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Sardegna Solidale

IL CASO DEL CSV SARDEGNA SOLIDALE INTERROGA TUTTO IL VOLONTARIATO

IL CASO DEL CSV SARDEGNA SOLIDALE INTERROGA TUTTO IL VOLONTARIATO

L’Onc gli ha negato l’accreditamento, cancellando l’esperienza ultraventennale. È in discussione l'autonomia del volontariato

È di pochi giorni fa la notizia che l’ONC (l’Organismo Nazionale di Controllo) ha negato l’accreditamento al Centro di Servizio per il Volontariato Sardegna Solidale. Significa che, salvo pronunciamenti del Tar, non potrà più operare, pur essendo una realtà attiva sul territorio della regione da una ventina d’anni: il tempo che segna il passaggio di una generazione.

In questi vent’anni tante cose sono cambiate, nel mondo del volontariato, e non sempre in meglio. La vicenda di Sardegna Solidale, in questo senso, è un campanello di allarme, un segnale da ascoltare e interpretare. È come se lo spirito generoso e spontaneo, che vent’anni fa ha animato la nascita dei CSV, si stesse perdendo, schiacciato sotto le logiche di una burocrazia che sì, forse deve garantire correttezza, ma intanto “riporta all’ordine” le diverse esperienze, mortificandone la creatività e soprattutto il valore originale.

Non solo Sardegna Solidale, ma tutti i CSV; non solo i CSV, ma tutto il volontariato stanno perdendo autonomia per rientrare nei rigidi binari delle procedure? La domanda è più che lecita, e purtroppo la sensazione che la risposta sia sì, è rinforzata anche dalla lettura della legge di Riforma del Terzo Settore.

Insomma, la vicenda di Sardegna Solidale è un problema per tutti i CSV, che si chiedono in quale scenario si troveranno ad operare nel prossimo futuro; ma è un problema anche per tutto il volontariato, che una volta di più è chiamato a difendere la propria autonomia per poter giocare pienamente il proprio ruolo di motore di cambiamento e di costruttore di comunità solidali e accoglienti.

Il comunicato stampa

Pubblichiamo qui il Comunicato Stampa diffuso da Sardegna Solidale il 31 ottobre scorso, che ripercorre la vicenda…

La straordinaria mobilitazione di 267 sindaci, la presa di posizione dei vescovi sardi e le migliaia di firme raccolte, insieme alle ragioni portate all’attenzione dell’Organismo Nazionale di Controllo presieduto da Francesco Profumo (presidente dell’Acri – l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria – e della Compagnia di San Paolo), lo scorso 9 settembre nel corso di una audizione speciale, sono state ignorate: il 28 ottobre l’Onc ha confermato l’inammissibilità dell’associazione Csv Sardegna Solidale Odv alla seconda fase della manifestazione di interesse. Di fatto, l’Onc ha deciso in questo modo di porre fine all’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale.

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Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale

Nello specifico, l’Organismo Nazionale di Controllo ha ritenuto che l’associazione Sardegna Solidale non avesse titolo per poter essere accreditata e ciò perché non era il soggetto a cui oltre vent’anni fa, il Co.Ge. della Sardegna e la Regione Sardegna avevano affidato il compito di organizzare e gestire il Centro di Servizio per il Volontariato.
L’Onc non dice chi è il vincitore e il titolare di quel bando e si trincera dietro una interpretazione giuridica soggettiva. Quella dell’Onc è dunque una decisione ingiusta e irrispettosa della storia e dell’identità del Csv Sardegna Solidale che, con un vero e proprio cavillo interpretativo, “smontato” dai rappresentanti di Sardegna Solidale nel corso dell’audizione del 9 settembre, cancella l’esperienza del Csv sardo, unico in Italia interamente gestito da volontari (compreso il Direttore-volontario) e da organizzazioni di volontariato, con lo slogan-programma “Volontari per Volontari”.

Ora, nel pieno della seconda ondata della pandemia, in cui il mondo della solidarietà è chiamato a una nuova mobilitazione, il Csv Sardegna Solidale entra in una fase di estrema incertezza e di larga mobilitazione.
I volontari sardi – con il sostegno di vescovi e sindaci – sono decisi a difendere le loro ragioni, la loro identità e la loro storia costruita grazie al Comitato Promotore del Csv Sardegna Solidale che l’Onc non ha voluto riconoscere e che è stato il soggetto vincitore del bando emanato nel 1997 permettendo di esercitare per oltre vent’anni la titolarità sul Csv Sardegna Solidale.

L’Organismo Nazionale di Controllo, in attuazione di quanto previsto dalla nuova riforma del Terzo Settore, svolge infatti, nell’interesse generale, funzioni di indirizzo e di controllo dei Centri di Servizio per il Volontariato italiani. È costituito da tredici membri designati perlegge (non eletti). Sette membri sono designati dall’Acri (compreso, per legge, il presidente), due dal Forum del Terzo Settore (di cui uno obbligatoriamente del mondo del volontariato, anche se oggi così non è), due dal Csvnet, uno dal Ministero del Lavoro e Welfare e uno dalla Conferenza Stato-Regioni. Nessuno dei componenti dell’Onc è volontario e la maggioranza dei membri è di provenienza del mondo delle fondazioni bancarie.

L’Onc è rimasto sordo alle ragioni documentali, tutte messe a disposizione, e alla straordinaria mobilitazione a favore di Sardegna Solidale. A ritenere “inaccettabile” la decisione dell’Onc, giunta lo scorso 29 luglio, di non accreditare Sardegna Solidale era stata per prima la Conferenza Episcopale Sarda che lo scorso 3 agosto con una nota aveva chiesto «un ripensamento della decisione adottata», ritenuta «ingenerosa per tutti coloro che si impegnano – particolarmente in questa fase storica – a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente». I vescovi avevano anche richiamato l’udienza speciale concessa il 30 novembre del 2018 da Papa Francesco ai volontari di Sardegna Solidale, durante la quale Bergoglio incoraggiò Sardegna Solidale «a proseguire con spirito di intesa e di unità; potrete così diffondere più capillarmente la cultura della solidarietà».

Alla lettera dei vescovi era poi seguito l’8 agosto l’appello del presidente del Comitato promotore di Sardegna Solidale, don Angelo Pittau, al presidente dell’Onc Francesco Profumo, nel quale il sacerdote villacidrese, chiedendo un incontro checonsentisse a Sardegna Solidale di poter esporre le sue ragioni, così spiegava: «L’Onc sembra avvalersi di un cavillo burocratico assolutamente inconsistente e pretestuoso, frutto di una lotta sotterranea che ci ha calunniato in questi anni, che ci ha portato a processi che abbiamo sempre vinto. Tutto questo ci offende e tristemente ci fa rammaricare per una persecuzione ingiusta e costante che ci fa diventare vittima. Ecco perché noi e tutti i volontari sentiamo ingiusta questa decisione di inammissibilità».

Anche padre Salvatore Morittu, fondatore dell’associazione Mondo X Sardegna e figura rappresentativa del volontariato isolano, lo scorso 9 agosto aveva espresso la sua vicinanza a Sardegna Solidale con una lettera nella quale si legge: «Perché sfiduciare chi e coloro che si sono spesso sostituiti all’azione dello Stato, assicurando servizi vitali per famiglie e comunità? La nostra associazione si oppone fermamente alla decisione dell’Onc ed è al fianco del Csv Sardegna Solidale, grata e riconoscente di quanto è stato fatto e – siamo certi – sarà fatto per stare accanto agli ultimi con forza e legittimità».

La mobilitazione a favore di Sardegna Solidale è poi proseguita grazie ai sindaci sardi. Su iniziativa del primo cittadino di Ozieri Marco Murgia, ben 267 avevano infatti sottoscritto in queste settimane una lettera di solidarietà nella quale, riconoscendo che «le organizzazioni di volontariato, anche grazie al supporto loro offerto dal Csv Sardegna Solidale, rappresentano, specie per le amministrazioni locali, un prezioso strumento che opera ed interviene anche dove le istituzioni non riescono o non arrivano», confidano «nel buon senso delle donne e degli uomini che compongono l’Organismo Nazionale di Controllo affinché intervengano per risolvere la situazione inquadrandola nella giusta dimensione».

A sostegno della richiesta di Sardegna Solidale di rivedere il mancato accreditamento da parte dell’Onc centinaia di attestati di altrettante organizzazioni ed era anche stata organizzata anche una raccolta di firme lanciata dall’associazione Amici di Sardegna che sulla piattaforma charge.org aveva portato 3500 persone a chiedere all’Onc di rivedere la sua posizione.

Oggi la mobilitazione, temporaneamente sospesa in attesa delle definitive determinazioni dell’Onc, riprende. Su diversi fronti e con maggiore vigore per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiuste decisioni adottate dell’Onc.

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