“NON BASTA LA QUALITÀ PER SCRIVERE UN PROGETTO SOCIALE”, UN LIBRO CHE PARLA A TUTTO IL TERZO SETTORE

Per Pier Paolo Inserra è il momento di rimettere al centro le relazioni e le comunità nel Terzo settore. Il suo libro è un invito a fermarsi e riflettere sul senso profondo del progettare, oltre la logica competitiva dei bandi

di Valentina Caldara

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«Ve lo consiglio. È un libro che dà senso al progettare». Con queste parole Mario German De Luca, presidente del CSV Lazio, si è riferito al nuovo libro di Pier Paolo Inserra Non basta la qualità per scrivere un progetto sociale, durante la presentazione del volume il 16 giugno nella sede del Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio. De Luca ha spiegato perché il volume non debba essere considerato un testo riservato solamente agli specialisti della progettazione. «Il progettista del futuro è un artigiano delle relazioni», ha ricordato citando uno dei passaggi conclusivi del libro. «Un tessitore che lavora con la “conoscenza situata” di chi sta sul campo, e trova spunti, oltre che nell’esperienza e nei dibattiti, nella letteratura scientifica e nelle narrazioni». Una figura che non si limita a scrivere progetti, dunque, ma facilita processi, costruisce connessioni e supera la gerarchia dei saperi. È proprio questo a rendere il libro qualcosa di diverso da un semplice manuale tecnico. Inserra si interroga sul senso stesso del progettare, in un contesto, come quello sociale, in cui la progettazione è diventata sempre più uno strumento competitivo. «Quando facciamo un progetto speriamo di vincerlo», ha osservato infatti De Luca.
La provocazione contenuta nel titolo (Non basta la qualità per scrivere un progetto sociale) viene sviluppata dall’autore attraverso una riflessione che supera l’idea tradizionale secondo cui un buon progetto sarebbe semplicemente quello tecnicamente ben scritto. Secondo Inserra, oggi la qualità rappresenta soltanto uno degli elementi di un sistema molto più complesso, influenzato da dinamiche istituzionali, reti territoriali, processi collaborativi, modalità di valutazione e capacità di leggere realmente i bisogni delle comunità.

Il valore della collaborazione

Uno dei temi centrali affrontati nel corso della presentazione è stato il progressivo indebolimento della capacità di costruire reti autentiche. Se da un lato la normativa valorizza sempre la “coprogettazione”, dall’altro il Terzo settore continua a confrontarsi con «sempre maggiore frammentazione» e difficoltà nel costruire alleanze stabili. Una contraddizione che, secondo Inserra, impoverisce inevitabilmente anche la qualità dei progetti.
Prospettiva condivisa anche da Massimiliano Trulli, progettista del CSV Lazio, che ha definito il lavoro di Inserra «importante per il Terzo settore» proprio perché riesce a sistematizzare interrogativi che molti operatori incontrano quotidianamente, ma raramente hanno il tempo di elaborare. «Siamo tutti concentrati sul fare», ha osservato «e difficilmente ci fermiamo a riflettere sul senso di ciò che stiamo facendo». Il pregio del libro, secondo Trulli, è proprio quello di mettere in fila criticità, limiti e margini di miglioramento della progettazione sociale, offrendo uno stimolo a uscire dalla logica del “progetto-ufficio” e a recuperare una visione più ampia, più radicata nella comunità e fondata sulla co-programmazione.

La capacità di interpretare bisogni complessi

Nel corso dell’incontro sono emersi numerosi temi destinati ad alimentare il dibattito nei prossimi anni: dalla retorica della sostenibilità economica ai limiti delle valutazioni di impatto, dalle difficoltà della programmazione territoriale al ruolo dell’intelligenza artificiale nella scrittura dei progetti. Su quest’ultimo aspetto Inserra ha invitato a superare tanto l’entusiasmo quanto il rifiuto ideologico. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, può rappresentare un valido supporto, ma «non potrà mai sostituire quella “conoscenza situata”», che nasce dall’esperienza diretta dei territori, dalle relazioni costruite sul campo e dalla capacità di interpretare bisogni complessi che nessun algoritmo può realmente comprendere.

Recuperare il senso della progettazione

Non basta la qualità per scrivere un progetto sociale non insegna semplicemente come compilare un formulario o aumentare le probabilità di ottenere un finanziamento. Sollecita piuttosto a interrogarsi sul perché si progetta, su quale idea di comunità si vuole costruire e sul valore delle relazioni che rendono possibile il cambiamento sociale. È un invito a «dare un senso al progettare», un messaggio che supera i confini della manualistica specialistica e si propone come una riflessione preziosa per tutto il Terzo settore, chiamato oggi non solo a progettare meglio, ma a ripensare il significato stesso del proprio agire.

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Non basta la qualità per scrivere un progetto sociale

Pier Paolo Inserra

Non basta la qualità per scrivere un progetto sociale

Inchiostro Fresco Edizioni,

112 pagine, 8 euro

 

Il volume è disponibile presso la Biblioteca e Centro di Documentazione di CSV Lazio

 

“NON BASTA LA QUALITÀ PER SCRIVERE UN PROGETTO SOCIALE”, UN LIBRO CHE PARLA A TUTTO IL TERZO SETTORE

“NON BASTA LA QUALITÀ PER SCRIVERE UN PROGETTO SOCIALE”, UN LIBRO CHE PARLA A TUTTO IL TERZO SETTORE