MOVIMENTO ROM E NON ROM: L’INTEGRAZIONE SI COSTRUISCE INSIEME

Oggi a Roma l'incontro finale di “Movimento rom e non rom”. Tra gli obiettivi raggiunti la Carta dell'Inclusione e lo Sportello dei Diritti di Tor Sapienza

di Chiara Castri

 Rendere l’inclusione sociale di Rom Sinti e Camminanti nel nostro paese più efficace mettendo in rete organizzazioni rom e non rom. È questo il macro obiettivo di Movimento rom e non rom: insieme si può, progetto Finanziato dall’Unar e avviato ad aprile scorso che vede come capofila Romni onlus insieme a I Rom per il Futuro (Romanò pala tetehara) e Rom e Romnia – Europa, accanto ad una rete di otto organizzazioni.

Attraverso la costruzione e il consolidamento della rete, si è lavorato per costruire una agenda comune ed un codice di autoregolamentazione a partire dalla definizione e la valorizzazione delle buone pratiche esistenti, facilitando, così, anche il mantenimento e la mobilitazione delle risorse, umane e materiali, per la gestione e la promozione dell’inclusione sociale dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti.

Chiuso ufficialmente questo pomeriggio con una conferenza finale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, il progetto ha coinvolto quattro quartieri pilota nella periferia di altrettante città – Roma, Torino, Isernia e Pavia – scelte per peculiarità differenti.

 

rom e non rom
Una foto scattata durante uno dei workshop organizzati a Roma

Accomunate da una presenza importante di comunità Rom, Sinti e Camminanti e di organizzazioni espressione delle comunità stesse, le quattro realtà sono caratterizzate da uno stato dell’arte differente in quanto a politiche – in alcuni casi fallimentari, in altri di successo – e collaborazione o conflittualità tra organizzazioni rom e non rom sul tema inclusione sociale.

Il lavoro nei quartieri periferici pilota ha consentito, così, di mettere a confronto esperienze e situazioni diverse. Dai campi gestiti in emergenza alle sperimentazioni di reali percorsi di inclusione, il confronto ha contributo ad individuare le cause del disagio sociale: gli stereotipi e le rappresentazioni distanti dal reale; la disinformazione; la mancanza di coordinamento nelle azioni che ne disperde l’efficacia.

E proprio contro la dispersione delle azioni ha lavorato questo progetto, nel presupposto che nel rafforzamento della collaborazione tra organizzazioni rom e non stia la chiave di volta di una inclusione sociale vincente.

 

LA CARTA DELL’INCLUSIONE. Sensibilizzare le realtà della società civile, quindi, per costruire una rete permanente. Fino alla formulazione e al lancio di una Carta dell’Inclusione sociale e della Lotta alle Discriminazioni di Rom, Sinti e Camminanti. Inclusione sociale che è di tutti coloro che sono in una situazione di fragilità. Il diritto all’abitare, il diritto all’istruzione e quello alla residenza diventano obiettivi comuni, al di là delle categorie di fragilità, e terreno di collaborazione, in un approccio di rete. Così come le azioni, le iniziative, le progettualità diventano azioni a vantaggio della cittadinanza, non di singoli gruppi di disagio.

 

rom e non romLO SPORTELLO DEI DIRITTI DI TOR SAPIENZA. A Roma è stata scelto il quartiere del campo rom di via Salviati. Una sfida nella creazione di un approccio di rete, in una zona in cui vive forte il pregiudizio. Lì la rete nata tra l’associazione Romni onlus, il centro culturale Michele Testa, l’associazione Michele Testa , il centro culturale Giorgio Morandi, il Laboratorio Urbano Antropologia applicata, l’associazione Cittadinanza e Minoranze e Rowni onlus è divenuta elemento di conoscenza e dialogo. Durante i workshop sono emersi bisogni e criticità: dalla distanza delle amministrazioni locali, con cui sarebbe invece importante costruire un dialogo che stenta, ai grandi temi della dispersione scolastica e del diritto allo studio, del lavoro, della sanità e della casa, della discriminazione e del recupero della memoria del quartiere e della riqualificazione del territorio.

È nato così a maggio lo Sportello dei diritti di Tor Sapienza. Attivo tutti i martedì dalle 10 alle 13 presso il Centro culturale Michele Testa prima e poi nella sede di Romni onlus, è pensato per offrire orientamento e supporto nelle questioni legali, burocratiche e lavorative di persone rom, sinti e camminanti.

Il progetto ha previsto anche il lancio di una campagna di crowdfunding per la realizzazione di uno “scaffale interculturale”. L’iniziativa si chiama +LIL PIÙ LIBRI IN LIBERTÀReti Solidali ne aveva parlato qualche giorno fa, per contribuire, basta andare sulla piattaforma Produzioni dal basso.

 

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