ROMA. IL CIRCOLO CULTURALE SPARWASSER SI FA RIFUGIO CONTRO IL FREDDO

In collaborazione con l’associazione Nonna Roma, ha deciso di mettere a disposizione i suoi locali per aiutare chi soffre per l’emergenza freddo  

di Maurizio Ermisino

A Roma 10 persone sono morte perché non avevano un rifugio contro il freddo della notte. Sono morte di freddo, da sole. A Roma da mesi tantissime strutture sono vuote. Continuano a ripetere costantemente, ormai da un anno, “restate a casa”. Ma nessuno pensa a chi una casa non ce l’ha.

rifugio contro il freddoE allora c’è chi, oltre a chiedere al Comune di intervenire per risolvere i problemi di un piano freddo inadeguato, prende in mano la situazione e agisce in prima persona. Sparwasser, circolo Arci e centro aggregativo al Pigneto, in collaborazione con l’associazione Nonna Roma (che in questo periodo, ha sostenuto 8mila famiglie e tuttora continua la distribuzione di generi alimentari), ha deciso di mettere a disposizione quello che ha: i suoi locali, le braccia e il tempo dei propri volontari. E lo fa in rete, insieme alle altre associazioni, al sindacato e alla rete dei circoli Arci. Il tutto, non dimentichiamolo mai, ai tempi del Covid 19, cosa che, come possiamo immaginare, non rende affatto le cose più facili.

Da domenica sera i locali di Sparwasser, in via del Pigneto 215, sono diventati un rifugio contro il freddo, con sette posti letto distanziati e costantemente sanificati e con la distribuzione di un pasto caldo, per chi è senza dimora. Ora si tratta di sostenerlo, con una raccolta fondi sul sito https://nonnaroma.it/unposto.

Sparwasser: da sempre solidarietà

«Sparwasser è un circolo Arci che ha coniugato attività aggregativa a iniziative sociali», ci ha raccontato Claudio Riccio di Sparwasser. «In questi cinque anni abbiamo sempre fatto attività sociale mutualistica, attività di sportello, doposcuola per i ragazzi, lezioni di italiano per stranieri. Nonna Roma è nata qua. Essendo un circolo Arci c’è sempre stata l’attività di promozione culturale, presentazioni di libri, musica live, incontri. È uno spazio che ha sempre avuto diversi ambiti di iniziativa e impegno. E si è mosso anche su battaglie politiche e referendarie».

rifugio contro il freddo
Il Centro culturale Sparwasser, trasformato in rifugio contro il freddo

Con l’emergenza, le attività di Sparwasser si sono dovute fermare, come quelle di tutti i locali dove si fa aggregazione. Ma non si sono fermate le attività di solidarietà, sin dalle prime settimane del Covid-19. «È stata messa da parte l’attività aggregativa e culturale», spiega Riccio. «Ma la prima settimana di marzo, prima ancora del primo lockdown, abbiamo partecipato al Progetto Casa Pigneto, una rete di volontari che aiutava gli anziani portando la spesa a casa: abbiamo riunito un centinaio di volontari nel quartiere. E abbiamo realizzato uno sportello psicologico che è ancora attivo, in modo che chi ne ha bisogno possa affrontare gli effetti della fatica pandemica».

L’idea del rifugio contro il freddo

E poi è arrivata questa idea. Gli spazi del circolo erano vuoti, inutilizzati, mentre c’era chi aveva bisogno proprio di uno spazio dove dormire. «Stavamo sostenendo la petizione di Nonna Roma sull’apertura delle stazioni (ne abbiamo parlato qui)», racconta Claudio Riccio.

 

Sul sito di Nonna Roma è in corso una raccolta fondi

«In più, molti di noi abitano vicino a Spawasser, ci passano vicino. E, vedendolo chiuso, l’idea ci è venuta d’istinto: noi abbiamo uno spazio vuoto. E c’è chi ne ha bisogno. Ci siamo guardati – anche se eravamo in call –  e ci siamo presi un giorno per verificare la fattibilità e i costi dell’operazione. Per fortuna è gestibile. Ci sono tanti volontari, ma aumenta anche lo sforzo per coordinarli. Ci siamo buttati su questa cosa e abbiamo deciso di sistemare tutto il necessario. Alcune cose sono state più facili: letti e coperte sono stati donati dalla Casa del materasso di Roma: otto letti con materassi nuovi, ancora incellofanati, e i piumini. Tutto nuovissimo. Hanno risolto un nostro problema con un gesto molto bello: sono arrivati con le felpe con la scritta “gentilezza genera gentilezza”».

Posti letto, distanziamento e tamponi

Tutto è stato realizzato secondo le norme di contenimento del Covid-19. «Tutte le postazioni sono distanziate: sono sette più una per uno di noi che dorme lì», illustra Riccio. «Esistono dei separatori in plexiglass, vengono fatti i tamponi a tutti periodicamente, offrendo in questo modo un monitoraggio a persone che non lo avrebbero. Lo spazio viene sanificato ogni mattina e tutte le superfici coperte e incellofanate, grazie a un accodo con la lavanderia. È il massimo di quello che si può fare».

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

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