UN BAMBINO, UNA CASA, UN GIARDINO

A Tor Vergata il progetto di una nuova struttura di accoglienza dell’associazione Andrea Tudisco per bambini oncologici e le loro famiglie. Un valore per il bene comune, innovazione nel rapporto tra pubblico, privato e terzo settore

di Ilaria Dioguardi

Il Laboratorio di Ricerca permanente “Progetto e Contesti” del Dipartimento di Architettura – Università degli studi RomaTre, con il Professor Architetto Paolo Desideri, ha organizzato il convegno “Un bambino, una casa, un giardino”, in collaborazione con Andrea Tudisco Odv, per presentare il progetto che riguarda l’apertura di una nuova struttura di accoglienza dell’associazione a Tor Vergata, in virtù della donazione di un terreno. La struttura è pensata per ospitare un bambino con la sua famiglia e per “gettare un seme” e promuoverlo, in un luogo in cui è importante essere presenti.

Volontariato come attivatore di processi

«Con questo progetto vogliamo attivare un paradigma. L’associazione Andrea Tudisco da 25 anni si spende in sussidiarietà vera, in modo da rendere possibili risposte complete», dice Maurizio Vannini, associazione Andrea Tudisco Odv. «Attraverso questo esempio vogliamo fare in modo che il volontariato sia una guida, un attivatore di processi, insieme alle istituzioni, alle università, alle aziende. Il nuovo Codice del Terzo Settore ha ribadito che il volontariato opera insieme per generare beni comuni. La casa che si realizzerà sarà in primis dei beneficiari, poi del territorio e anche dei beni sanitari e sociali. Un’esperienza di questo tipo genera comunità. La rete delle organizzazioni coinvolte è formata dal CSV Lazio, Centro di Servizio per il Volontariato, F.A.V.O. e da associazioni di ricerca».

associazione andrea tudisco
Un prospetto della nuova struttura di accoglienza dell’associazione Andrea Tudisco

Gettare il cuore oltre l’ostacolo

«È un gettare il cuore oltre l’ostacolo quello che Fiorella fa con i suoi progetti. Senza fondamenta non si può partire, siamo impreparati, dobbiamo costruire un modello. È fondamentale lavorare insieme con le università e le realtà pubbliche e private. Roma Capitale deve ancora mettere solide basi per immaginare nuovi percorsi», afferma Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma. «L’accoglienza nelle case è un tema interregionale. Dobbiamo farci promotori tutti insieme delle cure ai bambini, italiani e stranieri; quando si parla di bambini c’è bisogno di accoglienza e di vita a misura di bambino. Stiamo aiutano in questi mesi molte famiglie provenienti dall’Ucraina. Questo progetto è l’inizio di un percorso, lo vedo come un impegno da parte di tutti noi». Il Dipartimento di Architettura Roma Tre ha iniziato a lavorare a questo progetto quasi tre anni fa, ha dovuto interrompere per un lungo periodo a causa della pandemia. L’area in cui si trova il terreno è una zona ex abusiva, non sono presenti servizi collettivi. «Abbiamo cercato di creare uno spazio per l’accoglienza anche del quartiere. L’elemento più importante del progetto è il giardino, con una grande magnolia, da cui siamo partiti per realizzare la casa», spiega Marco Burrascano, Dipartimento Architettura Roma Tre.

Accoglienza e qualità della vita

«Mi sono reso conto dopo una diagnosi di cancro che c’è bisogno del lavoro delle associazioni», racconta Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.A.V.O.) e nuovo presidente della European Cancer Patient Coalition (Ecpc). «In Italia abbiamo accesso a farmaci innovativi, ma quello che ancora manca sono l’accoglienza e la qualità della vita dei malati. Il Covid19 è stato uno tsunami per i malati di cancro: il 16% delle persone morte con il Covid aveva un tumore. La pandemia ci ha lasciato 6-7 mesi di ritardi negli screening e negli interventi oncologici, circa 7mila casi non diagnosticati in tempo. Una diagnosi tardiva vuol dire anche costi più alti».

associazione andrea tudisco
La clownterapia, una delle attività che l’associazione Andrea Tudisco offre ai piccoli pazienti e alle loro famiglie

Dalla co-progettazione alla bellezza

Una delle missioni del CSV Lazio, da più di vent’anni, è cercare di portare avanti l’obiettivo di fare rete e favorire il modo di raggrupparsi delle associazioni. «Non solo quelle della stessa categoria. Fare rete è importante non solo per le realtà che si occupano di malati oncologici, ma per tutta la comunità. La co-progettazione, la co-programmazione sono poco praticate, ma realizzare una possibilità di incontro che metta insieme soggetti diversi è importante», dice Renzo Razzano, vice presidente vicario CSV Lazio. «Il Terzo Settore è un soggetto indispensabile per la realizzazione di un progetto come questo, come CSV vogliamo contribuire. Ogni persona ha diritto di essere pienamente accolta nella comunità. Questo progetto, oltre ad essere realizzato, deve poi mantenersi: va oltre, deve dare solidità, vita». «Ho pensato che fosse importante mettere a disposizione dell’associazione tutte le mie forze. Credo molto nella bellezza. Quando i bambini vedono il bello è un elemento importante della loro parte emotiva. Farò di tutto perché questo progetto si realizzi e invito anche voi a fare tutto quello che potete», dice Camilla Filippi, attrice, testimonial Andrea Tudisco.

Ospitalità e assistenza da 25 anni

“Quando gettate un seme ricordate che quel seme è una vita e non deve andare perduta, allora per fare una buona azione, non dovete gettarlo, ma seminarlo e curarlo, vedrete crescerà”. Questa frase la scrisse su un quaderno Andrea Tudisco, un bambino che a soli 10 anni morì per una leucemia linfoblastica. I genitori di Andrea, Fiorella e Nicola, presero questo messaggio come un’incitazione e una guida per il futuro.
Dal 1997, l’Associazione Andrea Tudisco è attiva sul territorio di Roma con case di accoglienza, in cui trovano ospitalità famiglie colpite da gravi patologie infantili, in gran parte oncologiche, che vengono a curarsi negli ospedali ad alta specializzazione della Capitale viaggiando da tutta Italia e da ogni parte del mondo. Nelle case di accoglienza si offre ospitalità e assistenza ai piccoli pazienti e ai loro genitori, servizi di ludoterapia e clownterapia, di assistenza domiciliare, supporto psicologico, individuale e al sistema familiare, attività di assistenza legale e sociale, servizio di trasporto da e per le strutture ospedaliere.

UN BAMBINO, UNA CASA, UN GIARDINO

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