punti per regolamentare il gioco

Mettiamoci in gioco ritiene che i provvedimenti adottati finora per limitare i costi sociali e sanitari del gioco non siano sufficienti. Per questo, nell’Appello intitolato “Basta azzardo senza regole!”, chiede a Parlamento e governo di adoperarsi per i seguenti interventi:

  1. Approvare una legge nazionale che regolamenti il consumo di gioco d’azzardo nel nostro Paese, riducendone drasticamente l’offerta.
  2. Rendere realmente efficace la legge che vieta la pubblicità su alcuni canali televisivi e sui quotidiani, estendendola a tutti i canali televisivi (inclusi quelli sportivi) e a qualsiasi mezzo di informazione. Devono, inoltre, essere previste sanzioni onerose per chi viola le norme anche solo indirettamente.
  3. Limitare l’offerta di gioco ai luoghi espressamente dedicati, vietandola per quelli che nulla devono avere a che fare con l’azzardo (supermercati, uffici postali, cartolerie, stazioni, aeroporti…), ed evitare il ricorso a proroghe delle concessioni in essere.
  4. Garantire e tutelare l’autonomia decisionale di Regioni ed Enti locali per quanto riguarda la concreta applicazione, sul proprio territorio, delle normative in materia.
  5. Rendere stabili i fondi per la prevenzione, la diagnosi e la cura del Disturbo del Gioco d’Azzardo (DGA), utilizzandoli per garantire adeguate offerte di presa in carico da parte dei servizi pubblici e del terzo settore accreditato.
  6. Regolamentare la presentazione dei prodotti di gioco, i contesti in cui si gioca e i software di slotmachines e videolottery per limitarne l’aggressività e il potere di generare dipendenza. Tali modifiche devono essere attuate secondo le indicazioni messe a punto dall’Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, attivo presso il ministero della Salute. A tale organismo va demandata anche l’autorizzazione di ogni proposta di modifica o variazione delle caratteristiche dei giochi d’azzardo già presenti sul mercato.

Aderiscono alla campagna Mettiamoci in gioco: Acli, Ada, Adusbef, Ali per Giocare, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Confsal, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Missionari Comboniani, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

Il testo integrale dell’appello è disponibile qui.

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Redazione

La redazione di Reti Solidali

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