METTIAMOCI IN GIOCO: «SULL’AZZARDO SPOSTARE IL BARICENTRO DELLE POLITICHE SULLA PREVENZIONE DI COMUNITÀ»

La Regione Lazio ha approvato il nuovo Piano regionale 2025-2027 per il contrasto al disturbo da gioco d'azzardo e alle dipendenze patologiche. «Un'occasione in gran parte mancata» per Gian Guido Santucci, referente della campagna Mettiamoci in gioco del Lazio. Guglielmo Masci, Magliana 80: «Siamo la nazione più colpita in Europa con 21 miliardi di perdita»

di Ilaria Dioguardi

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Nel 2025 nel Lazio sono stati giocati circa 17,5 miliardi di euro, circa 12,8 dei quali nella sola città di Roma. La Regione Lazio ha approvato il nuovo Piano Regionale Triennale 2025-2027 per il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo e alle dipendenze patologiche. L’obiettivo è rafforzare le politiche di prevenzione, cura e presa in carico delle persone affette da dipendenza.

«La Campagna Mettiamoci in Gioco ritiene che questo Piano rappresenti un’occasione in gran parte mancata». Così Gian Guido Santucci, che, con Roberto Cellini, è il referente del Lazio della campagna. «Per questo abbiamo presentato un documento: riguardo l’azzardo bisogna puntare sulla prevenzione, sulla corretta informazione e sul controllo del fenomeno dell’offerta dal punto di vista territoriale. C’è un’ offerta molto diversificata che va dal “gratta e vinci” alle scommesse online, alle macchinette».

Mettiamoci in gioco è una campagna nazionale che dal 2012 è attiva per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle reali caratteristiche del gioco d’azzardo nel nostro paese e sulle sue conseguenze sociali, sanitarie ed economiche. La campagna si pone l’obiettivo di avanzare proposte di regolamentazione, fornire dati. La campagna è promossa da una pluralità di soggetti: istituzioni – organizzazioni di terzo settore, associazioni di consumatori, sindacati: Acli, Ada, Adusbef, Ali per Giocare, Anci, Anteas, Arci, Associazione Comunità Papa Giovanni XXII, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Confsal, Ctg, Salesiani per il sociale – Rete associativa APS, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Missionari Comboniani, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Spi Cgil, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

Un fenomeno in continua espansione

«Ancora oggi l’azzardo viene affrontato prevalentemente come una patologia sanitaria, mentre negli ultimi anni è diventato un fenomeno economico, sociale, culturale e territoriale che coinvolge milioni di cittadini, muove ogni anno decine di miliardi di euro, modifica le relazioni sociali, produce nuove povertà e rappresenta un terreno di interesse per la criminalità economica e organizzata. Quando cambia il fenomeno dovrebbero cambiare anche le politiche pubbliche. Questo, purtroppo, nel Piano regionale non avviene», si legge nel documento diffuso da Mettiamoci in gioco. «Per questo motivo proponiamo di spostare progressivamente il baricentro delle politiche pubbliche dalla cura alla prevenzione di comunità. Proponiamo una corretta informazione a scuola, nei luoghi di lavoro, nei centri anziani, per far capire alla gente con linguaggi adeguati quello che sono i pericoli dell’azzardo. Nello stesso tempo, proponiamo di creare reti territoriali sotto la Sovrintendenza del Comune di Roma e della Città metropolitana, che permettano degli interventi di prossimità sulla base anche della conoscenza, dell’osservazione del territorio», continua Santucci.

«L’espansione dell’azzardo online, la possibilità di giocare ventiquattr’ore su ventiquattro attraverso lo smartphone, la crescente disponibilità di giochi sempre più rapidi e coinvolgenti, l’aumento delle somme giocate e la diffusione dell’azzardo in contesti sempre più ampi hanno modificato radicalmente il quadro nel quale operano le istituzioni», continua il documento. «L’azzardo non è un problema che riguarda esclusivamente alcune categorie di persone. Coinvolge i luoghi di lavoro, i quartieri, i centri commerciali, i bar, le piattaforme digitali e gli ambienti domestici. Le conseguenze non riguardano soltanto la salute, ma l’indebitamento delle famiglie, la povertà, l’isolamento sociale, la dispersione scolastica, i rapporti familiari, il lavoro, la sicurezza economica delle persone e, sempre più frequentemente, l’interesse della criminalità organizzata verso un settore che movimenta enormi quantità di denaro», prosegue Santucci.

Mettiamoci in gioco: la necessità di una diversa governance territoriale

Per rendere realmente efficace la prevenzione riconoscendo agli enti locali un ruolo stabile di programmazione e coordinamento delle reti territoriali, la campagna propone che Comuni, Municipi e Città Metropolitana diventino i soggetti chiamati a coordinare reti permanenti tra ASL, servizi sociali, scuole, Terzo settore, sindacati, prefetture, forze dell’ordine, polizia locale, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

«Solo una governance di questo tipo può trasformare interventi occasionali in una vera politica pubblica», sottolinea Santucci. «La prevenzione deve comprendere anche l’analisi permanente dell’offerta di gioco. Occorre monitorare: la distribuzione territoriale dei punti gioco, la crescita dell’azzardo online, le nuove modalità di accesso, l’evoluzione del mercato, le strategie commerciali. Solo conoscendo queste dinamiche è possibile costruire politiche efficaci».

Fuori gioco: a Roma un numero verde e due sportelli

«Per quanto riguarda il gioco d’azzardo patologico, facciamo parte del Progetto Fuori gioco, siamo diverse associazioni coinvolte tramite il Comune di Roma. Offriamo un numero verde e due sportelli di ascolto», dice Germana Cesarano, dirigente della cooperativa Magliana 80. «Nell’ambito di questo progetto, facciamo prevalentemente prevenzione, con attività e unità di strada itinerante. Inoltre, seguiamo gruppi di auto mutuo aiuto, con la presenza di un facilitatore, una volta a settimana, in più portiamo avanti delle terapie individuali a chi ne ha bisogno e non riesce ad affrontare il gruppo». Si può contattare gratuitamente il numero verde 800.00.44.00 attivo dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 20. Per accedere al servizio è possibile recarsi presso gli sportelli del Progetto Fuori Gioco, ad ingresso libero, gratuito ed anonimo, che si trovano in via della Magliana Nuova 160 (lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 10 alle 14 e mercoledì dalle 14 alle 18) oppure in via Alessandro Avoli 9 (lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 14 alle 18, il mercoledì dalle 10 alle 14). Il servizio garantisce un accesso flessibile e riservato.

Giocatori d’azzardo: la maggior parte sono maschi, di mezza età, con occupazione e famiglia

«In Italia, nel 2025, siamo arrivati a 165 miliardi di euro di spesa complessiva nel gioco d’azzardo, siamo la nazione più colpita in tutta Europa con la bellezza di 21 miliardi di perdita secca», dice Guglielmo Masci, coordinatore del progetto Fuori gioco. L’anno scorso, si è registrato un aumento del 9% del gioco online rispetto al 2024.

«I nostri gruppi di auto mutuo aiuto sono guidati da psicologi, con la presenza di ex giocatori che fanno da operatori. Attualmente abbiamo circa 400 cartelle di pazienti, con 45-50 utenti l’anno nei gruppi. Contrariamente a quanto si può pensare, molti sono inseriti nella realtà sociale, hanno famiglia, lavoro (quindi, un reddito) e relazioni», continua Masci. «Non sono per forza di cose dei drop out, anzi potrebbero essere uno dei nostri amici o dei nostri parenti perché il gioco d’azzardo patologico può colpire tutti. La maggior parte dei giocatori d’azzardo sono maschi, intorno ai 40-45 anni, con occupazione e famiglia». Masci prosegue: «Con Magliana 80 abbiamo cominciato moltissimi anni fa a seguire persone con disturbi di dipendenza da sostanze, molti poi diventavano anche persone con doppia dipendenza perché subentrava il gioco d’azzardo. Invece, adesso gran parte degli utenti hanno mono dipendenza, solo dal gioco d’azzardo. Ci sono signori, impiegati, pensionati. L’utenza è formata da tante persone che era inimmaginabile diventassero dipendenti da una patologia ma, piano piano, con la forte offerta di gioco d’azzardo, sono aumentate».

In copertina una delle immagini della campagna Mettiamoci in gioco

METTIAMOCI IN GIOCO: «SULL’AZZARDO SPOSTARE IL BARICENTRO DELLE POLITICHE SULLA PREVENZIONE DI COMUNITÀ»

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