PAPA FRANCESCO HA FATTO RISCOPRIRE GLI IDEALI DEL SERVIZIO CVILE

Durante l'udienza del 26 novembre ha richiamato i giovani all'impegno per rendere la nostra società più accogliente e capace di dialogo

di Redazione

«Il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società, tenendo conto specialmente dei soggetti più deboli» ha detto papa Francesco ai 7mila giovani in servizio civile che ha incontrato il 26 novembre 2016.  Ricordando così le motivazioni ideali che sono il motore di questa esperienza, sempre più spesso vissuta – in modo riduttivo – come un passaggio utile per entrare nel mondo del lavoro.

Il senso di questo incontro tra i giovani in servizio civile e il Papa emerge chiaro dalle testimonianze di questi giovani della rete Giovani Energie di Cittadinanza.

Gli ideali e i valori

«Papa Francesco ha descritto il servizio civile nazionale come “una forza preziosa e dinamica del paese‘’, che si fa strada in un mondo che sperpera la ricchezza nell’acquisto delle armi e privilegia il proliferarsi delle guerre», fa notare Chiara Bucchi. «Ed ha incoraggiato tutti noi volontari ad impegnarci in questa scelta che “dà pienezza di significato alla vita”».

servizio civile e il papaIl servizio civile è portatori di ideali e di valori, secondo Whylton Leblond Ngouedi Marocko. La testimonianza dei giovani intervenuti, infatti, è «stata un insegnamento ed una dimostrazione di gran coraggio e impegno, poiché hanno avuto la possibilità di svolgere il servizio civile all’estero e insegnare ai giovani europei le idee di cittadinanza attiva e di Unione Europea. Secondo loro, oggi è veramente utile federare la gioventù europea per difendere insieme valori universali tra cui: la solidarietà, l’istruzione per tutti, la protezione per i più bisognosi e l’insegnamento ai diritti». Inoltre «per loro, il servizio civile all’estero è stato l’occasione di rendersi e sentirsi utili, per contribuire alla costruzione di mondo più giusto o equo, anche di capire alcune realtà sociali europee al di fuori dell’Italia».

Durante l’incontro tra volontari in servizio civile e il papa è intervenuto anche Luca Abete, che ha vissuto questa esperienza nel 2001.  «Abete ha detto che siamo capaci di andare molto lontano, ma per fare ciò abbiamo bisogno di due elementi: la determinazione e l’impegno. Non dobbiamo mai rinunciare ai nostri ideali di vita. Abete pensa che il servizio civile debba essere esteso a tutti, perché questa esperienza cambia la vita dei giovani e trasforma positivamente le loro personalità».

Il terremoto, i terremoti

Il discorso del Papa, secondo Whylton Leblond Ngouedi Marocko  è stato «breve e chiaro, pieno di insegnamento. Per Papa Francesco, il Giubileo che si è concluso deve lasciare una porta aperta, la porta del perdono, della speranza, dell’amore verso il prossimo, ma anche del sostegno ai più deboli. Infatti, il mondo attuale ha bisogno di ponti e non di muri».

servizio civile e il papaQuesto infatti è un momento difficile per l’Italia, a causa dei recenti terremoti , ma anche di problemi come la questione dell’immigrazione. «In momenti come questo, secondo il Papa,  il ‘’vivere insieme’’ entra in una fase critica. L’assenza di una risposta efficace tende ad aumentare le tensioni sociali tra le comunità e le culture. Per questo il Papa ha reso un omaggio a tutte le persone che si sono rese disponibili per aiutare le vittime del terremoto».

Tuttavia, «ha sottolineato che ogni giorno l’Italia deve affrontare un terremoto:  terremoto della fame, terremoto dell’assenza di un tetto per tante famiglie, terremoto dell’immigrazione di persone che arrivano qua alla ricerca di una vita migliore, della pace, di un luogo senza sangue e guerra.

A questo proposito, ricorda Chiara Bucchi, « Il Pontefice ha parlato della necessità di costruire una “protezione sociale’’ in grado di assistere i piccoli o grandi ‘’terremoti’’ che avvengono all’interno delle persone sole, scartate dalla società e che possono essere rimarginati tramite un sorriso, un abbraccio, la vicinanza. Infine Papa Francesco ha ricordato l’importanza dell’aiuto offerto ai rifugiati e ai migranti, esortando a proseguire il cammino dell’accoglienza e dell’integrazione».

Il servizio civile e il Papa per il dialogo

Secondo Natalia Blanuta, «con Papa Francesco ogni udienza è entusiasmante e profonda,  ma questa sicuramente si può definire unica ed indimenticabile. Unica non solo perché si è rivolto direttamente a noi, giovani del servizio civile nazionale, ma anche perché tutti noi ci siamo riuniti in un’unica sala. Stare insieme ad altri giovani che prestano il servizio civile presso associazioni diverse e  provenienti da tutte le parti d’Italia è importantissimo. È un’occasione che ti permette di conoscere e/o approfondire altre realtà, ma soprattutto di capire che oggi sono tanti i giovani che desiderano cambiare la società in una società migliore. Non solo vivono con questo desiderio, che più o meno è il desiderio di tutti, ma lo stanno anche facendo. Sentirsi poi sostenuti dal Papa, dal Governo e da tutti gli altri non può che aumentare questo desiderio».

servizio civile e il papa«Ascoltando le parole del pontefice mi sono sentita fiera di far parte di questo ‘’esercito di pace’’ che sta cambiando la mia vita e che mi fa sentire ogni giorno realizzata» aggiunge Chiara Bucci, «perché proprio come ha detto il nostro Papa “ognuno di noi si sente contento e realizzato solo quando è utile per qualcuno”».

«Direi che un incontro con il Papa cambia il nostro modo di pensare, ci ridà speranza, è un momento importante per capire cosa significa  “avere degli ideali’’» conclude Whylton Leblond Ngouedi Marocko . «Di fronte alla crisi sociale e all’immigrazione , la società non deve rispondere con la violenza e fomentare la paura dell’altro, ma piuttosto trovare insieme delle soluzioni comuni attraverso il dialogo, la collaborazione e preservare la pace tra tutti».

(Le foto dell’articolo sono di Stefano Cardarelli)

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