
Spin Time, la mobilitazione continua: il 19 settembre il corteo nazionale
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Dopo quasi due mesi dall’incendio e dal successivo sgombero che ha lasciato fuori dal palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme centinaia di persone, la mobilitazione di Spin Time continua. Mentre la comunità degli abitanti si è dispersa per la città in sistemazioni temporanee, gli attivisti si sono dati appuntamento per sabato 19 settembre con un corteo nazionale, da piazza della Repubblica a piazza Vittorio, e per domenica 20 con un’assemblea. (Per aderire all’appello basta seguire il link).
Insieme agli attivisti di Spin Time ci saranno alcune tra le grandi organizzazioni e i movimenti che in queste settimane hanno sostenuto e accompagnato la lotta del palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme 55. «Siamo convinti e fiduciosi rispetto alla possibilità di rientrare in questo palazzo, rimaniamo in dialogo con le istituzioni affinché il processo di acquisto venga portato a termine», ha detto il portavoce Mosè Vernetti durante la conferenza stampa di ieri.
Le famiglie, ha spiegato, sono state sistemate in alloggi temporanei e stanno arrivando le prime assegnazioni di case popolari, «ma la battaglia di Spin Time va oltre il diritto alla casa: riguarda il diritto alla città e alla possibilità da parte delle comunità di determinare le trasformazioni urbane, sottraendole alla rendita e alla speculazione. Il corteo di sabato e l’assemblea di domenica non sono un corteo funebre, non sono la fine di un processo di lotta, ma sono un momento di slancio», ha precisato. L’obiettivo è portare in piazza la pluralità costruita durante le settimane di presidio e rilanciare un modello di welfare comunitario che, secondo Spin Time, può essere replicato altrove. Al centro dell’assemblea del 20 settembre ci sarà anche il tema nazionale dell’abitare, con l’ipotesi di una legge di iniziativa popolare e la proposta di un fondo per l’abitare. «Vogliamo portare il modello Spin Time fuori, replicarlo», ha concluso Vernetti, sottolineando il valore di un’alleanza tra movimenti, organizzazioni sociali e istituzioni capace di contrapporsi alla rendita.
Pace (Cgil Roma e Lazio): «Battaglia per dare dignità a tutte quelle persone che oggi vivono una condizione esistenziale precaria e fragile»
«Per noi il giorno in cui 140 famiglie hanno perso la casa è stato uno dei più difficili che abbiamo vissuto nella nostra storia sindacale all’interno di questa città», ha ricordato Andrea Pace della Cgil Roma e Lazio. «Stiamo facendo una battaglia per dare dignità e risposte a tutte quelle persone che oggi vivono una condizione esistenziale precaria e fragile». Per la Cgil, dunque, bisogna portare a livello nazionale il tema della povertà in una città che produce una grande quantità di ricchezza ma non la redistribuisce equamente. «Se sappiamo allargare la lotta, se sappiamo continuare a mantenere questo clima di pluralità incredibile che si è costruito, tutto quello che mettiamo in campo non potrà che trasformarsi in una grandissima vittoria».
Franceschini (Lucha y Siesta): «Spin Time rappresenta un presidio di cura, mutualismo e interdipendenza»
«Sappiamo molto bene che cosa vuol dire non avere il diritto alla casa, noi che siamo un presidio di ospitalità di persone che fuggono dalla violenza», ha dichiarato Chiara Franceschini, intervenuta per conto dell’Associazione Casa delle donne Lucha y Siesta. «Spin Time rappresenta un presidio di cura, mutualismo e interdipendenza, come altri spazi sociali della città che costituiscono un argine all’avanzata di una destra reazionaria e razzista». Franceschini ha poi richiamato la situazione della stessa Lucha y Siesta, ricordando che anche in quel caso il Comune di Roma ha manifestato la volontà di acquisire l’immobile, di proprietà della Regione Lazio, senza che a oggi la Regione abbia dato seguito a questa prospettiva. «Questo fa eco alla vicenda di Spin Time dove in luogo della Regione Lazio, abbiamo la speculazione dei fondi immobiliari e dove di fatto un’amministrazione più coraggiosa di altre ha provato a compiere uno scatto in avanti, ma si è ritrovata di fronte a un fondo immobiliare che sta dicendo no».
Blasi (Rete No Kings): «Abbiamo bisogno di anticorpi sociali come Spin Time»
Per Luca Blasi, intervenuto in rappresentanza della Rete No Kings, la parola chiave della mobilitazione è «convergenza». «Abbiamo bisogno di questo tipo di anticorpi sociali nelle nostre città per rispondere a una crisi che è politica, sociale, ma soprattutto umana». Secondo Blasi, inoltre, Spin Time è anche un esempio concreto di ciò che può significare costruire comunità attraverso sportelli popolari, servizi, luoghi di studio e incontro, spazi per chi è senza lavoro e per chi vive condizioni di marginalità. La battaglia riguarda quindi anche il modello urbano e il contrasto alla rendita. «Vogliamo anche a Roma mettere un freno allo strapotere dei B&B», ha detto, indicando nella regolamentazione degli affitti brevi uno dei terreni su cui intervenire.
Bonomi (Polo Civico dell’Esquilino): «Una città sicura è una città che si cura»
«Il Polo Civico dell’Esquilino, rete di 56 associazioni che operano nel quartiere, sarà al fianco della comunità di Spin Time nel corteo», ha annunciato la presidente Barbara Bonomi. «Il grandissimo valore di Spin Time è quello di essere un’esperienza che si innesta in un rione come l’Esquilino tradizionalmente multiculturale e accogliente». Per Bonomi, la forza dell’esperienza di Spin Time sta nell’aver messo sotto lo stesso tetto la componente abitativa e quella associativa, costruendo una comunità capace di sperimentare un modo diverso di vivere la città. «Per questo salvare Spin Time non significa salvare soltanto un edificio, ma la comunità che lo ha abitato e il suo radicamento territoriale. Come sempre ricordiamo», ha concluso, «una città sicura è una città che si cura con le relazioni e con la comunità».
Campailla (Nonna Roma): «Spin Time, una contraddizione rispetto a un modello di città fondato sull’espulsione degli abitanti»
«Siamo nel centro di una città sempre più svuotata, piena di alberghi, di B&B, di locker, di ristoranti e pizzerie, di luoghi che servono per i turisti, per i grandi imprenditori, per i grandi professionisti», ha detto Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma. «In questo scenario, Spin Time rappresenta una contraddizione rispetto a un modello di città fondato sull’espulsione degli abitanti e sulla valorizzazione immobiliare». Ma il corteo, secondo Campailla, rappresenterà anche una prima grande mobilitazione contro le politiche abitative del governo. «Il Piano Casa del governo dice esattamente questo: che le politiche abitative si fanno regalando interi quartieri e pezzi di patrimonio pubblico alle grandi imprese e ai fondi immobiliari soprattutto stranieri». La mobilitazione dovrà quindi saldarsi alle altre vertenze cittadine, dalle politiche urbanistiche alla lotta contro la speculazione nell’area dei Mercati Generali, per chiedere all’amministrazione comunale un cambio di passo. «La manifestazione del 19 è innanzitutto per Spin Time, perché vogliamo rimanere qui. Ma è anche una manifestazione contro le politiche del governo sui fondi immobiliari e sulla casa, e per ridare slancio alla riconquista di una città pubblica».
Lorenzo (Centro Sociale La Strada): «Per Santa Croce in Gerusalemme passa un pezzo di storia con la S maiuscola»
«Spin Time deve vincere», ha esordito Lorenzo del Centro sociale La Strada. «La mobilitazione di queste settimane», ha ricordato, «ha prodotto una risposta straordinaria, con migliaia di persone che durante il mese di agosto hanno scelto di stare accanto alla comunità sgomberata. Quello che è successo, la solidarietà enorme, la partecipazione che c’è stata dopo lo sgombero ci fa dire con convinzione che un pezzo di storia, ma di storia con la S maiuscola, in questo momento passa in via di Santa Croce in Gerusalemme». A chiudere gli interventi è stato un rappresentante degli studenti e delle studentesse di Spin Time, che da cinquanta giorni presidiano lo spazio davanti al palazzo. «Spin Time non si cancella». Per la componente studentesca, il valore dell’esperienza sta soprattutto nell’aver dimostrato che le lotte, quando si incontrano, diventano più forti. «Alla nostra generazione dicono di abituarsi alla precarietà, di accettare l’insicurezza e di accontentarsi di un futuro sempre più stretto. Noi non ci stiamo. Spin Time ha rappresentato per molti giovani una casa e un luogo in cui sperimentare cultura e cooperazione, contrapponendosi all’individualismo».





