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Emergency a Latina

I POLIBUS DI EMERGENCY A LATINA: PER CURARE MA ANCHE PREVENIRE

I POLIBUS DI EMERGENCY A LATINA: PER CURARE MA ANCHE PREVENIRE

Sono stati scelti i territori di Terracina e Sabaudia, per prendersi cura degli indiani sikh, degli homeless e di chiunque è in difficoltà

Il 15 dicembre 2016 Emergency a Latina ha avviato un nuovo progetto: nato in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale, offre un servizio di orientamento socio-sanitario e assistenza medica di base alle fasce più vulnerabili della popolazione. I destinatari del progetto sono i migranti (economici e richiedenti asilo), sicuramente gli indiani che arrivano dal Punjab (si parla di circa  25.000 persone), ma anche chi vive in condizioni di marginalità.

Dal 15 al 31 dicembre 2016 sono state visitate 117 persone ed effettuate 157 prestazioni (lo stesso paziente può fare più di un accesso). Dal primo gennaio 2017 all’8 marzo 2017 ci sono stati 333 pazienti e 572 prestazioni.

L’esperienza dei polibus

Emergency ha iniziato a lavorare a favore dei braccianti agricoli nel 2011, con i primi progetti di assistenza sanitaria tramite i Polibus, due autobus adibiti ad ambulatorio con una sala dedicata alla mediazione.

Emergency a Latina
Accoglienza in un polibus (foto dal sito di Emergency)

Dal 2011 a oggi, seguendo il flusso ciclico dei braccianti che si spostano in cerca di impieghi stagionali, è intervenuta a Agro di Venosa (PZ) in Basilicata, Vittoria e Cassibile (SR) in Sicilia, la Piana di Gioia Tauro (RC) e la Piana di Sibari (CS) in Calabria, Castel Volturno (CE) in Campania, fino alla Puglia, dove dal 2013 al 2015 è stata presente con due cliniche mobili, attive nell’area di Foggia, nella provincia Barletta-Andria-Trani e in Salento, più precisamente a Nardò (LE).

Emergency oggi opera ancora nella realtà agricole ad alta concentrazione di braccianti stranieri. In Calabria, più precisamente nella Piana di Gioia Tauro (RC), è attivo il Poliambulatorio di Polistena, realizzato in un edificio confiscato alla ndrangheta. La struttura, aperta nel luglio 2013, offre prestazioni di medicina generale, ginecologia e orientamento socio-sanitario ai più vulnerabili, inclusi i braccianti stagionali impegnati nella raccolta delle arance.

Emergency a Latina

«Ogni individuo ha diritto… alle cure mediche e ai servizi sociali necessari», dice l’art. 25 della Dichiarazione dei Diritti Umani (10 dicembre 1948). Ed è questo che si legge su un lato del polibus, l’ambulatorio mobile che questa mattina staziona a Borgo Hermada (Comune di Terracina).

Emergency a Latina
La scritta sul Polibus di Emergency a Latina

Qui incontro Alessandra Monaco, mediatrice culturale e responsabile del progetto di Emergency a Latina, che mi spiega che nello specifico sono stati scelti i territori di Terracina (Borgo Hermada) e Sabaudia (Bella Farnia) perché qui si sono raggruppati la maggior parte degli indiani sikh (1500/2000 persone). Qui, da anni, lavorano nell’agricoltura e nell’allevamento in un contesto sociale precario e difficile, dove sfruttamento e instabilità lavorativa, isolamento e assenza di servizi sono alcuni dei fattori che ostacolano l’effettivo esercizio del diritto alla salute da parte di questa fascia della popolazione.

La maggior parte degli indiani è regolare, ha quindi un permesso di soggiorno e la possibilità di iscriversi al servizio sanitario nazionale, il 90% di essi ha anche il medico di base, ma non sanno come utilizzare correttamente il servizio sanitario nazionale. In questi casi il ruolo di Emergency è quello di fare da “ponte” spiegando l’importanza del proprio medico di base, della costruzione di un rapporto di fiducia, del perché il medico di base deve essere a conoscenza di tutte le eventuali visite specialistiche che si fanno, come e quando si accede in un pronto soccorso, o in un ospedale, quando invece bisogna rivolgersi al proprio medico, quando si ha diritto ad un’esenzione, come ottenerla.

emergenzy a terracina
Terracina e Sabaudia sono state scelte per l’alto numero di braccianti sfruttati e precari

«Ma Emergency è per tutti», spiega Alessandra Monaco, infatti che anche degli italiani si rivolgono allo staff del Polibus, per curiosità, o perché non ci si è capiti bene con il proprio medico, oppure si tratta di senza fissa dimora  che, se non hanno una residenza, non hanno diritto ad un medico di base, allora li si guida affinchè tornino ad avercelo.

Infine ci sono i centri di accoglienza: le cooperative gestiscono autonomamente e sono responsabili della parte sanitaria dei richiedenti asilo accolti, in questo caso Emergency dà una mano, nel garantire un primo screening sanitario, una prima visita medica, non solo a tutela del singolo, ma anche della collettività.

Tramite l’ambulatorio mobile gli operatori di Emergency – oltre ad Alessandra ci sono altri due mediatori culturali, Sarbjit Chauhan e Reis Aloo, un’infermiera, Eleonora Dotti, un medico, Emilio Alatri, e un logista Domenica Varca – rispondono in maniera rapida e flessibile ai diversi bisogni di pazienti. Principalmente “curano” dermatiti da contatto (per uso di pesticidi senza guanti o protezioni adatte) e sindromi da raffreddamento. Bisogna comunque tener conto che sono circa 3 mesi che il progetto del polibus è partito.

La prevenzione

Emergency a Latina lavora anche sulla prevenzione. Con Sarbjit Chauhan, meglio conosciuto come  Sonny, parliamo del concetto di prevenzione. Non c’è cultura della prevenzione o di educazione sanitaria  in India: se ho un disturbo, chiedo di essere curato quando si presenta.

Spesso i braccianti indiani si rivolgono al polibus perché il medico di base non prescrive più medicine per lo stesso problema (o hanno terminato le scorte che si portano dall’India), ma richiede ad esempio degli esami più approfonditi. Allora lo staff del polibus cerca di capire quali sono le abitudini alimentari, le condizioni abitative e lavorative, lo stile di vita prima di intervenire sul disturbo specifico.

Così si arriva alla prevenzione e all’educazione alla salute.  Poi si fa accompagnamento, si parla con il medico di base del paziente che si è rivolto al polibus, offrendo un affiancamento, ad esempio di traduzione linguistica o mediazione culturale.

 

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Eleonora Piccaro
Eleonora Piccaro

Lavoro al Cesv e sono laureata in sociologia. Vivo di musica, cinema, romanzi e viaggi

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