ROMA. IL MITREO NON DEVE MORIRE: LA PERIFERIA HA BISOGNO DI CULTURA

Il 7 dicembre lo spazio culturale di Corviale - che è un modello di gestione - deve sgomberare i locali dove ha sede. Ma il territorio non ci sta.

di Lucia Aversano

Il Mitreo Iside, Centro per l’arte e per la cultura contemporanea si trova a Roma in via Mazzacurati 61, nella periferia Sud Ovest della Capitale e più precisamente a Corviale. Gli spazi dove sorge il Mitreo sono stati dati in concessione dal Municipio XV (già XI) sul finire del 2005, con l’obiettivo di creare uno spazio di promozione culturale. Prima di allora l’immobile, di proprietà del Comune di Roma, versava in uno stato di totale abbandono, così come il resto della sfortunata e celeberrima periferia nella quale sorge.  La necessità di affidare quello spazio, dunque, scaturiva dall’esigenza di creare un polo culturale che riuscisse a cambiare il volto di un quartiere che, dalla sua nascita, è stato il simbolo di un fallimento urbanistico, prima che di un fallimento sociale.

In numeri di Mitreo Inside

A 10 anni dalla concessione e a 8 anni dall’inizio delle attività del Centro artistico, la sfida di Monica Melani, direttore artistico del Mitreo, è stata ampiamente vinta.

 

Mitreo Inside
I ragazzi dei centri diurni al Mitreo Iside

I numeri degli eventi e delle attività svolte dal Centro, dal 2007 a oggi, ci raccontano di una realtà che dal nulla e con pochissimo fondi è riuscita a creare 137 esposizioni artistiche a ingresso gratuito; a offrire 13mila ore di formazione gratuita; a organizzare 600 eventi, di cui la metà completamente gratuiti, ed è riuscita a coinvolgere circa 3.600 artisti dei vari linguaggi creativi.

Uno spazio dinamico ed estremamente vitale, per un quartiere difficile come Corviale, che il 7 dicembre dovrà chiudere le sue porte per sempre poiché il Municipio XV ha deciso di non rinnovare la concessione.

Un modello virtuoso

«Un Paese a cui manca la parte artistica manca l’anima», esordisce Monica Melani di Mitreo Iside, la quale ci racconta di come sia nata, quindi anni fa, l’idea del Centro culturale e artistico che l’ha portata, come lei stessa afferma, a lasciare il suo lavoro a tempo indeterminato nel 2008 per dedicarsi anima e corpo a questa esperienza. «Quello che volevo creare era meraviglia proprio laddove la meraviglia uno non se l’aspetta. In questi anni impegnativi abbiamo coinvolto numerose realtà del territorio e abbiamo costruito una rete così solida, che ci ha permesso di affrontare le numerose difficoltà che si sono presentate, senza mai gravare sulle casse del Municipio. Le spese da affrontare sono state numerose, senza contare che lo spazio presenta dei problemi strutturali che ciclicamente emergono. Ad oggi, le spese affrontate tra ristrutturazione, messa a norma e quant’altro, ammontano a circa 1 milione di euro, tutto a mio carico, che ho affrontato attraverso il coinvolgimento di sponsor, attraverso la partecipazione a bandi pubblici e con la richiesta di prestiti bancari».

 

Live painting di Fernando Costa al Mitreo Iside

Uno sforzo enorme, che però ha fatto di Mitreo Inside un modello virtuoso dove arte e cultura si incontrano e diventano strumento di coesione, partecipazione e integrazione. Un modello che per le sue peculiarità è stato insignito, lo scorso anno, del premio “Cultura di gestione” indetto da Federcultura, premio per il quale erano in lizza 70 realtà simili in tutta Italia.

Un’esperienza che ha lasciato il segno sul territorio e in tutte le persone che lo hanno frequentato sia come utenti che come artisti. Sui profili social di Mitreo Inside in questi giorni in molti hanno pubblicato dichiarazioni di amore e di stima verso Centro d’arte cresciuto nella periferia grigia per antonomasia, e al contempo non manca lo sgomento verso l’indifferenza di un’amministrazione che troppo spesso si è dimostrata sorda al bisogno di cultura di questa città.

Lettera alla Sindaca

Al di là dell’indubbia importanza sociale che un Centro culturale di questo tipo ricopre in una territorio così fragile, la chiusura, in questo periodo storico, rappresenta oltre che un danno per la comunità, anche una beffa per tutti coloro che da anni operano all’interno del centro e sono al servizio del pubblico. Non solo per l’aiuto concreto apportato durante l’emergenza Covid di primavera, ma anche perché chiedere di sgomberare l’intero edificio richiede una logistica che in un momento di pandemia come questo è difficile da mettere in atto. Per questo motivo il Mitreo ha chiesto, attraverso una lettera inviata a luglio alla Sindaca Raggi, di poter prorogare la scadenza della concessione al 31 luglio 2023, così come previsto all’interno del Decreto rilancio del maggio 2020 per gli impianti sportivi con rapporti concessori in scadenza entro il 31/07/2023. Ad oggi la lettera non ha ricevuto alcuna risposta dal Comune.

Le associazioni che gravitano attorno al Mitreo sono quindici, tra queste anche l’Aps Corviale Domani. Nel frattempo è stata lanciata anche una campagna su Change.org: Salviamo il Mitreo #giulemanidallacultura. SI può firmare a questo link.

 

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

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